CASA DI CURA PORTO VIRO (ROVIGO) Prime applicazioni in Polesine della metodologia messa a punto per consentire un recupero a tempo di record, con particolari benefici per gli anziani

Una nuova tecnica per operare all'anca

Michele Trevisan
Fondazione Cariparo Nuove Generazioni

La Casa di cura di Porto Viro è la prima struttura in Polesine ad avvalersi della metodologia "fast track" per gli interventi di protesi all'anca, con una serie di benefici che vengono definiti addirittura rivoluzionari



Porto Viro (Ro) -  "Interventi di protesi all’anca con tempi di recupero eccezionalmente brevi e ridotti di oltre l’80% rispetto agli standard riabilitativi finora raggiunti. Risultati di cui possono beneficiare sia soggetti giovani che anziani operati ad una o ad entrambe le articolazioni".

Di questo parla la nota stampa della Casa di cura di Porto Viro, che dà conto dell'applicazione di una nuova tecnica che consente di rimettere in piedi i pazienti a tempo di record, con benefici particolari per i degenti che sono un po' più in là con gli anni.

"E' l'ultima frontiera della chirurgia protesica dell’anca - prosegue la nota - praticata alla casa di cura Madonna della salute” di Porto Viro". "Oggi sono disponibili tecniche chirurgiche che ci permettono un approccio mininvasivo in grado di preservare i tessuti muscolari  - spiega Michele Trevisan, medico ortopedico in forza alla casa di cura  -  Siamo cioè in grado di inserire la protesi 'passando' tra un muscolo e l’altro evitando così di danneggiarli".

"In questo modo si può  effettuare l’intervento non solo ad una, ma anche ad entrambe le anche contemporaneamente, con tempi di recupero veloci che si attestano  sulle tre settimane, lì dove gli standard tradizionali di riassestamento del paziente vanno dai quattro mesi in su. Tutto questo grazie all’ attività dell’ equipe di dieci professionisti tra chirurghi, riabilitatori e personale infermieristico della casa di cura di via Badaloni”.

Addirittura, nei pazienti più giovani, non c’è neppure necessità di ricorrere all’ospedalizzazione per effettuare la riabilitazione che può essere gestita direttamente a casa.

“Siamo i primi in provincia di Rovigo  ad applicare queste tecniche – prosegue Trevisan – grazie alle nuove protesi  studiate appositamente per questi interventi e prodotte negli Stati Uniti. E tutti sono candidabili a questi interventi: sia i giovani che gli anziani. Il beneficio è evidente soprattutto per questi ultimi che meno stanno in ospedale, meglio è ai fini del mantenimento delle capacità cognitive. Ma dobbiamo comunque sottolineare che prima di arrivare alla protesi  si possono oggi effettuare interventi rigenerativi dell’articolazione prima impensabili" 

"Attualmente vengono effettuati in casa di cura circa 70 interventi di protesi all’anca all’anno. Attività che va ad integrare quella già svolta dall’ unità operativa di ortopedia e traumatologia guidata da Paolo Piovan che, nel campo della chirurgia ortopedica dell'anca, del ginocchio e della spalla, ha superato, nel 2016, i 420 interventi”. 

6 maggio 2017




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