SERVIZI ROVIGO Sempre più primi cittadini stanno raccogliendo l'invito del coordinatore di Forza Italia e senatore Bartolomeo Amidei. "La tariffa non deve cambiare e i privati stiano lontani"

Il fronte dei sindaci: "L'acqua è pubblica"

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Il primo incontro si è tenuto nella serata di lunedì all'hotel Europa e già una quindicina di sindaci è scesa in campo per difendere non solo l'acqua pubblica, ma anche per fare in modo che le tariffe non cambino



Rovigo - I sindaci del centrodestra fanno quadrato sul fronte dell'acqua. Al grido di "No ingerenze dei privati", alcuni primi cittadini di area, circa quindici che potranno diventare una ventina, hanno accolto positivamente l'invito del coordinatore provinciale di Forza Italia, il senatore Bartolomeo Amidei, incontrandosi lunedì sera all'hotel Europa Palace. 

Al termine, è stato redatto un documento comune che segna, come rilevato dal parlamentare bassopolesano, "l'avvio positivo di un percorso quanto più allargato e condiviso su questo fronte, perché l'acqua è e deve restare un patrimonio di tutti i cittadini". Alcuni dei  sindaci presenti hanno già votato nei rispettivi consigli comunali la delibera che avvia il percorso di fusione tra Polesine Acque e Cvs (Consorzio della Bassa Padovana). Amidei, Trombini - il Presidente della Provincia era presente anche in veste di sindaco di Cenesellli - Ferlin, Presidente di Polesine Acque e gli altri si dicono concordi su alcuni punti chiari: la tariffa non deve aumentare, va assicurata pari dignità alle singole realtà indipendentemente dalle quote azionarie di ciascuno e ancora l'acqua va riconosciuta "bene vitale che in virtù del referendum deve restare a gestione al 100 per cento pubblica". 

Di più: "Occorre salvaguardare le attuali specificità delle società che hanno il loro punto di forza nella vicinanza ai propri territori, sottolineando la possibilità per i sindaci di avere un interlocutore locale per dare immediate risposte ai vari bisogni e impegnare le economie generate dall'aggregazione per contenere abbattere la tariffa e permettere maggiori investimenti nei territori", come si legge nel documento di fine lavori. 

Amidei tocca anche il tema degli utili e della loro ripartizione: "Nello statuto della società è scritto che l’approvazione dei bilanci spetta come proposta agli amministratori della società e che viene votata dall’assemblea. Ciò significa chiaramente che tutte le altre decisioni in merito devono avere prima l’approvazione in sede di assemblea intercomunale, il cui parere è vincolante, ed è evidente che in caso di accordo di entrambe le parti non si può agire in alcun modo...".

I vantaggi del processo di aggregazione, d'altro canto, non mancheranno, secondo questa interpretazione: in primis l'internalizzazione delle attività societarie e quindi la razionalizzazione dei costi che si rifletterà su Cda, organi di controllo, personale, attività generale di gestione ed acquisti e approvvigionamenti passando per un miglioramento dell'efficacia e della qualità dei processi. "Tutte queste azioni - prosegue Amidei - potranno generare almeno un milione di euro nel primo anno fino a raggiungere i 4 milioni a pieno regime, soldi che una volta messi a disposizione, potranno contribuire ad abbattere la tariffa o consentire nuovi ed ulteriori investimenti".

Fronte comune, quindi, quello del centrodestra sotto la regia del senatore che anticipa infine come quest'intesa raggiunta sul fronte dell'acqua "potrebbe esser allargata nel prossimo futuro anche ad un altro tema caldo, quello dei rifiuti".

8 aprile 2017
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