CACCIA ALL'UOMO BOLOGNA Blitz dei reparti speciali in una abitazione di Marmorta, si sospetta che il 41enne in fuga e indagato per due omicidi fosse stato lì di recente

Trovato il covo di Igor: i carabinieri ascoltano una donna

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Una possibile svolta nelle indagini su Igor Vaclavic, il 41enne da circa 10 anni clandestino in Italia, che si sarebbe reso responsabile di rapine e che si trova indagato in quanto sospettato di due omicidi: quello del tabaccaio Davide Fabbri, 52 anni, di Riccardina di Budrio, ucciso sabato 1° aprile in un tentativo di rapina finito male (LEGGI ARTICOLO), e quello di Valerio Verri, 52 anni, guardia zoofila volontaria di Legambiente, freddato lo scorso sabato 8 aprile, nel Ferrarese (LEGGI ARTICOLO). Verri, secondo una prima ricostruzione dei fatti, con un poliziotto della Provinciale stava componendo una pattuglia antibracconaggio quando, nelle campagne del Mesolano, avrebbe "incocciato" in Vaclavic


 

Una abitazione, nella zona di Marmorta, in piena "zona rossa", nella quale vivono numerose persone, la maggior parte delle quali straniere. E' qui che nella serata di mercoledì 19 aprile i reparti speciali dei carabinieri che stanno cercando Igor hanno fatto scattare un pesante blitz. La sensazione è che il fuggitivo sia stato qui di recente. E' stata ascoltata anche una donna che potrebbe sapere qualcosa della vicenda, ma che al momento non risulta indagata.

Intanto, il 41enne Vaclavic è in fuga da sabato 1° aprile, da quando avrebbe ucciso un tabaccaio a Riccardina di Budrio. Unico avvistamento ufficiale, sabato 8 aprile, nel Mesolano, quando Igor Vaclavic, 41 anni, avrebbe sparato e ucciso di nuovo, togliendo la vita a una guardia zoofila volontaria 62enne e ferendo un poliziotto della provinciale.

Nell'Emiliano, nelle campagna tra Ferrara e Bologna, lo cercano centinaia di persone. Carabinieri, certo. Ma anche militari del Gis, il Gruppo di intervento speciale dell'Arma, con tre squadre, partite da Livorno. Militari del battaglione Tuscania e del reparto dei Cacciatori di Calabria.

Anche il Polesine sta facendo la sua parte: non ci sono ricerche mobili e cacce all'uomo, dal momento che non ci sono segnalazioni di un possibile arrivo del 41enne in fuga dalle nostre parti. Ma visto che in passato ha bazzicato le nostre zone, in particolare la Sinistra Po, è presidiato il ponte di Polesella, così come le pattuglie che transitano sulle principali strade di collegamento col Ferrarese prestano una particolare attenzione.

Si tratta, nella maggior parte dei casi, non di servizi "dedicati" a questa emergenza, ma di attività di controllo del territorio che si sarebbe fatta comunque, ma che non può certo ignorare questa situazione.

Chiaro come si sia nel regno delle ipotesi, ma la sensazione tra gli inquirenti è questa: che Igor sia ancora lì, nelle zone che conosce a perfezione. E che sia pronto a dare battaglia. Non a caso, se è vero che alla gigantesca operazione partecipano centinaia di uomini, è altrettanto vero che non tutti hanno gli stessi compiti.

I carabinieri dei reparti territoriali fungono da cintura di sicurezza. Hanno circondato l'area, sorvegliano il perimetro. Nessuno entra o esce senza essere controllato. Ma all'interno della zona rossa va solo chi è addestrato a combattere, anche in contesti difficili. I militari del Tuscania, vera e propria forza d'assalto, o i Cacciatori di Calabria, specializzati nella ricerca dei latitanti. Forze speciali. Infine, le tre squadre del Gis dei carabinieri, il corpo d'elite dell'Arma. Entreranno in gioco se Igor si asserraglierà in uno stabile diroccato o se, nel peggiore dei casi, dovesse prendere ostaggi.

20 aprile 2017




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