RUGBY ECCELLENZA Assurdo. Gara 1 di semifinale non solo è sul tavolo della procura federale sulla finta concussion di Paz, me il Calvisano ha chiesto l’intervento del Giudice sportivo su due casi già abbondantemente discussi in campo

Doppia citazione, Viadana - Calvisano non finisce più

L'arbitro Vivarini ha già estratto il cartellino giallo per Brex (Viadana), ma per il Calvisano non è sufficiente e presenta ricorso
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C’è una regola, ed è chiara. Se l’arbitro in campo ha già preso una decisione su una scorrettezza avvenuta durante un match, oltretutto con l’ausilio del Tmo, ovvero la ‘moviola’ in campo visionata da un ufficiale di gara preposto, è inutile presentare altri ricorsi. Evidentemente il Calvisano non ha preso bene il fatto che il Viadana abbia sollevato la questione sul caso Paz e la finta concussion in gara 1.
leggi l'articolo sulle crepe della sentenza del Giudice sportivo
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leggi l'articolo sul caso Paz e la sotituzione sospetta


Viadana (Mn) - Mentre il mondo ovale è rimasto allibito dalla decisione del Giudice sportivo (LEGGI ARTICOLO) e per l’omologazione del risultato di gara 1 tra Viadana e Calvisano (18-12), il club allenato dal rodigino Massimo Brunello ha pensato di rendere pan per focaccia. Peccato che il club bresciano in questo caso sbagli clamorosamente. Due gli episodi sottoposti al Giudice sportivo per il match disputato allo stadio Zaffanella domenica 7 maggio.

Nel primo tempo Brex, il forte tre-quarti centro del Viadana, prossimo al trasferimento celtico in casa Benetton, colpisce Chiesa proteso in volo a caccia dell’ovale. Un scorrettezza grave e su cui il regolamento non concede attenuanti. Vivarini consulta il Tmo, e prontamente estrae il cartellino giallo. Siamo all’11’ del primo tempo, l’estremo del Calvisano cade di schiena, ad inizio ripresa esce per un problema ad un ginocchio, e la società presenta ricorso per chiedere una sospensione del giocatore argentino sostenendo che l’infortunio sia derivante dal contatto del primo tempo. Un eroe. Peccato che due arbitri abbiano già deciso, è come condannare un cittadino due volte per lo stesso reato. Non si può. Se Vivarini non avesse visto sarebbe stato diverso, ma l’attento arbitro padovano non si è fatto sfuggire l’episodio. Si può eventualmente discutere in club house sulla decisione presa (cartellino giallo), Matteo Ferro a Mogliano un paio di anni fa si è portato a casa un cartellino di colore rosso per un episodio simile, anche se per la dinamica sembrava sicuramente diversa.  

Secondo episodio contestato, già visionato durante il match e punito, e quindi non contestabile di fronte al Giudice sportivo, è quello di Scalvi che colpisce Cavalieri. Un gesto di reazione avvenuto al 27’ della ripresa, il giocatore del club mantovano è stato bloccato al collo, inevitabile il dopo. Vivarini vede, consulta il Tmo, e gira il calcio concedendo il penalty al Calvisano. La sensazione è che questi due ricorsi siano unicamente del fumo negli occhi per spostare l’attenzione sul vero problema, ovvero la finta concussion che ha portato Paz ad uscire cinque minuti, ritornando in campo con una evidente fasciatura al ginocchio. Peccato che Susio, entrato al suo posto, abbia segnato un meta, e secondo regolamento non poteva subentrare al giocatore infortunato. Per trauma cranico il protocollo impone una certificazione che alla fine del match non è stata presentata, mentre per il caso di Riccioni, l’altro giocatore del Calvisano, la procedura è stata corretta. Ad ore potrebbe arrivare la decisione della Procura federale, il caso non è chiuso nonostante il Giudice sportivo si sia astenuto da esprimere un parere. Un errore di procedura non da poco, non solo in campo. E’ chiaro che il regolamento è stato violato, si può discutere sulla volontarietà (furbata o disattenzione), ma sul dato oggettivo no. Il cambio è stato irregolare, e secondo la norma Viadana non solo meriterebbe la vittoria a tavolino 20-0 (5-0 con il bonus), ma il Calvisano dovrebbe essere punito con 4 punti di penalizzazione da scontarsi immediatamente.  A questo punto il ritorno di sabato 20 maggio sarebbe inutile.

Giorgio Achilli

 

15 maggio 2017
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