LUTTO A BOSARO (ROVIGO) In centinaia sono accorsi per dare l'ultimo saluto a Filippo Braggiato, 14 anni, il piccolo calciatore spentosi martedì 11 aprile all'ospedale di Padova, dopo una lunga lotta con la malattia

"Ciao Filippo, ora giochi in squadra con gli angeli"

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Erano in centinaia, per dare l'ultimo saluto a Fabrizio Braggiato, 14 anni, arresosi martedì 11 aprile in ospedale a Padova alla malattia che da tempo lo aveva colpito, sottraendolo a tante delle sue passioni, tra le quali il calcio (LEGGI ARTICOLO). In tanti, tantissimi, sono arrivati non solo da Bosaro, ma anche da Polesella, Borsea, Rovigo



Bosaro (Ro) - "Io lo so, che un giorno giocheremo di nuovo assieme, prenderemo a pallonate la porta del Paradiso, come facevano a casa tua quando poi usciva tuo papà Marino, che poi si arrabbiava". Già la lacrime correvano prima, ma quando ha preso la parola Matteo, l'amico del cuore di Filippo Braggiato, la commozione è stata incontenibile. "Mai avrei pensato, io - ha detto ancora - di mettermi la foto tua Juve, che gufavo quando eravano seduti sul divano di casa tua".

"Ora - ha proseguito - ne sono sicuto, stai recuperando il tempo perduto, quando la malattia ti ha tenuto lontano dal campo di calcio, e già starai stupendo gli angeli col tuo mancino. Una cerimonia straziante ma bella, che ha raccolto un migliaio di persone dentro e fuori la grande chiesa di Bosaro.

Tutti lì per lui, per Filippo. A Bosaro viveva. A Polesella studiava. A Borsea aveva giocato a calcio, sino a quando la malattia glielo aveva consentito. Sono tanti i luoghi in cui Filippo Braggiato, 14 anni, aveva saputo farsi amare, stimare, e ammirare per il coraggio con cui aveva affrontato una prova alla quale fa male pensare sia stato sottoposto un ragazzino. Il male che, martedì 11 aprile, se lo è portato via in ospedale a Padova.

I funerali sono stati celebrati nel pomeriggio di giovedì 13 maggio, in una Bosaro commossa, schiantata dal dolore, ma piena d'amore per questo ragazzino e per la famiglia che ha perso il suo unico figlio. Centinaia di persone sono arrivate. 

Una cerimonia speciale, anche per il parroco, al quale la commozione ha rotto le lacrime più di una volta. "Il nostro Filippo - ha detto - ha portato la croce per così tanto tempo, senza un lamento, sempre col sorriso. A noi, Signore, manca un perché, perché il dolore innocente è sempre senza un perché. Noi sappiamo che un giorno Filippo resusciterà, nell'ultimo giorno, ma quel giorno è così lontano! E allora ti chiediamo, Signore, passa subito da qui, per una carezza ai genitori e a tutta la comunità di Bosaro.

13 aprile 2017
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