IL CASO A FICAROLO (ROVIGO) La rabbia del consigliere comunale di minoranza Massimiliano Furini, preso di mira dalle consigliere di maggioranza dopo un presunto commento durante una telefonata privata

"Sessismo? No, l'ennesimo attacco a me per non rispondere"

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Le prime spiegazioni le aveva fornite immediatamente, non appena portato alla ribalta nel corso del consiglio comunale il presunto caso di sessismo (LEGGI ARTICOLO). Dicendo che, nell'assemblea, era stata portata alla ribalta una telefonata privata. Ora Massimiliano Furini entra ancora più nel merito. E accusa lui. Spiegando che, a suo avviso, la maggioranza attacca per non rispondere sui contenuti


Ficarolo (Ro) - "A seguito di un inizio di mandato abbastanza intenso, sulla scia degli effetti di una campagna elettorale basata non sempre sui contenuti, ma su attacchi 'ad personam' sono stato invitato dal sindaco Fabiano Pigaiani  a fare due chiacchiere distensive presso la sede municipale". E' così che Massimiliano Furini, consigliere di minoranza, comincia nel raccontare, dal proprio punto di vista, la vicenda che, nel corso del consiglio comunale di venerdì 31 marzo, ha portato la maggioranza ad accusarlo di avere fatto un commento sessista.

"Ho accettato senza riserve questo invito perché ritengo che il dialogo sia sempre un’arma vincente per un percorso costruttivo - prosegue nell’interesse del  nostro amato paese. All’incontro erano presenti sia il viceindaco Monesi che l’assessore Cestari. Numerosi sono stati i punti toccati, tra cui la strada da percorrere  per cercare di abbassare i toni da ambo le parti. Ed alla luce di ciò mi sono ripromesso di confrontarmi con il sindaco sulle problematiche del paese, nella finalità che i consigli comunali fossero il più possibile costruttivi".

"Penso infatti che abbassare i toni per un consigliere di minoranza sia un modo comportamentale da seguire anche se, quanto ai contenuti, le osservazioni sono importanti e necessarie, per lo svolgimento di un mandato ricevuto attraverso il voto dei cittadini e nel perseguimento del bene comune".

Dall’antefatto ai giorni nostri. Con riguardo alle ultime interpellanze, a qualsiasi problematica volta per volta sollevata dalla minoranza le risposte ricevute purtroppo non hanno avuto ad oggetto tanto i chiarimenti richiesti, ma sono sempre state piuttosto imperniate su colpe presunte di altre persone e su attacchi a carattere personale. Per superare tutto questo ho ritenuto di parlare nuovamente con Fabiano Pigaiani".

"Così, in quel frangente ho dovuto anche rappresentare di avere ricevuto da alcune consigliere di maggioranza offese sulla mia persona che erano state proferite in ambienti pubblici,  lontani da Ficarolo, in mezzo a persone che mi conoscevano, ed ho suggerito che si dessero  risposte puntuali alle interpellanze sollevate invece che attaccare la mia persona. Così mi è stato  risposto, 'Forse è vero… Ma io rispondo solo di quello che io dico…'  e ci siamo salutati cordialmente".

"Durante la telefonata sono stato anche invitato a ritirare i documenti richiesti sulla vicenda 'new jersey', ma, essendo  fuori sede, non potevo certamente recarmi in Comune; altri inviti a ritirarli non ne ho ricevuti,  ed i documenti  andavano in ogni caso allegati alla risposta alla nostra interpellanza fatta nel consiglio precedente.
Questa mia conversazione nell’ultimo Consiglio tenutosi  venerdi scorso purtroppo  è stata strumentalizzata ed inserita in una risposta ad un’interpellanza svolta. Questa risposta, ancora una volta e con mio profondo rammarico, presenta contenuti aventi ad oggetto più un attacco personale che un confronto effettivo sulle problematiche prospettate da parte dei consiglieri di minoranza. Purtroppo tutto a scapito della comunità. La politica è definitivamente e irreversibilmente morta".
2 aprile 2017




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