RUGBY ECCELLENZA Decisione lampo su gara 1 di semifinale tra Viadana e Calvisano terminata 18-12 (4-1). Una sostituzione temporanea dubbia su cui l’avvocato Marco Cordelli non si pronuncia, ma rimette il fascicolo ad altri

Caso Paz: il Giudice sportivo omologa il risultato

Paz era uscito per concussion, ma è rientrato con una fasciatura al ginocchio (immagine therugbychanel.it)
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Il caso ha sollevato un polverone in tutto il mondo ovale, una sostituzione temporanea non regolamentare effettuata sfruttando una norma che consente di far entrare un giocatore ‘fresco’, per uno infortunato, solo in due casi: sangue e trauma cranico, altrimenti diventa definitiva. Il Giudice sportivo alza le mani, non è sua competenza, ma è chiaro che se è così, è una grave violazione sportiva (Leggi l’articolo sul caso Paz-Calvisano). Ora la palla passa alla Commissione Medica Federale e alla Procura Fir.

Squalifica indolore per Brex (Viadana) appiedato dal Giudice per somma di cartellini gialli (4), per la semifinale di ritorno ci sarà il 20 maggio, partita in cui i mantovani sperano di arrivare con un vantaggio di 20-0 (5-0), ma il tempo stringe

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Roma - Il Giudice Sportivo, vista l’istanza per la valutazione di illecito sportivo compiuto nell’incontro di semifinale Viadana – Calvisano, da parte del Rugby Calvisano, inviata con comunicazione Pec in data 9 maggio 2017 ore 16.00, con la quale la società Rugby Viadana srl, a firma del Presidente, il signor Davide Tizzi, chiedeva al Giudice Sportivo di provvedere ad irrogare la sanzione prevista dal Regolamento di Giustizia per l’illecito commesso, ai sensi dell’art. 22 comma 5 del Regolamento di Giustizia, “in quanto la violazione compiuta dalla società Patarò Calvisano aveva significativamente inciso sul risultato della partita – basti pensare che il subentrato momentaneamente atleta Susio ha segnato una meta – e sulla regolarità della stessa, con l’aggravante di cui all’art. 10 lettera g) in violazione a quello spirito di lealtà sportiva che deve sovraintendere ogni comportamento”; considerato che l’istante afferma nel proprio scritto “….1. AI minuto 46 circa di gioco, il giocatore del Patarò Calvisano, n. 13 Joaquin Paz, a seguito di un incidente di gioco usciva dal campo, sostituito dal giocatore Susio; in seguito dopo circa 5 mt. il medesimo n. 13 Joaquin Paz, rientrava in campo, con ampia fasciatura al ginocchio, come se fossero ricorsi i presupposti per una sostituzione temporanea; 2. come si vede chiaramente dalle immagini di gioco, non vi è alcuna contusione concussione al momento dell'impatto e neppure ferita che provochi sanguinamento, ma a quanto sembra solo una botta-distorsione al ginocchio, come sembra confermato dal fatto che al rientro il giocatore esce zoppicando e rientra fasciato al ginocchio; 3. comunque, la versione che è stata comunicata successivamente alla società istante è stata quella che il giocatore era uscito per concussion e, quindi, avrebbe avuto diritto a rientrare sul campo di gioco; 4. invero, al di là di ogni riferimento alla veridicità dell'asserto, che spetta al giudice sportivo valutare e che comunque sembra contrastare con quanto documentato dalle riprese televisive, a comprova del fatto che l'uscita dal campo non è stata certo dovuta a concussion si osserva che nel caso di specie la società Patarò Calvisano non ha in alcun modo osservato - a tutela del giocatore interessato n. 13 joaquin Paz - quanto previsto dai protocolli di sicurezza da ultimo introdotti e applicati - come da ripetute comunicazioni ufficiali della FlR ai vari soggetti interessati e ai medici delle società interessate - già alle gare di semifinali in corso. del resto, come da circolare informativa FIR 2015/2016, punto 5.2., è stato recepito anche in Italia quanto stabilito dal art. 10 del Reg. della WorldRugby;  in particolare, il giocatore è rientrato in campo senza che sia stato compilato il Modello HIA 1, ossia che sia stata svolta quella procedura necessaria al fine di accertare le condizioni di salute del giocatore, come è stato giustamente fatto per un analogo episodio nel corso della stessa partita e che ha coinvolto il giocatore Riccioni del Calvisano - confermando come lo staff dirigenziale-medico della stessa squadra fosse pienamente consapevole dell'iter procedi mentale da seguire -. Del resto, non può essere indifferente il caso che per il giocatore Paz, a differenza di quanto occorso per l'incidente a Riccioni, non sono stati chiamati ad intervenire lo stesso dott. Ieracitano della Fir, presente sul campo, come neppure il dott. Gregorio, medico nazionale U20, anch'esso presente. Ciò si crede provi irrefutabilmente che il giocatore n. 13 Joaquin Paz sia uscito dal campo per un incidente di gioco che non ha nulla a che vedere con la concussion 6. Comunque, sembra evidente, allora, che il giocatore interessato non aveva diritto a rientrare in campo. Infatti delle due l'una: o - come sembra dalla immagini - il giocatore è uscito per un problema al ginocchio, quindi per una sostituzione che non poteva essere temporanea; oppure - anche se non si crede sia il caso - se fosse stato per concussion, appare evidente non è stata seguita la procedura imposta dalla normativa vigente e che pertanto il giocatore Paz è stato fatto ritornare in campo in violazione delle norme regolamentari.”; rilevato che le circostanze dedotte dalla società Rugby Viadana non trovano riscontro nel referto arbitrale, da considerarsi prova privilegiata, poiché il Direttore di gara, il Sig. Giuseppe Vivarini ha indicato sia nel modello A) che nel modello D) del proprio rapporto, come le sostituzioni temporanee operate dalla società Rugby Calvisano al 39° del primo tempo tra il Sig. Marco Ricioni con il Sig. Salvatore Costanzo e al 13° del secondo tempo tra il signor Joaquin Paz e il Sig. Marco Susio, sono state effettuate per concussione HIA (Head Injury Assessment), procedura introdotta nelle semifinali e finali in via sperimentale ed in forma ridotta volta alla valutazione neurologica per gli episodi di sospetti traumi cranici e alla tutela sanitaria dei giocatori; che, in ogni caso, la fattispecie invocata dall’istante non rientra nella competenza del Giudice Sportivo poiché chiede l’adozione di un provvedimento disciplinare ai sensi dell’art. 22 comma 5 del Regolamento di Giustizia (Illecito sportivo) sottratto dalla sua competenza per materia e irrogabili all’affiliato solo quando il proprio tesserato si è reso responsabile di Illecito sportivo; invero il Giudice Sportivo è competente, ai sensi dell’art. 25 del Regolamento di Giustizia, per la violazione delle norme federali e delle regole di gioco commesse durante lo svolgimento della gara o in occasione della stessa (Illeciti tecnici) e sanzionati ai sensi degli art. 26, 27, 28, 29, 30 del medesimo codice, non potendo decidere su questioni attinenti (art. 22 testuale) “compimento con qualsiasi mezzo di atti diretti ad alterare illecitamente lo svolgimento o il risultato di una gara o ad assicurare un ingiusto vantaggio in classifica costituisce illecito sportivo”, - peraltro neppure segnalate dall’arbitro nel referto arbitrale - riservate all’istruttoria della Procura Federale e alla competenza dei Giudici Federali; che alla luce di quanto precede, non ravvisandosi irregolarità nello svolgimento della gara, poiché come detto nel referto i cambi temporanei sono tutti avvenuti per concussione HIA (Head Injury Assessment), omologa la gara con il risultato di 18-12 (0 - 2 mete) in favore della società Rugby Viadana srl e rimette il fascicolo alla Commissione Medica Federale e alla Procura Federale per le attività di competenza. 

Roma, 10 maggio 2017
(Avv. Marco Cordelli)

 

 

10 maggio 2017
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