COMUNE ROVIGO Il Gruppo Bachelet attacca frontalmente la manovra dell'amministrazione Bergamin: "Manca del tutto ogni progettualità, ogni impronta dell'amministrazione. I rodigini non hanno di che essere allegri"

"Tasse alte, niente per sociale e cultura: bel bilancio..."

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Una nota durissima, con la quale il gruppo culturale Bachelet attacca frontalmente il bilancio previsionale messo a punto dall'amministrazione del sindaco Massimo Bergamin, elencando punto per punto tutte le lacune e le problematiche della manovra



Rovigo - Si è riunito nei giorni scorsi il gruppo Bachelet con all’ordine del giorno, fra l’altro, l’esame del bilancio comunale presentato dalla giunta Bergamin.

Il Gruppo ha unanimemente condiviso l’opinione di Andrea Borgato, presidente del gruppo e consigliere comunale:  “Un bilancio di previsione come quello di quest'anno probabilmente non si vedeva da anni nel Comune di Rovigo. Ordinaria amministrazione, gestione dello stretto necessario o dei costi obbligatori, ma nemmeno l'ombra dell'impronta della giunta Bergamin o di qualche progettualità collegata al programma elettorale. Un bilancio dal respiro cortissimo, senza idee, giustificato dal nuovo taglio dei trasferimenti dallo Stato e, soprattutto, dai 700mila euro dovuti dal nostro Comune a Veneto Nuoto nell'ambito del cosiddetto 'Lodo Baldetti' per sanare (ma pare non sia ancora finita) la quérelle legale collegata al polo natatorio”.

"Che tutte le amministrazioni locali - prosegue l'analisi di Antonio Barbiani, vicepresidente del gruppo - debbano affrontare problemi e scarsità di risorse è un fatto, ma è altrettanto evidente che l’amministrazione Bergamin usa queste difficoltà e le critiche allo Stato per giustificare le proprie inadeguatezze ed incapacità. Si tratta di una precisa strategia, scaricare tutte le proprie responsabilità verso altri: il Governo che taglia, gli immigrati, la sinistra, ecc. Alimentare il malcontento, anziché svolgere il proprio compito che non si vuole, o non si è capaci di affrontare".

"Inoltre, dall’esame del bilancio proposto, ciò che più risalta agli occhi, è la riduzione drastica, per non dire drammatica, dei capitoli dedicati al sociale e alla cultura (teatro Sociale e musei dei Grandi Fiumi esclusi sui quali pesa una gestione gravemente passiva). Per fortuna che il sindaco Bergamin si è detto favorevolissimo a sostenere l’idea di Rovigo e il Polesine capitale della cultura, altrimenti chissà che succedeva!".

"Ma non basta. Aiuti alle famiglie pressoché inesistenti, situazione che fa il paio con l’assenza dell’assessore preposto già evidenziata dal Bachelet. E ancora, risorse per la scuole risicatissime, contributi alle scuole materne paritarie 'azzerati', così pure al Cur, all'Accademia 50milaeuro... E la tassazione rimane invariata per Imu, Tasi, addizionale comunale e la Tari che, invece, aumenta a fronte di una piano finanziario non ancora predisposto e approvato da Ecoambiente (dunque, i rodigini, per il momento, pagheranno sulla fiducia...)".

"I cittadini di Rovigo che pure hanno riversato sul sindaco molti consensi, non hanno di che stare allegri, dovrebbero chiedersi quali siano le idee di questa amministrazione per la città,  quali le scelte di investimenti che ancora non si vedono, mentre non può bastare piazzale Di Vittorio a risolvere i problemi, anche perché la capacità di trovare risorse alternative, nonostante un assessorato destinato a questo scopo, risultata pressoché marginale".

30 marzo 2017
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