PARTITO DEMOCRATICO ROVIGO L'ex segretario provinciale del Pd, Julik Zanellato, attacca il consigliere regionale Graziano Azzalin accusandolo di costruirsi la carriera politica screditando i componenti del suo stesso partito

Julik: “Chi semina vento raccoglie tempeste"

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Graziano Azzalin perde consensi: è l'analisi dell'ex segretario provinciale Julik Zanellato che parte dalla nascita di un nuovo movimento in Polesine, composto da ex sostenitori del consigliere, per spiegare il magro risultato ottenuto alle provinciali dalla mozione Orlando. Consensi, che, secondo Zanellato, il consigliere regionale avrebbe perso nel tempo attaccando i membri del suo stesso partito senza realizzare qualcosa di concreto per il suo territorio



Rovigo - "Sandro Quadrelli, il braccio operativo del golpe di palazzo in casa Pd del 23 gennaio scorso (LEGGI ARTICOLO), assieme a qualche altro componente dell'assemblea provinciale Pd fonda in Polesine il movimento di D'Alema e Bersani. Il grande lancio è previsto per l'8 aprile a Rovigo, alla presenza di Flavio Zanonato e Davide Zoggia. Quadrelli in questi ultimi anni è stato fra i più fidati collaboratori di Graziano Azzalin. Il venire meno del suo supporto e di altri militanti migrati nel Movimento Democratici e Progressisti forse spiega in parte il magro risultato della mozione Orlando a Rovigo. È vero anche però che chi semina vento raccoglie tempesta". L'ex segretario provinciale del Partito Democratico, Julik Zanellato, attacca il consgliere regionale Grazziano Azzalin capace, a suo dire, di costruirsi la carriera politica solo screditando gli altri. Un atteggiamento che, secondo l'ex segretario, l'ha portato a perdere pezzi e consensi e analizza in questo modo, l'insuccesso della mozione Orlando, che il consigliere sosteneva in queste primarie del Partito democratico.

"Graziano Azzalin in questi anni ha costruito la propria carriera politica più contro qualcuno che per qualcosa - continua Zanellato - Ha sempre avuto bisogno di un nemico interno da screditare, da sconfiggere, da abbattere per tenere unita attorno a sé un'area di consenso, che si sta sbriciolando man mano che il tempo passa e che il nemico interno si rafforza. Il deludente risultato di Orlando in città e le migrazioni nel Movimento Democratici e Progressisti sono il chiaro segnale che gli iscritti al Pd, accomunati da una sensibilità più spiccatamente progressista, non sono più disponibili a seguire un leader spento, un consigliere regionale che in 8 anni non ha conseguito alcun risultato concreto per Rovigo, un dirigente di partito rancoroso e divisivo, attento esclusivamente a dinamiche di potere e disinteressato ai problemi reali dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione".

"Perché, ad esempio, Azzalin non ha ancora promosso una forte iniziativa politica che permetta anche alla Regione Veneto, al pari dell'Emilia-Romagna, di utilizzare i fondi nazionali per il contrasto alla povertà? Sarebbe un modo per togliere al sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin il pane di bocca delle provocazioni populistiche o per misurare il governatore Luca Zaia sulle promesse elettorali fatte ai Veneti - continua l'ex segretario provinciale Pd - Azzalin preferisce invece asfaltare segretari provinciali e candidati a sindaco del Pd non manovrabili, troppo autonomi e competenti, per non perdere il controllo sul partito. Quei 29 voti ad Orlando in città dimostrano però che il partito non lo segue più e che è venuta l'ora di un serio esame di coscienza per lui e per l'onorevole Diego Crivellari: quando si ha l'onore di rappresentare il Pd ai massimi livelli istituzionali ci si deve sobbarcare l'onere di unire, di mediare, di valorizzare tutte le sensibilità che compongono un partito popolare e radicato sul territorio, non ci si può asserragliare in curva a fare i capi degli ultras, anche perché, come si è visto con la convenzione del circolo di Rovigo, dopo un po' di tempo la curva si spopola e gli aficionados restano quattro gatti".

Voci interne al Partito democratico rivelano quale potrebbe essere l'ambizione reale di Graziano Azzalin: diventare sindaco di Rovigo. Dopo essere stato per una legislazione il braccio destro di Fausto Merchiori, oggi sembra che Azzalin voglia aspirare al posto di primo cittadino del capoluogo. Ma se questa analisi dell'ex segretario Julik Zanellato fosse vicina alla realtà, Azzalin avrebbe proprio bisogno di recuperare qualche consenso, almeno tra i suoi.

6 aprile 2017
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