ROVIGORACCONTA 2017 La scrittrice e scenografa Lidia Ravera, a poche ore dalla presentazione del suo ultimo capolavoro sul palco arancione del festival, si racconta a Rovigooggi.it

"Il trentesimo romanzo è il migliore"

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Prima volta per lei nella nostra città: Lidia Ravera, scrittrice di incredibile successo, come lei stessa ama ricordare, domenica 7 maggio, alle 19, presenterà il suo ultimo romanzo sul palco di Rovigoracconta 2017, in piazza Garibaldi. “Il terzo tempo” è il titolo del nuovo romanzo, trentesimo per lei in carriera, che sul palco arancione del festival rodigino presenterà in anteprima nel Veneto. Lidia Ravera, durante la sua lunga carriera, ha collaborato alla stesura di moltissimi film con registi importanti. A poche ore dalla sua apparizione sul palco del festival racconta a Rovigooggi.it l’amore per la scrittura e il segno che la collaborazione con il grande regista Giuseppe Bertolucci le ha lasciato



Rovigo – Il tempo che passa, la condizione umana sottoposta al trascorrere implacabile del tempo. È questo il filo conduttore dei romanzi della scrittrice Lidia Ravera, un leitmotiv che si evolve nei suoi libri, fino ad arrivare all’ultimo capolavoro, il trentesimo, per lei il suo libro migliore, che anche solo nel titolo racconta l’avanzare della vita. “Il terzo tempo” è il titolo del suo ultimo romanzo, che la scrittrice presenterà sul palco di Rovigoracconta 2017, per la prima volta in Veneto, domenica 7 maggio, alle 19 in piazza Garibaldi (in caso di maltempo l'incontro si terrà in Accademia dei concordi). Lidia Ravera, in una intervista esclusiva a Rovigooggi.it, racconta il suo ultimo romanzo, la passione per i libri, il movimento del ’68 che lei stessa ha vissuto come la protagonista del suo ultimo romanzo e l’incontro con il regista Giuseppe Bertolucci, di cui ha amato, più di ogni altra, la stretta collaborazione instaurata.

Lidia, è la prima volta che viene nella nostra città? Conosceva già Rovigoracconta, giunto alla sua quarta edizione?
“Sì, non ero mai stata prima a Rovigo. Avevo già sentito parlare di questo festival, so che sono alla quarta edizione e sta avendo grande successo. Mi era capitato di leggere qualcosa a proposito di Rovigoracconta navigando in internet”.

Quanti romanzi ha scritto? Domenica, la prima presentazione in Veneto del suo ultimo capolavoro, di cosa parla “Il terzo tempo”?
“Quello che presenterò domenica è il mio trentesimo romanzo. Il terzo tempo parla della storia di Costanza, una donna che rimane orfana a 60 anni e eredita un convento. Comincia a pensare alla sua vita e capisce che non vuole invecchiare sola e neppure con il marito, che le ricorda l’inesorabile passare del tempo. Si dice che la quarta età è come l’infanzia. La terza età, invece, diventa come una seconda adolescenza per Costanza che comincia a cercare i suoi amici, quelli con i quali aveva vissuto durante il ’68, in una comune che la protagonista del romanzo cercherà di ricostruire nell’austero convento ereditato”.

Da dove trae ispirazione per i suoi libri? C’è un filo conduttore?
“Io sono scrittrice da sempre, mi viene naturale. Osservo, sento affino i sensi. Niente di più, ho passato la vita a raccontare. Non sono mai romanzi autobiografici. Se vogliamo parlare di un filo conduttore, sicuramente è il tempo. Un tempo che avanza al quale la condizione umana è per forza soggetta sempre. Il mio primo romanzo, Porci con le ali, è il diario di due adolescenti. Oggi, Il terzo tempo, è la storia di una donna giunta ai 60. Come il tempo avanza nella condizione umana, lo stesso accade con i miei romanzi”.

Qual è il suo libro preferito scritto da altri? E tra i suoi romanzi, ce n’è uno che le sta particolare a cuore, che preferisce? 
“Prima che come scrittrice, nasco come lettrice. Ho divorato milioni di libri. Non sono assolutamente in grado di sceglierne uno. Per quanto riguarda i miei romanzi, chiaramente, come qualunque brava scrittrice che si rispetti, il mio preferito è l’ultimo. Ho raggiunto una maturità ed un livello nella scrittura del quale vado molto fiera”.

Lei è famosa anche per le numerose collaborazioni con famosi registi per la stesura delle scenografie. C’è un regista in particolare con il quale ha preferito collaborare rispetto agli altri? E il film che ha più amato?
“Ho amato tutto ciò che fece il grande regista Giuseppe Bertolucci, morto da pochi anni. La collaborazione con lui è una di quelle che ricordo con maggior piacere. Con lui ho collaborato alla stesura di moltissime scenografie. I miei preferiti potrebbero essere "Oggetti smarriti", "Amori in corso” e “Il dolce rumore della vita” tutti di Bertolucci chiaramente. È stato un regista di particolare perspicacia, soprattutto nel descrivere e rappresentare le donne”.

Roberta Boldrin

7 maggio 2017
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