BILANCIO STAGIONE 2016-2017 Neppure il cambio di giorno e orario degli spettacoli ha riportato i rodigini a teatro. Andrea Donzelli, assessore: "Dobbiamo trovare altre strade”

Tanti sforzi ma numeri non soddisfano. Sos della lirica

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Un bilancio per nulla positivo, quasi invariato rispetto allo scorso anno: il pubblico della lirica non aumenta, neppure dopo il cambio di giorno e orario. L’assessore alla cultura Andrea Donzelli ha preparato un report, non artistico, della stagione 2016-2017, prendendo in considerazione l’afflusso di pubblico, il teatro ragazzi, i lavoratori che hanno reso possibile la stagione lirica e le possibili strategie per il futuro. Ma secondo Donzelli, il primo passa da fare resta sempre la cessione della gestione del Teatro alla Fondazione Rovigo Cultura (LEGGI ARTICOLO), perché i limiti della pubblica amministrazione impediscono di investire e sperimentare

 

Rovigo – “La lirica è qualcosa di molto particolareggiato, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarla. Anche se non siamo soddisfatti della stagione, non possiamo permetterci di rinunciarvi. Ma, è chiaro, non si può andare avanti così, dobbiamo trovare nuove idee per far tornare la gente a teatro”. Andrea Donzelli, riassume così il report, che lui stesso ha redatto, sul bilancio della stagione lirica 2016-2017. Un bilancio per nulla positivo, tranquillamente sovrapponibile a quello dello scorso anno, nonostante il cambio del turno, da venerdì a sabato, ed anche di orario, dalle 20.30 alle 18. 

La stagione lirica 2016-2017 ha visto la realizzazione di quattro titoli: Il flauto magico di Mozart, Rigoletto di Verdi, La Boheme e Manon Lescaut di Puccini. “Nel corso del tempo quello della lirica è diventato sempre più un pubblico di nicchia – scrive nel suo report Donzelli – Oggi la lirica coinvolge un tipo di pubblico più ristretto, costituito per lo più da adulti e anziani, che potrebbe ridursi ulteriormente se non si attivano strategie ed azioni per frenare questo declino. L’assessorato alla cultura svolge una intensa attività di Teatro Ragazzi con le scuole primarie e secondarie che frequentano il teatro Sociale con grande assiduità ed in gran numero. Ma questo grande investimento culturale non ha ancora saputo creare dei frutti nelle fasce successive, nei giovani delle scuole superiori e delle università. Una riflessione deve essere posta rispetto alla quasi totale assenza di un pubblico proveniente dal Conservatorio di Rovigo, così come da quelli circostanti di Adria, Ferrara e Padova”.

Ogni titolo del calendario è caratterizzato da due turni, il turno A è riferito alla prima data dello spettacolo, il turno B è riferito alla seconda data (domenica pomeriggio, alle 16). Negli anni precedenti il turno A era il venerdì ore 20.30 e, dopo una analisi dei dati della scorsa stagione, è stato posticipato al sabato, alle 18. L’obiettivo del cambio di giorno ed orario era quello di puntare ad un rinnovamento di pubblico che poteva trovare troppo impegnativo partecipare ad un spettacolo lirico il venerdì sera alla fine di una giornata lavorativa, ma anche offrire la possibilità di una serata post spettacolo, per esempio nei ristoranti cittadini. Ma la stagione 2016-2017 è quasi sovrapponibile alla stagione precedente, in termini di pubblico. Il turno B della domenica pomeriggio, caratterizzato da diversi spettatori che provengono da città e province limitrofe, ha registrato una media di 428 spettatori, di poco in crescita rispetto alla scorsa stagione. Anche il turno A, caratterizzato principalmente da un pubblico cittadino, mediamente è cresciuto di qualche unità registrando una media di 398 spettatori. Ma non si tratta di aumenti sensibili, con una capienza di porti a teatro di 635.

Un dato importante, secondo l’assessore, è il numero di posti di lavoro che il la stagione lirica offre: oltre mille i contratti stipulati. Motivo per il quale è impensabile rinunciare alla lirica, fiore all’occhiello del teatro, tra i pochissimi in Italia a fare proprio produzione di opere. “Ma così non si può andare avanti – spiega Donzelli – dobbiamo sperimentare e cercare di intraprendere nuove strade. Come ad esempio l’internazionalizzazione della produzione lirica rodigina, attraverso gemellaggi con teatri esteri. Ma per farlo serve maggiore flessibilità, una flessibilità che purtroppo manca alla pubblica amministrazione in quanto tale. Ed ecco perché sarebbe davvero importante trasferire la gestione del Teatro alla Fondazione Rovigo Cultura”.

16 aprile 2017
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