CNA ROVIGO Sabato 29 aprile si è tenuto il convegno sul tema "Cultura della non violenza…come? quando…" con Patrizia Borile, Alessandra Tozzi, Silvia Ferrari, Nicola Di Gesare e Michele Poli

Contro la violenza la battaglia non può essere sospesa

CNA 730X90 SPECIALE Epasa Pensionati

Si è partito da un fatto attuale, la chiusura del centro antiviolenza di Rovigo, al convegno organizzato da Cna pensionati veneto proprio sulla "Cultura della non violenza…come? quando…" che ha coinvolto anche il mondo dei più giovani. Preziosa testimonianza di Alessandra Tozzi, psicologa dell’associazione Ametiste che gestiva il Centro antiviolenza, chiuso temporaneamente dal 1 maggio. Ad entrare nel vivo dell’incontro sono stati poi il magistrato Silvia Ferrari che ha anche fatto una analisi della normativa civilistica e penalistica fino al capitano Di Gesare che ha analizzato le varie violenze per concludere con una testimonianza di Michele Poli, del centro uomini maltrattanti



Rovigo - Grande partecipazione, tanti spunti di riflessione, un perfetto connubio tra il mondo dei pensionati targati Cna e il mondo dei giovani con la partecipazione di alcune classi dell'Itis Viola Marchesini. Questo e altro si è potuto assistere al convegno dal titolo "Cultura della non violenza…come? quando…" che la Cna Pensionati Veneto, con la preziosa collaborazione e supporto della sede rodigina e moderato dalla giornalista Nicoletta Canazza, ha organizzato al Censer di Rovigo.

Il recente provvedimento di chiusura del centro antiviolenza da parte del Comune di Rovigo non poteva non essere citato dall'assessore ai servizi sociali Patrizia Borile nel suo intervento di saluto. "E' un provvedimento momentaneo - ha commentato - e abbiamo già avviato tutte le iniziative possibili per poterlo riavviare”.

"Ci spiace dover spegnere i nostri cellulari per non dare un servizio vitale alla comunità - ha commentato Alessandra Tozzi, psicologa che ha descritto le attività fin qui svolte dal centro antiviolenza -. Dall'inizio del 2017 12 sono le donne che si sono rivolte a noi con ben 4 casi di pericolo di vita. Le operatrici di centri come questo ci mettono la faccia rischiando davvero tanto e si arriva spesso ad accogliere persone solo quando si sentono realmente in pericolo di vita cercando soluzioni immediate e concrete”.

Negli indirizzi di saluto David Gazzieri, presidente di Cna Rovigo, non ha esitato a definire l'iniziativa motivo di orgoglio per l'associazione soprattutto per la presenza significativa di giovani mentre Erminia Paulon, la coordinatrice della commissione femminile di Cna Pensionati a livello regionale, ha ricordato la testimonianza dell'evoluzione delle generazioni. "Questo convegno - ha affermato anche il presidente provinciale di Cna Pensionati Maurizio Gardenale - mi ha riportato alla mente tutta l'attività che ho svolto da artigiano e sono orgoglioso di quanto abbiamo fatto con la collaborazione di una struttura come la nostra davvero molto attiva”.

Gli allievi dell'Itis Viola Marchesini hanno portato una contributo di spessore con le classi 2B e 2F, accompagnati dai docenti Bentini, Lentini e Rosa, con "lividi nel cuore" e "l'uomo che mi viene incontro" di Thomas Pistoia ricordando che la violenza arriva spesso dagli affetti più vicini. "Come Cna pensionati del Veneto - ha dichiarato la presidente regionale Bruna Vincenzi - vogliamo portare avanti una cultura della non violenza. Per la pratica della non violenza dobbiamo escludere quei comportamenti legati alla mera sopravvivenza da quella violenza legata all'egoismo umano, alla prepotenza e alla strumentalizzazione del prossimo. Come associazione siamo nati 70 anni fa da giovani artigiani che, dopo la guerra, hanno capito il valore dello stare insieme ed uniti. Vogliamo ribadire che questi esempi vissuti sono buoni esempi da seguire perché siamo arrivati a combattere i conflitti e a mitigare le disuguaglianze. Il lavoro però non è finito. Uniamoci e portiamo avanti con coraggio le nostre idee”.

I contributi cosidetti "tecnici" sono iniziati con il magistrato Silvia Ferrari. "Su una popolazione di quasi 350.000 persone tra Rovigo e la bassa padovana registriamo nel 2016 96 procedimenti di stalking con 54 richieste di archiviazione, dato che rispetto al 2014 è aumentato di una ventina di casi. Sono tre le caratteristiche da considerare: la particolarità della vittima, la persona incriminata e la situazione contingente. L'intimità del rapporto mette in crisi la modalità della querela arrivando anche a ritrattazioni di quanto precedentemente denunciato”. 

Puntuale è stata l'analisi della normativa civilistica e penalistica. "E' sulla relazione - continua l'ex pubblico ministero - tra le parti che bisogna lavorare. E oggi si affaccia l'idea, brutale, della violenza economica ovvero il privare l'altra parte del sostegno economico”.

All'arma dei carabinieri, rappresentata dal capitano Di Gesare, è toccata l'analisi delle varie violenze. "Dietro gli stereotipi - ha commentato - si nascondono poi dei comportamenti che possono essere diversi da quello che normalmente si pensa. I dati statistici della violenza nel Veneto legati al femminicidio si mantengono costanti. La quota maggiore di omicidi avviene in ambiti famigliari. La gelosia oltrepassa il 30% dei casi”. E da internet arrivano pericoli segnalati anche dalle Nazioni Unite in un apposito rapporto che afferma che l'abuso che arriva dalla rete tocca quota 73%. "La rete - ha affermato il maresciallo Pigaiani - ha portato tanta libertà ma insieme alla libertà ha portato anche tanta violenza. E' un fenomeno culturale che non può risolvere un provvedimento legislativo”.

E da Michele Poli, del centro uomini maltrattanti, è arrivata una testimonianza particolare e profonda. "La violenza da parte degli uomini, secondo la statistica, riguarda il 25% del campione facente parte di un apposito studio. Quando l'uomo arriva da noi - analizza Poli - dichiara di aver perso il controllo ma in realtà è la violenza che è servita ad avere il controllo sulla partner. Siamo in una società patriarcale dove la cultura dell'uomo tende ad "oggettivizzare" la donna e concordo che dobbiamo cambiare profondamente gli strumenti”. E importante è il ruolo delle pari opportunità di Rovigo illustrate dalla presidente Raffaella Salmaso prima dell'analisi della vice presidente nazionale di Cna Pensionati Maria Rosa Battan. "Siamo qui - ha illustrato Battan - per testimoniare la cultura della non violenza in senso generale non solo riguardanti le donne. Nelle donne sopra i 60 anni i femminicidi sono più consistenti rispetto alle altre fasce di età. Prima di tutto noi siamo genitori e nonni e, coinvolgendo anche la scuola, dobbiamo riuscire velocemente a dialogare di più su questo tema. Non stanchiamoci di trasmettere atteggiamenti positivi nei confronti dei giovani. Non usiamo anche la violenza verbale perché spesso è la base per atteggiamenti più critici”.

2 maggio 2017
Bancadria 468x60




Correlati:

CNA 730X90 SPECIALE CARIPARO