PESCA DI FRODO ROVIGO Partono le contestazioni, dopo la maxi operazione della Guardia di finanza a Loreo, Frassinelle, Taglio di Po e Porto Tolle, da terra e dal cielo

"Operazione siluro": le multe per il pesce arrivano dal cielo

Fondazione Cariparo Nuove Generazioni

Aveva destato scalpore, il blitz della Guardia di finanza scattato venerdì 5 maggio in vari Comuni del Delta, ma non solo, con l'impiego di 50 uomini e anche dell'elicottero del corpo (LEGGI ARTICOLO). Il giorno dopo arrivano anche le contestazioni a carico dei responsabili delle violazioni che sarebbero state ravvisate dal personale delle Fiamme gialle



Rovigo - E adesso, dopo il grande blitz, è il momento delle contestazioni e delle sanzioni, a seguito delle irregolarità ravvisate dal personale della Guardia di finanza nel corso della gigantesca operazione di controllo della pesca, in particolare alla ricerca di violazioni di carattere tributario in ditte che si occupano di stoccaggio di pescato, senza però trascurare la ricerca di possibili contatti con il problema della pesca di frodo o comunque condotta in maniera non rispettosa della legge. Sul banco poi anche il problema della conservazione in maniera non rispondente alle normative del pescato.

I risultati non sono affatto mancati, a quanto emerge dell'operato del personale della Guardia di finanza, che ha impiegato una cinquantina di militari, con il determinante apporto dell'elicottero delle Fiamme gialle, che ha svolto una importante funzione, sorvolando di volta in volta le ditte oggetto del controllo.

"L'operazione siluro - spiega la nota svolta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rovigo, svolta precipuamente per accertare violazioni della normativa tributaria, ha consentito di rilevare  numerose violazioni sia di carattere amministrativo che di carattere penale nei confronti di alcune ditte gestite da cittadini rumeni operanti nel settore della pesca".

"In particolare è stato scoperto un sito in cui erano depositati in modo incontrollato  rifiuti in violazione del divieto imposto dall' articolo 192 comma 1 e 2 del codice dell'ambiente. Presso la sede della ditta controllata sono state rinvenute infatti apparecchiature elettroniche, parti di motori di automobili, addirittura un furgone incendiato utilizzato come ricovero per rottami metallici".

"In un altro caso gli operanti hanno scoperto la presenza di carpe pescate durante il periodo di fermo (che nella provincia di Rovigo va dal primo maggio al 30 giugno). Questa violazione è punita con l'arresto da due mesi a due anni o con l'ammenda da 2000 a €20000 dall'articolo 8 del decreto legislativo 4 del 2012. In quasi tutte le ditte è stata appurata la violazione dell'articolo 5 lettera B della legge 283 del 62 che vieta di detenere alimenti in cattivo stato di conservazione".

"Oltre alla violazione di queste norme, punite penalmente, i militari, anche in collaborazione con altri enti (Ulss e vigili del fuoco) hanno proceduto a rilevare alcune violazioni di carattere amministrativo come ad esempio quelle legate alla mancata tracciabilità del pescato o alla mancanza della segnalazione di inizio attività.
Numerose sono le incombenze che attendono le Fiamme Gialle nei prossimi giorni, in quanto verranno svolte ulteriori indagini per acclarare il rispetto non solo della normativa tributaria ma anche di quella che inerisce la sicurezza degli ambienti di lavoro e la salubrità degli stessi".

6 maggio 2017
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