PERSONAGGIO ROVIGO Mario Bulgarelli di Gavello, architetto studioso di storia antica, si spende a tutela del patrimonio architettonico gentilizio nel Polesine lungo il Canalbianco: palazzo Gradenigo, corte Stellà, le barchesse di villa Minotto

“Sta crollando tutto, non disperdiamo la nostra storia” 

Palazzo Foscari Gradenico negli anni '40
Villa e barchessa Minotto anni '70
Musikè fondazione cariparo 730x90

L’arte sotto la Serenissima conobbe un impulso trascinante. Edifici straordinari, case gentilizie storiche le cui barchesse, oratori, colonne, dipinti, pietre e pozzi sono gli ultimi pezzi che si possono vedere di una storia fatta dai nobili veneziani, una classe dirigente molto preparata, raffinati collezionisti d’arte. Ecco questi edifici nel Veneto, in Polesine, lungo il Canalbianco stanno crollando per l’incuria. L’architetto Mario Bulgarelli a tanto scempio non ci sta: “Sarebbe giusto che la tutela del patrimonio investisse sulla propria storia”



Rovigo - “Abbiamo un patrimonio di case gentilizie storiche straordinario, in Polesine come in tutto il Veneto, solo che molti di questi edifici stanno crollando”. L’allarme lo lancia Mario Bulgarelli, architetto nato nel 1953 che vive a Gavello, studioso di storia antica e che annovera una ascendenza con la famiglia Dolfin. “C’è bisogno che sia creato un fondo per il loro recupero. Qualcuno se ne deve occupare, chi tutela il patrimonio storico dovrebbe investire nel mantenerlo”. Il Polesine è puntellato da splendide costruzioni, “anche se l’incuria ha prodotto disastri ben più gravi di tutte le guerre, delle depressioni economiche e delle cicliche alluvioni abbattutesi sul territorio”. Negli ultimi 20 e 30 anni sono andati o in rovina, o hanno subito “restauri discutibili”. 

La passione per la storia antica covava da anni ma a Bulgarelli, gli è esplosa quando ha preparato la tesi per la laurea in Architettura. Uno studio approfondito sulle perticazioni e catasticazione antiche del territorio polesano, ovvero come si misurava e poi accatastava il territorio dal Medioevo in poi. L’occasione gli fa scoprire che all’Accademia dei Concordi di Rovigo il materiale è sì catalogato ed inventariato, ma non studiato sistematicamente. E che quindi margini per scoprire la storia locale ce ne sono parecchi. 

Il lavoro di uno storico è tutt’altro che arido, anzi, fa scattare la passione della ricerca si autoalimenta, passando da un documento all’altro, da una prova storica all’altra.

Bulgarelli alla ricerca di mappe antiche ha trovato il materiale della catasticazione antica del territorio, dal 1480, quando il Polesine era sotto il dominio ferrarese, poi quelle del 1488, 1520, 1546, 1570, 1618 (da qui sotto la Repubblica di Venezia).

Ad un certo punto furono i veneziani ad introdurre la vera e propria mappatura del territorio a partire dal 1660. Le mappe delle proprietà venivano acquerellate a mano, diversificate le unità di coltura a colori, rappresentati nei dettagli i possedimenti singoli dei proprietari, ma non c’era una visione generale del territorio. E’ solo dal 1708 che Venezia sperimenta la prima volta in maniera sistematica il primo catasto assoluto. Ne segue un altro nel 1754 circa, per finire all’ultimo del 1775, il più studiato. Tutte queste mappe si possono trovare all’Accademia dei Concordi a Rovigo.

Dopo la tesi di laurea magistrale Bulgarelli ha diretto le sue ricerche nei confronti delle corti domenicali che si trovano lungo il tratto medio del Canalbianco, da Sant’Apollinare a Baricetta per intenderci. Uno studio svolto quasi esclusivamente all’archivio di Stato di Venezia che raccoglie tutti i documenti del dominio della Serenissima. Qui in Polesine la terra era sempre stata misurata per motivi pe lo più fiscali, per esempio già nel Medioevo in cui l’alto episcopato di Adria si sostituiva allo stato centrale.

Anche se la perticazione è una misurazione descrittiva senza mappatura, “la bellezza iconografica di queste mappe è straordinaria. Con ragionevole certezza sono i primi catasti con una certa compiutezza”. Ecco che Bulgarelli studia palazzo Gradenigo, oggi rovina, villa Cisimatti (tra Canalnovo e Gavello) con l’oratorio, la possessione Cartirago a Lama, le barchesse di villa Minotto (sempre a Gavello sul Canalbianco). “Tante di queste corti sono in stato di abbandono, come la corte a Stellà, già presente negli archivi del ‘500 a Venezia, tante sono più antiche di quel che si pensa, perché le ritrovo nella mappe antecedenti la data di attribuzione della costruzione”.

Merita qualche riga palazzo Gradenigo, in piazza a Gavello allo stato di edificio fatiscente, quasi rudere, “sembra che lo vogliano lasciar cascare”. Palazzo Gradenigo era stato di proprietà dei nobili Giglioli, poi dei nobili Contarini e finito ai Foscari, fino ai Gradenigo del 1850. Dalle ricerche fatte a Venezia quel palazzo fu occupato da personaggi di altissimo livello, racconta Bulgarelli. E’ una casa gentilizia, dai documento dei Giglioli, era già costruita nel 1511. “La casa era in condizioni precarie, stava crollando anche allora e i Contarini quando la presero nel 1620 l’hanno restaurata”. “Oggi qualcuno dovrebbe fare qualcosa per quell’edificio” prosegue l'architetto. Tutti questi accurati studi e ricerche si trovano nel libro “La contea di Gavello” edizioni la Malcontenta. Su Gavello infatti esistono documenti antichissimi, "quando l’assetto dei romani si disgregò l’unico ente rimasto fu l’arcivescovado di Adria di cui Gavello era un’importante emporio portuale” spiega Bulgarelli.

Bulgarelli ha scritto quattro libri di carattere storico e diversi saggi, pubblicati anche sul periodico Studi Veneziani, che raccoglie studi di grandi studiosi internazionali. Tra questi uno sui committenti della villa palladiana di Fratta Polesine, i Badoer che erano anche a Gavello, in via Badoare, "con una corte fortemente rimaneggiata, la cui villa sta crollando”. Sul periodico Studi Veneziani, che raccoglie i saggi di grandi studiosi internazionali, invece è uscita la ricerca su ”Francesco Pesaro ambasciatore della Serenissima”.

16 aprile 2017
Bancadria 468x60




Correlati:

Seren automobili affiliazione fino a dicembre 2017