CNA ROVIGO Secondo Alessandro Monini le imprese artigiane di manutenzione, installazione sono penalizzate dalle posizioni dominanti delle multinazionali del settore gas ed energia

“Enel ed Edison si stanno allontanando dal territorio polesano”

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"I due colossi energetici nazionali, Enel ed Edison, che negli anni 80 -90 hanno caratterizzato la loro presenza in Polesine con la realizzazione di significative infrastrutture energetiche al servizio del Paese (la centrale di Polesine Camerini ed il rigassificatore) sempre di più si stanno allontanando dal territorio polesano."

Lo afferma il Direttore della CNA Rovigo Alessandro Monini il quale fa riferimento al riposizionamento di Edison, ora sotto il controllo della multinazionale francese EDF, la quale sta  per  cedere la propria  quota, pari al 7,3% della società proprietaria dell'infrastruttura off shore in cemento armato per la ricezione, lo stoccaggio e la rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL) al largo di Porto Viro,  nonché il  gasdotto che collega l'impianto, attraverso il metanodotto, alla rete nazionale gestita da Snam a Minerbio.

"Ma il riposizionamento delle due società, e più in generale delle imprese nazionali che operano nei settore gas ed energia - prosegue il Direttore CNA - sta avvenendo a scapito delle imprese artigiane, soprattutto, a causa delle iniziative commerciali che propongono, che con qualche euro in più in bolletta, definito "contributo", consentono ai propri clienti  di ottenere servizi per la riparazione di guasti domestici o altre "opportunità”.

“E’ evidente - commenta Alessandro Monini -  l'abuso di posizione che si andrà a consumare nei confronti delle imprese artigiane, degli installatori, dei manutentori, peraltro già contestato da CNA in passato anche in occasione della possibilità di acquistare una caldaia a condensazione, pagandola con rate bimestrali in bolletta, attraverso un finanziamento concesso da partner finanziari.

Come è noto - afferma Monini - il problema di situazioni di posizione dominante da parte degli operatori energetici, che danneggiano ed espellono dal mercato i piccoli installatori e manutentori, aveva portato nel 2004 all'introduzione del divieto per le aziende, operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas naturale nel territorio cui la concessione o l'affidamento si riferiscono e per la loro durata, di esercitare in proprio o con società collegate o partecipate alcuna attività in regime di concorrenza, ad eccezione delle attività di vendita di energia elettrica e di gas e di illuminazione pubblica, nel settore dei servizi postcontatore, nei confronti degli stessi utenti del servizio pubblico e degli impianti.

Tale disposizione - continua il direttore di Cna Rovigo - aveva dato parziale soluzione al problema delle imprese del settore dando maggiore garanzia di concorrenza sui mercati e maggiori opportunità per le PMI in questo settore. L'efficacia della norma è stata però vanificata a seguito di una circolare del Ministero delle attività produttive e da un decreto del 2007 che si rifaceva ai principi comunitari sulla libertà di concorrenza.

E' evidente che a livello europeo le peculiarità del sistema economico italiano basato sulla piccola impresa non siano comprese - dichiara Alessandro Monini - però è altrettanto chiaro che nel nostro Paese i principi di libera concorrenza sono violati a causa della chiara posizione dominante detenuta dagli operatori energetici che sfruttano tale condizione anche nelle attività che non fanno parte del core business delle aziende, quali quelle post-contatore.

Sollecitiamo  - conclude  il Direttore Cna - un intervento del Governo e dei Parlamentari italiani in Europa affinchè si intervenga rispetto alle posizioni dominanti esistenti sul mercato perché  penalizzano le attività  artigiane che operano nel post contatore, caratterizzate da imprese specializzate ed abilitate a seguito della partecipazione e del superamento di percorsi  formativi e di aggiornamento, con l'acquisizione di patentini, oltre di quello delle Associazioni dei Consumatori affinchè valutino attentamente la " reale, convenienza per gli utenti delle proposte commerciali tanto pubblicizzate".

29 aprile 2017
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