SCUOLA ROVIGO Daniele Novara, pedagogista di fama internazionale, al teatro Duomo il 27 aprile con la sua ultima ericerca: dalle malattie dell'educazione all'educazione come risorsa. Appuntamento per insegnanti, genitori ed educatori

"Lasciamo i bambini essere bambini, noi educhiamoli"

Il tavolo dei relatori del convegno nazionale "Curare con l'educazione", al teatro Carcano a Milano l'8 aprile scorso
La platea del teatro Carcano a Milano
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Negli ultimi anni dalla scuola italiana dilaga la richiesta di certificazioni di disabilità, Dsa, Bes, in una sorta di corsa alla sanitanizzazione dell'infanzia. Dopo il convegno nazionale tenutosi a Milano lo scorso 8 aprile e organizzato dal Centro Psico pedagogico di Piacenza, il suo direttore, Daniele Novara è a Rovigo con l'incontro aperto a tutti "Curare con l'educazione". Illuminanti le parole di Paolo Ragusa, responsabile della formazione CPP, all'introduzione dell'appuntamento milanese: "Il problema non sono i bambini. Possiamo incontrarci non tanto per correggere i bambini ma per organizzare gli adulti, perché gli adulti possano fare le mosse giuste per la felicità dei bambini"



Rovigo - Ritorna Daniele Novara a Rovigo. Il pedagogista di fama internazionale e direttore del Centro psico pedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti in famiglia, giovedì 27 al teatro Duomo ore 20.45, sarà a Rovigo per il quarto e ultimo incontro della scuola genitori del capoluogo polesano portando i dati della sua ultima ricerca che conferma come l'educazione dei bambini possa essere una cura davanti alla ricerca di “malattie”. “In Italia se c’è un bambino che disturba in classe c’è l’invio automatico ai servizi di neuropsichiatria“ spiega Novara. La scuola richiede, e poi ottiene, un'epidemia di diagnosi di Dsa, triplicate in 4 anni, di Bes dilagate e di certificazioni di disabilità, raddoppiate negli ultimi 10 anni. Novara si ė chiesto che cosa non va. Al convegno nazionale dell’8 aprile scorso tenutosi a Milano davanti ad una platea di mille persone e con l'intervento di professionisti e studiosi dell'infanzia di altissimo livello è stato messo a punto che davanti alla crisi del metodo educativo, bocciato quello autoritario e violento e quello del dialogo che mette il bambino allo stesso livello dell'adulto con tutti gli effetti negativi del “bambino tiranno”, c'è un dilagare di immaturità evolutiva nei bambini. "L'immaturità evolutiva non viene più vista come tale - accusa Novara - ma come una malattia vera e propria. Ora i bambini vivaci sono considerati bambini malati!". "Ma loro non sono cambiati, loro sono e fanno i bambini - ha spiegato Novara a Milano - sono gli educatori, gli insegnanti, i genitori che devono mettere in campo un progetto educativo condiviso e chiaro, dove il bambino può essere un bambino, senza subire violenze e senza essere costretto ad assumere decisioni che non gli spettano".

Quindi Novara arriva a Rovigo con la sua rivoluzionaria scoperta, a spiegare che "in educazione si può sempre migliorare" e che affidarsi in primis a neuropsichiatri e specialisti appena appare un problema di "non normalità" è un delitto per l'infanzia. Il rischio è l'etichettatura del bambino, la mancanza di privacy che queste procedure portano con sé, e le conseguenze, ancora tutte in buona parte da misurare, nella vita adulta di un bambino a cui è stata diagnostica Dsa, o Bes, o disabilità e che magari non era. "La questione ci riguarda tutti - ha detto Novara - perché è fondamentale riuscire a restituire ai genitori e agli insegnanti il loro potere, prima di giudicare i bambini come malati”. “Dobbiamo creare un nuovo gioco di squadra, i genitori diventano risorsa educativa per i loro figli e gli insegnanti i registi”.

Nella giornata di Milano tra gli interventi più autorevoli gli studi di Alberto Oliverio, neurobiologo già docente della Sapienza di Roma, con l'indicazione di riportare i bambini all'aperto, a giocare nell'erba, a rotolare nella sabbia a condividere quei giochi antichi che portavano a scoprire l'altro, "perché la maturità psicologica di un bambino va di pari passo con la sua motricità. Il cervello di un bambino è fatto per muoversi”. Ed ecco la ricetta “l’attività aerobica nutre il cervello, è giusto che un bimbo si arrampichi su un albero. La motricità fine dell'impugnare una penna e riuscire a scrivere è tutta un'altra cosa dal premere un dito su un tablet”. “Mi vengono i brividi - continua Oliviero - quando sento parlare di ricreazioni in classe con i bambini seduti al banco. Come si può concepire che i bambini possano seguire le lezioni ininterrottamente? Manca solo la mummificazione!" e la platea ride con amarezza, riconoscendo un’abitudine scolastica non poi così rara. 

Sempre a Milano l’incredibile analisi di Milena Santerini, pedagogista e docente della Cattolica nonché parlamentare, che ha mostrato, dati alla mano, come i bambini con certificato diagnosi siano per la maggior parte stranieri. "Ora essere stranieri significa essere disabili? - ha esclamato - Perché non capire le difficoltà del bambino straniero che arriva da un'altra lingua, un'altra cultura e tante volte ha dovuto affrontare l’atto di coraggio di un profondo cambiamento nello storia familiare? Il bilinguismo è sempre stato una risorsa...e oggi?”.

“Nessun bambino sembra andare bene per questa scuola - rincara la dose Susanna Mantovani pedagogista e docente di scienze della formazione - tutte le mamme e i papà del mondo desiderano per il proprio figlio ciò che è bello, buono e giusto, solo ciò che è bello, buono e giusto è diverso per le diverse famiglie". Per concludere ricordando le parole di Maria Montessori: "Gli adulti sono timonieri e direttori di orchestra, dobbiamo essere capaci di provare una curiosità tale dalle domande dei bambini dal non resistere al fatto di cercare delle risposte".

La serata di Rovigo dopo l'intervento di Daniele Novara vedrà la lettura di una storia straordinaria di Bruno Tognolini, Il Ghiribizzo, che l'8 aprile è stata interpretata dallo stesso autore. Sul palco del Duomo ci sarà l'attore Andrea Zanforlin accompagnato da Claudia Lapolla e Annamaria Baldo, rispettivamente al violino e alla chitarra.

25 aprile 2017
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