ACCOGLIENZA ROVIGO Non ci sono motivi di allarmismo, spiega l'azienda sanitaria. E al momento non sono emerse positività conclamate o ricoveri

Vari profughi sottoposti agli esami per la Tbc

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Esami medici su alcuni richiedenti asilo che nel recente passato risulterebbero essere venuti in contatto con la Tbc. Il dato è emerso nel corso delle verifiche di routine, che prevedono un primo esame del sangue. La positività non è in alcun modo sinonimo di una patologia in corso, dal momento che nella grandissima maggioranza dei casi semplicemente signfica che in passato il soggetto ha avuto contatti con persone con questa patologia e il suo organismo ha sviluppato le necessarie contromisure

Rovigo - Sono risultati positivi al primo test relativo alla Tbc. Il che non significa che siano malati o contagiosi. Molto più verosimilmente, in passato sono venuti in contatto con la malattia e il loro corpo ha reagito, producendo - stiamo semplfiicando molto, chiaramente - i necessari anticorpi. In questo caso, la positività sarebbe quindi unicamente un retaggio di quanto avvenuto nel passato, senza alcun rischio né per il soggetto né per quanti gli sono vicini. Questa, comunque, la situazione che ha spinto a condurre ulteriori approfondimenti medici ed esami su alcuni richiedenti asilo che si trovano in Polesine, arrivati nei giorni scorsi, verso la fine del mese di aprile.

Da parte dell'azienda sanitaria, comunque, nessun allarmismo.
11 maggio 2017
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