TEATRO SOCIALE ROVIGO L’analisi sull’andamento della lirica a fine stagione dell’assessore Andrea Donzelli suscita un dibattito tra i nomi della cultura rodigina: diagnosi e medicine per il grande malato 

Marketing, qualità, turismo... gli ingredienti da dosare (meglio) per il teatro

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In risposta all’analisi dell’assessore Andrea Donzelli sull’andamento della stagione lirica non solo di quest’anno, ma degli ultimi 10, in costante perdita di pubblico nonostante gli sforzi fatti (LEGGI ARTICOLO), intervengono l’ex direttore artistico del teatro Sociale, Stefano Romani, e l’ex direttore dell’Atp, ufficio turistico, Giovanni Boschetti, in un dibattito alla ricerca di cause e possibili soluzioni di un decrescente interesse per la cultura del cittadino rodigino, e non solo



Rovigo – “Non si tratta di un fallimento politico, bensì di un fallimento sociale di una città che sta affondando ogni giorno che passa. Ormai la Rovigo di qualche anno fa non esiste più. È inutile trovare scuse legate a trasporti o programmazioni”. Sono le parole di Stefano Romani, per molti anni alla guida artistica del teatro Sociale di Rovigo, che interviene sulla triste analisi della stagione lirica di Rovigo che, nonostante gli sforzi fatti, non accenna a migliorare in termini di pubblico. L’assessore alla cultura, Andrea Donzelli, aveva fatto una analisi dettagliata della stagione lirica 2016/2017, concludendo che neppure il cambio di giorni e orari era servito a qualcosa e dichiarando come fosse assolutamente necessario trovare nuove idee per riportare la gente a teatro. Qualcuno, commentando l’articolo di Rovigooggi.it, azzarda proposte più o meno semplici come aprire il traffico in centro storico, migliorare il cartellone  o collaborare con le scuole di recitazione della provincia. Ma, secondo l’ex direttore artistico, serve un’analisi più profonda. “Finché si pensa che la cultura sia un costo e non è sostenuta in maniera adeguata dallo stato questa è l’unica fine che possiamo fare: un paese sempre più povero sotto tutti i punti di vista. L'Italia non sa sfruttare quello che ha in casa anzi direi che, invece di incentivarlo, lo abbatte – conclude Romani – Lavoro all'estero, con la musica scritta dagli italiani, e il pubblico riempie le sale anche dove gli stipendi delle persone sono più bassi di quelli italiani”.

“Ogni risultato che si raggiunge deve essere analizzato per migliorare – spiega l’assessore alla cultura Andrea Donzelli, intervenendo nel dibattito attinente alla sua analisi della stagione lirica rodigina – C'è chi si ritiene soddisfatto dei risultati raggiunti come in molti teatri di'Italia che hanno lo stesso trend nostro. Io no, perché ritengo che possiamo e dobbiamo agire per cambiare le cose e non adagiarci passivamente su come vanno. Ogni anno migliaia di ragazzi delle elementari e delle medie, che sono gestite dal Comune, varcano la soglia del nostro teatro e ritornano a casa entusiasti. Poi il Teatro in tutta Italia non riesce ad intercettare adeguatamente le fasce dei giovani dalle superiori all'università. Credo che si debba attuare una strategia in questo target cittadino”.

Nel dibattito interviene anche Giovanni Boschetti, ex direttore dell’ufficio turistico Atp: “Leggo commenti e critiche ma non proposte per cambiare la situazione. Certo, chi ha governato e governa Rovigo ha la responsabilità della situazione attuale. Rovigo ha un teatro tra i 10 più belli d'Italia e la stagione lirica da sempre di buon valore artistico e culturale. Cosa manca per ritornare all'antico splendore? Io, a vari livelli politici, l'ho detto da molti anni: Rovigo e l'attività del teatro Sociale non viene promozionata. Mancano il marketing e la promozione turistica. Nel 2003 il Comune di Rovigo, con un mio progetto, ha fatto promozione in particolare a Terme Euganee - Abano e Montegrotto. Con i pullman sono venuti quasi 10mila visitatori e qualche centinaio sono venuti alle rappresentazioni liriche. Però questa promozione è stata fatta solo un anno. A Rovigo si vede la promozione degli eventi di altre città e in particolare di Padova e Ferrara, ma nelle città vicine a Rovigo non arriva la promozione del teatro Sociale. Recentemente sono stato all'Ufficio Informazioni Turistiche di Abano e vi ho trovato depliant di tante località del Veneto, ma di Rovigo niente. Sono stato a Padova ed è la stessa cosa. La Politica di Rovigo quando si sveglierà?”.

“Sicuramente le risorse che abbiamo sono irrisorie per una campagna marketing adeguata – risponde l’assessore – e come Comune non è possibile fare di più perché non spetta ad un ente pubblico fare rischio di impresa essendo più orientato alla gestione finanziaria. Ma prima di fare marketing dobbiamo creare un prodotto vincente, che non può essere solo un titolo lirico. Chi si sposta una giornata per andare a vedere un'opera lo fa anche per visitare la città, mangiare in un ristorante eccetera”.

19 aprile 2017
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