PASSANTE NORD ROVIGO Comitati ed associazioni ambientaliste intervengo in consiglio comunale sulla realizzazione dell’ultimo tratto del Passante Nord: almeno quattro le posizioni 

Dopo 12 anni la strada da finire (o no) tiene ancora banco

Vincenzo Cappellini
Breve riunione con i capigruppo in Consiglio prima di cominciare il confronto
Giovanni Boschetti
L'ingresso in Consiglio di Eddi Boschetti, Giovanni Venturato, Emanuele Dall'Oco ed Andrea Paggio
Alberto De Piccoli
Giovanni Venturato
Andrea Paggio
Il publico interessato in Consiglio
Vincenzo Cappellini
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Dopo il rinvio (LEGGI ARTICOLO), tornano in aula consigliare, nel pomeriggio di giovedì 20 aprile, le associazioni e i comitati cittadini per parlare con gli amministratori della questione del Passante Nord. La scelta politica indicata dal Comune, che ora dovrà procedere con una delibera per ufficializzarla, segue il tracciato Sud - Nord, che dalla rotatoria cieca va a Sud per uscire poi in via Calatafimi. Ma a comitati e associazioni ambientaliste, per lo più, non piace proprio


Rovigo – C’è chi approva la scelta dell’amministrazione, chi avrebbe preferito un altro tracciato e chi chiede a gran voce che l’opera non sia neppure completata, perché ormai inutile. Comitati cittadini e associazioni ambientaliste sono intervenute nel pomeriggio di giovedì 20 aprile in consiglio comunale per parlare con i consiglieri, la giunta e il sindaco del completamento dell’ultimo tratto del Passante Nord. Si torna ancora una volta a parlare del completamento di un opera sulla bocca di amministratori, cittadini, comitati, associazioni e esperti ormai da oltre 10 anni. E sebbene ora una scelta politica chiara sia stata presa (il tracciato Sud - Nord, che dalla rotatoria cieca va a Sud per uscire poi in via Calatafimi) ancora una volta ci sono favorevoli e contrari e, ancora una volta, non si sa in realtà se e quando sarà completato il Passante. 

In aula intervengono presidenti dei vari comitati che si schierano a favore della scelta politica dell’amministrazione Bergamin, contrari o che preferirebbe altri tracciati, mentre, tra le associazioni ambientaliste, sono tutti d’accordo: l’opera non va più completata, è inutile e dannosa per la città. Il primo ad intervenire è il presidente del comitato Commenda est, Alberto De Piccoli: “Oggi è ancora un’opera così importante in un quartiere così popolato che ha continuato ad espandersi verso nord? L’amministrazione ha scelto l’ipotesi di tracciato denominata Casonato-Sasso ancora del 2005. Ma questa venne pensata  in presenza di presupposti che non esistono più. Il tratto finale del Passante Nord non è più indispensabile e non smaltisce il traffico ipotesi già smentita da varie analisi. Porta solo un disagio in un quartiere pieno di residenti”.

Giovanni Boschetti, invece, presidente della consulta delle Commende, non concorda con il comitato commenda est. Secondo lui il Passante va completato. “Il progetto Sud – Nord del Ceresolo, ipotesi di Cappellini, tramite via della Costituzione, è l’unico che risolve l’ingresso e l’uscita dalla Commenda per le vie più brevi, meno numerose e meno inquinanti ed in parte alleggerirebbe anche il traffico di via De Polzer su via Tre Martiri senza dover creare nuove rotatorie”. Chiaramente, anche Vincenzo Cappellini del compitato pro Rovigo esprime il suo favore al completamento dell’opera, così come scelto dall’amministrazione.

Unite le due associazioni ambientaliste presenti in aula, Wwf e Legambiente che non scelgono alcun tracciato ma si oppongono nettamente al completamento del Passante Nord. “Siamo tra le città con più traffico e la qualità dell’aria è già altamente compromessa – spiega Andrea Paggio di Legambiente – Incentivare un progetto che aumenta il traffico crea solo un ulteriore pericolo per la salute dei cittadini. L’opera non serve, i cittadini si sono già espressi. Ci dobbiamo opporre a questa iniziativa”. “Ogni tanto si ripropone questo problema – commenta Eddi Boschetti, del Wwf – Abbiamo la densità dell’Australia e stiamo a discutere se è necessario fare altre strade? Rovigo sta morendo pezzetto per pezzetto, abbiamo la grande opportunità di dare respiro alla città: ci siamo giocati le mura storiche e i canali sono tombinati, creiamo con lo stesso coraggio con il quale presentiamo queste opere anche opere verdi. Invertiamo la tendenza. Facciamo rivivere Rovigo, diamogli una connotazione come città vivibile, città a misura d’uomo. È l’unica speranza che ci resta altrimenti diveniamo il centro commerciale delle città limitrofe”.

Presente anche un rappresentate degli abitanti di via Calatafimi, Giovanni Venturato che sostiene come un’opera iniziata vada completata, ma non passando per la sua via, tra l’altro ridotta in condizioni pessime. Emanuele Dall’Oco, di Ape (Architetti per esigenza), chiede invece proprio di realizzare l’opera tutta a Nord senza passare per il Ceresolo, senza rinchiudere il canale tra due strade, una esistente e una nuova. “Sarebbe più rispettoso allargare via Calatafimi”, con il dispiacere per le sei famiglie che ci abitano ma con la certezza che, passando dall’altra parte, sarebbero 70 le famiglie interessate, oltre alla chiusura del Ceresolo. “Io capisco che la chiusura del cerchio possa avere un senso, ma non in questo modo – conclude Emanuele Dall’Oco – Siamo di fronte ad una scelta sbagliata”. 

 

 

20 aprile 2017
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