ROVIGORACCONTA In città arriva Mauro Corona, per presentare "Quasi Niente", frutto della collaborazione con Luigi Maieron. In una intervista, si apre a Rovigooggi.it e dimostra che si può essere personaggio senza rinunciare ad essere se stessi

Lo scrittore alpinista che non sopporta i politici

Mauro Corona
Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Mauro Corona, 67 anni, nato a Baselga di Piné, Trento, residente a Erto, in provincia di Pordenone è scrittore e alpinista, con circa 300 vie aperte nel corso di una lunga carriera. Nei suoi libri descrive la montagna della sua gioventù, restituendo un quadro di un mondo ancora vicino a noi, temporalmente, ma ormai lontanissimo culturalmente. E', assieme ad Andrea Scanzi, il primo ospite di Rovigoracconta, la festa della Letteratura che per quattro giorni occuperà Rovigo (LEGGI ARTICOLO)Rovigooggi.it ha incontrato Corona poche ore prima della presentazione del suo libro, all'hotel "Regina Margherita"



Rovigo - Il libro si chiama "Quasi niente", frutto della collaborazione tra Mauro Corona e Luigi Maieron.  "Quasi niente ha il sapore antico delle storie narrate un tempo davanti al focolare. Storie che intrattenevano liberando sapienze semplici ed essenziali, di cui oggi si sente la mancanza - spiega la presentazione - In quest’epoca frenetica dominata dai miti del successo, della vittoria a ogni costo e dell’arricchimento, Corona e Maieron portano un contributo diverso e spiazzante. Parlano di sconfitta, fragilità, desiderio, pace interiore, lealtà, radici, silenzio, senso del limite, amore, rievocando uomini e donne che non hanno trovato spazio nei libri di storia ma hanno saputo lasciare un messaggio illuminante, che può trasformare le nostre vite".

Corona e Maieron sono arrivati a Rovigo per presentarlo nella bella cornice del Festival Rovigoracconta. Rovigooggi.it ha potuto incontrare Corona poche ore prima della presentazione. Gentilissimo, disponibilissimo, pronto a una chiacchierata nel corso della quale, al di là dell'opera, spiega come vede il nostro tempo, la sua montagna e tanto altro. Pensieri semplici e chiari. Ma non banali.


Tra due grandi scrittori di montagna, Dino Buzzati e Mario Rigoni Stern, chi preferisce?
"Mi sento molto più vicino a Rigoni Stern, senza nulla togliere a Buzzati, che pure è un grande scrittore ed è stato anche un grande arrampicatore. Per me sconta però il fatto di essere entrato in una dimensione milanese dalla quale mi sento molto lontano, mentre Stern è molto più vicino a me".

Ha parlato di arrampicata, arrampica ancora?
"E' l'unica gioia che mi è rimasta. Scolpisco anche, ma non è la stessa cosa. Quando sei in verticale, senti che può essere il tuo ultimo giro, allora si ridimensiona tutto. La montagna ti fa avere paura e ti fa ringraziare anche per le piccole cose che hai. Certo, oggi ho 67 anni, non faccio le stesse cosa di quando avevo 30 anni, ma le sensazioni sono quelle".

Maurizio Crozza, nella trasmissione Fratelli di Crozza, fa una sua imitazione. Come la vive?
"Mi piace molto. La satira deve essere satira. Ho ricevuto centinaia di mail che mi invitavano a denunciarlo, ma non lo farei mai. Tra l'altro, se Crozza si accorge di te, vuol dire che qualcuno sei... Diciamo che ne sono onorato!".

Sempre Crozza sta rendendo famoso il suo tormentone "togliere, togliere, togliere", nel senso che forse abbiamo troppo.
"Non è che abbiamo troppo. E' che spesso la gente fa di tutto per ottenere cose che danno poi ansia. E' chiaro che se mi prendo un Rolex da 30mila euro poi ho l'ansia che me lo rubino. Vedo persone che lavorano tutta la vita per prendersi l'Audi da 80mila euro. E poi le firme, le marche. Ti faccio un esempio: possibile che al mercato di Rovigo una maglietta in cotone costi 40 euro e poi se ci mettono una firma ne costi 1800? Dicono 'Eh, ma sono ditte che fanno lavorare tante gente'. E io dico. 'Benissimo, possono continuare a farlo e a fare le maglie, senza fare spendere 1800 euro alla gente"'.

E' questo quindi che intende quando dice "Togliere"?
"Io dico togliere per apprezzare. Se stai tutto il giorno in montagna e torni affamato non è che tu abbia bisogno di piatti particolare, per apprezzarli. Basta un tozzo di pane".

Come è cambiata la sua montagna in questi anni?
"E' tornata indietro. La stanno devastando, in due modi. La prima con lo spopolamento, la mancanza di investimenti, l'indifferenza dei politici. Scrivilo: i politici non fanno nulla e contano solo per l'importanza che si danno. Sono una montagna di gente fallita. E la mia montagna si svuota. Si potrebbe fare tanto: valorizzare l'artigianato, turismo intelligente, opportunità per i giovani. Ma i politici non fanno nulla. Una volta ho chiesto aiuto a uno di loro per aiutare e sostenere la Val Cellina. Mi ha risposto in maniera sprezzante: 'Cazzo vuoi che me ne freghi della Val Cellina, quei voti li prendo nel mio condominio".

E il secondo modo in cui la devastano?
"Con quella che io chiamo "la neve firmata". Distruggendo i boschi per fare ville e complessi per chi paga, per una certa maniera di andare a sciare, per un certo turismo".

E come è cambiato Mauro Corona col successo?
"Poco. Mi ha dato l'opportunità di bere meglio. Come diceva Gabriel Garcia Marquez, "Il successo va tenuto a bada". E io lo faccio. Mi faccio il mio bagno di folla, poi torno nella mia tana, in montagna".

Ecco, parliamo del bere. Crozza fa molta ironia su questo, sul suo amore per il vino.
"Nessuno sa che sono stato cinque anni senza bere. Ho ricominciato solo di recente, perché ormai, a 67 anni... Certo, girano tante leggende popolari, ma non sono la verità".

Cosa vogliamo dire ai giovani sul bere?
"Che non puoi dire a un giovane non bere. Ho scritto anche un manuale su questo. Puoi insegnargli a bere bene e in maniera giusta. Io amo i giovani. Mi fa piacere vederli e vorrei fossero loro al comando della nazione. Purtroppo stanno distruggendo il loro futuro, stanno togliendo loro l'entusiasmo. E allora bevono troppo e male. L'altra sera ero a una festa a Trento, con degli universitari. Ho fatto fatica a reggere, a botte di birre da mezzo litro".

Il suo libro preferito Mauro.
"Tanti, ma citiamo "La pianura in fiamme" (trilogia dell'autore messicano Juan Rulfo, ambientata in un paese del Messico e incentrata sulle vicende dei suoi abitanti, ndr)".

4 maggio 2017
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