COMUNE ROVIGO Il sindaco Massimo Bergamin assicura che la chiusura è temporanea affinché avvenga il recupero dei fondi (tutti) necessari. Attacco alla cooperativa Ametiste per non aver accettato di prolungare il servizio per un mese

"Il centro antiviolenza per noi è una priorità. É solo sospeso"

Fondazione Cariparo Nuove Generazioni

Intoppi burocratici: ecco il motivo secondo l’amministrazione comunale di Rovigo rappresentata da Massimo Bergamin per il quale i tempi per la ripresa del progetto del centro antiviolenza della provincia di Rovigo si sono allungati. Il Comune da parte sua è pronto ad anticipare i contributi dalla Regione qualora questi non fossero disponibili, oltre a quelli già confermati da già confermati da parte dell'Ulss 5. Unico rammarico per Bergamin è quello che la cooperativa Ametiste abbia rinunciato alla proposta avanzata del Comune di Rovigo, di prolungare il servizio per un mese, in attesa di definire il progetto pluriennale 



Rovigo - "Il centro antiviolenza non chiuderà". Lo afferma il sindaco del Comune di Rovigo, Massimo Bergamin, dopo l’allarme lanciato dall’associazione Ametiste che gestisce il centro (LEGGI ARTICOLO).

"La sospensione è solo temporanea, - associa Bergamin - già giovedì è fissato un incontro con la Regione Veneto per il recupero dei fondi necessari al proseguimento del servizio che reputiamo essenziale, soprattutto alla luce della emergenza nazionale che tocca, purtroppo, moltissime donne. Quello che più dispiace è che la cooperativa Ametiste abbia rinunciato alla proposta avanzata del Comune di Rovigo, di prolungare il servizio per un mese, in attesa di definire il progetto pluriennale. In questo tempo si sarebbe probabilmente potuta scongiurare la problematica ora sorta. Sarebbe stata una goccia nell'oceano, ma da parte nostra, come amministrazione comunale, è stata dimostrata ed è evidente tutta la volontà e l'impegno di proseguire il servizio".

Nel 2013 è stato avviato un Progetto triennale frutto della collaborazione del Comune di Rovigo, della Provincia di Rovigo, delle Ulss 18 e 19, della Regione Veneto e con il sostegno della Fondazione Cariparo. Tale progetto, conclusosi a giugno 2016, è proseguito fino ad oggi grazie alle anticipazioni economiche da parte del Comune di Rovigo e della Fondazione. Due sono servizi proposti: un servizio di sensibilizzazione, presa in carico della donna vittima di violenza, supporto sociale, psicologico e legale; il secondo servizio offre ospitalità delle donne a rischio in un locale messo a disposizione e di proprietà del Comune di Rovigo.

Intoppi burocratici e modifiche normative hanno allungato i tempi per la ripresa del progetto: dall’unificazione delle Ulss, alle nuove regole adottate dalla Fondazione per la presentazione delle richieste di contributi, - continua il sindaco - al cambiamento del sistema di erogazione dei finanziamenti da parte della Regione, con parametri diversi, che comportano minori risorse. Non ultima, l'incertezza della situazione della Provincia e anche la normativa che regola l'attività degli Enti pubblici crea difficoltà operative. Infatti per poter indire una gara per affidare la gestione del Progetto occorre avere la certezza dell'intera copertura finanziaria,cioè avere la disponibilità dei fondi, per cui ad oggi posso avere qualche disponibilità, ma non tutto il necessario e devo quindi attendere questa certezza”.

“Durante il Comitato dei sindaci di mercoledì scorso, è stato confermato il contributo per il 2017 da parte dell'Ulss. La Provincia, è stata coinvolta, inviandole un progetto sulla base del quale presentare domanda di contributo alla Fondazione, essendo l'istituzione che rappresenta tutto il Polesine. Il 4 maggio, l’assessore del Comune di Rovigo Patrizia Borile avrà un incontro con la dirigente responsabile della sezione regionale ai servizi sociali, alla quale sarà richiesto un contributo a sostegno di questa iniziativa. Nel caso fosse garantita la copertura, per non attendere i tempi dell’erogazione, il Comune è pronto ad anticiparli di tasca propria. Resta il fatto che il problema ed il servizio non è solo una cosa che riguarda Rovigo, ma l’intera provincia. Auspico quindi alla collaborazione e alla sinergia di tutti. E’ evidente che non esistono colori politici di fronte alla gestione di un servizio di questo tipo. Tengo a sottolineare che le donne non saranno sole - conclude Bergamin - il punto di riferimento rimane il consultorio familiare per segnalare problematiche e richiedere informazioni”.

29 aprile 2017
Tecnostore Occhiobello 468x60




Correlati:

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe