PARTITO DEMOCRATICO ROVIGO I sostenitori delle tre mozioni si stringono la mano e annunciano una nuova era per un rinnovato Pd unito. Tra gli obiettivi condivisi: togliere il capoluogo dalle mani di Massimo Bergamin

Si passa alla fase due, dare un futuro al territorio

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Concluso il congresso, i sostenitori della mozioni a favore di uno o dell’altro candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico depongono l’ascia di guerra e annunciano un Pd rinnovato, unito, finalmente capace di ascoltare le esigenze di tutti e far ripartire il nostro territorio. A “giurare” unità nella sede del Pd rodigino seduti intorno al segretario provinciale reggente, Giuseppe Traniello , i tre rappresentati delle mozioni hanno convocato una conferenza, insieme, per tirare le fila di questa fase congressuale e ripartire. Presenti, Nicola Garbellini per la mozione Matteo Renzi – Martina, Benedetta Bagatin per Andrea Orlando e Emanuele Ulisse per Michele Emiliano 



Rovigo – “Finita la fase congressuale comincia una nuova era anche per il Pd polesano caratterizzata da una politica seria di collegamento con il territorio. Uno dei principali obiettivi del territorio è il recupero del capoluogo, in mano ad una politica nulla che, come dimostrano gli ultimi eventi, conta meno di zero”. A tirare le fila di questa fase congressuale del Partito Democratico, è il segretario provinciale reggente Giuseppe Traniello che ringrazia staff e volontari per l’organizzazione di queste primarie partecipate e insieme ai sostenitori delle tre mozioni, dichiara aperta una nuova fase del partito, caratterizzata dall’unitarietà. Insieme a Traniello, anche Antonio Bombonato, tra i principali artefici del buon funzionamento di tutte le primarie. Traniello, tra i principali obiettivi del partito polesano, ricorda il sostegno ai candidati in queste elezioni amministrative e, soprattutto, il recupero della città di Rovigo, in mano a Massimo Bergamin.

Tornando alle aree del partito che hanno fatto il tifo per l’uno piuttosto che per l’altro candidato alla segreteria nazionale, ora è un nuovo giorno e dopo una fase di discussione costruttiva, si ricomincia tutti insieme. “Siamo un partito che ha inventato le primarie, e che ancora oggi le utilizza per permettere alla popolazione di scegliere i propri dirigenti – commenta Nicola Garbellini, rappresentante della mozione Renzi-Martina – Queste primarie, con una così grande partecipazione, ci danno maggiori responsabilità. Tanti giovani si sono riavvicinati al partito, ora sta a noi ridargli speranza nel futuro”.

“Ringrazio il partito che è stato ancora una volta il realizzatore di una macchina organizzativa difficile, complessa ma che ha visto garantire la democraticità – commenta Benedetta Bagatin, per la mozione Andrea Orlando – Siamo un partito gloriosamente litigioso, ma quando è il momento di mettersi insieme per lavorare ad un obiettivo comune, riusciamo a realizzare cose così grandi. Noi continueremo a rappresentare gli ultimi, a battere sull’argomento che più ci sta a cuore, il lavoro, e a prepararci insieme per tutte le prossime sfide che il Pd dovrà affrontare”.

“Anche per noi è stato un risultato soddisfacente, anzi, più che soddisfacente – commenta Emanuele Ulisse, per la mozione Michele Emiliano – Ci siamo divertiti, abbiamo girato il Polesine e conosciuto moltissime persone. Credo che il successo che abbiamo ottenuto, con una mozione nata solo due mesi fa, sia da attribuire a tutto l’impegno che abbiamo messo sui territorio guadagnando credibilità tra la gente. Credo che una rappresentanza di Emiliano sui territori a Renzi farà solo che bene”, una pulce nell’orecchio ma senza discordia. Almeno così si dichiarano tutti: meno discordia e più unità. Su questo sembrano d’accordo.

10 maggio 2017
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