FONDAZIONE CARIPARO Il presidente Antonio Finotti sembrerebbe voler nominare un consigliere di amministrazione non proveniente dal consiglio generale. Circola il nome di Fausto Merchiori, malumori da entrambe le province per la modalità

Consigliere esterno di amministrazione, i mal di pancia di Padova e Rovigo

Fondazione Cariparo Nuove Generazioni
Pressioni. Si vocifera di pressioni sul presidente Antonio Finotti per la nomina di Fausto Merchiori nel consiglio di amministrazione della Fondazione Cariparo pur non appartenendo al consiglio generale da cui abitualmente si “pesca” per la composizione del cda. Senza contare che il nome di Merchiori sembrerebbe provenire dall’Accademia dei Concordi che ha già un rappresentante presente nel consiglio generale. La paura è quella di disequilibri di rappresentanza del territorio all’interno della Fondazione


Padova - Venerdì 28 aprile Rovigo perderà i tre membri del consiglio di amministrazione della Fondazione Cariparo per impossibilità statutaria alla proroga dell'incarico. Lasceranno Sandro Fioravanti, vicepresidente, Elia Lubian, Virgilio Borgato, consiglieri, che fino ad oggi hanno rappresentato il Polesine. L’unico che potrà essere rinominato tra i componenti attuali è Vincenzo Rebba che ha alle spalle un solo mandato in cda. Anche la parte padovana tra i suoi quattro componenti subirà delle decadenze, ma in sella alla Fondazione ci sarà sempre Antonio Finotti, presidente dal 2003, fino al 2018 quando compirà il 90esimo anno di età. Sotto la guida Finotti verrà mantenuta la divisione al 50% della rappresentatività dei due territori, le province di Padova e Rovigo, per i consiglieri di amministrazione dell'importante fondazione bancaria, quattro dell'una e quattro dell'altra. Anche negli ambienti più chiusi e riservati, come la Cariparo, si fa comunque campagna elettorale cercando alle volte di spingersi fino ai limiti previsti dallo statuto con l'interpretazione che ciò che non è vietato ė sempre possibile. Secondo questa logica non ė vietato per esempio che il presidente chiami tra i consiglieri un membro esterno al consiglio generale, anche se da sempre il consiglio generale è il bacino da cui vengono "promossi" i migliori consiglieri per farli diventare amministratori della fondazione. 

In un momento in cui servirebbe per il comune capoluogo una figura dotata di indiscussa capacità manageriale per risolvere una serie di piccole/grandi incomprensioni con Fondazione come per esempio la gestione di Palazzo Roverella, il Cur, la riapertura di Palazzo Angeli, il nome che circola da settimane e che l'interessato non smentisce è quello di Fausto Merchiori, ex sindaco di Rovigo, che da esterno sarebbe chiamato direttamente da Finotti. Le voci lo vedrebbero chiamato a sostituire il vicepresidente, ma non può essere così perché lo statuto della Fondazione parla chiaro sulla nomina dei due vicepresidenti che devono provenire dal consiglio generale.
La levata di scudi nei confronti del professore, ex presidente del Cur e del Conservatorio e prima preside di scuola superiore di Badia Polesine, è soprattutto sul metodo di nomina. La nomina da esterno falserebbe il naturale avvicendamento del consiglio generale, che è pure in riduzione da 28 componenti ai futuri 20 entro il 2020. Lo statuto della Fondazione ascrive ad amministrazioni e molteplici enti la segnalazione dei nomi per la nomina dei consiglieri del consiglio generale in una equa suddivisione territoriale tra Padova e Rovigo, ma anche nel peso, ovvero di quanti numeri di consiglieri spettano alla provincia piuttosto che al comune, piuttosto che alla Curia o all'ente culturale Pinco pallino. "Pescare" quindi un consigliere nominato dall'ente X per portarlo in consiglio di amministrazione consente ad X di nominare un sostituto nel consiglio generale e di non farselo "rubare" da Y. Il rispetto di questa prassi garantisce l'equilibrio che nel mondo bancario e delle fondazioni, tipicamente conservatore, ė sinonimo di sicurezza, soprattutto quando si amministrano ogni triennio circa 150 milioni di euro donati per lo più a fondo perduto a beneficio del territorio polesano rappresentato proprio da quei soggetti deputati alla nomina dei consiglieri.

La forzatura voluta dal presidente Finotti sembrerebbe derivare infatti da Luigi Costato. Quest’ultimo benché presidente della Fondazione banca del Monte vorrebbe esercitare tramite Finotti una fortissima pressione sul consiglio generale per la nomina in consiglio di amministrazione da esterno del suo fedelissimo Merchiori per conto dell’Accademia dei Concordi di Rovigo. In realtà l'Accademia dei concordi, cui spetta una nomina di un membro nel consiglio generale, ha già il suo componente, Ennio Raimondi, il cui mandato ė stato riconfermato proprio lo scorso ottobre. La "forzatura" in sostanza potrebbe essere quella di far nominare dal consiglio generale, un nome ascrivile al Presidente Finotti derivante dalla terna del presidente dell’Accademia dei Concordi che invece sarebbe già ben rappresentata fino al 2121 da Raimondi. 

La questione poi della parentela - sono consuoceri - tra il professor Costato, che si definisce consigliere della Monti Rovigo junior, ed il presidente Antonio Finotti, sembra aver acceso ulteriori polemiche interne per la decisione della Fondazione di finanziare per la seconda volta, con ulteriori 300mila euro, il rugby giovanile di Rovigo.
Si preannuncia quindi un finale di campagna elettorale acceso, con mal di pancia fortissimi sia a Padova che a Rovigo.
21 aprile 2017
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