POLITICA CEREGNANO (ROVIGO) La consigliere di minoranza Cinzia Dilavanzo ha approvato lo schema di convenzione per la realizzazione di uno studio di fattibilità finalizzato alla fusione del Comune con quello di Villadose 

La fusione tra Comuni spacca l'opposizione

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A differenza dei colleghi di lista Andrea Baldo e Filippo Silvestri, la capogruppo di Cambiaceregnano Cinzia Dilavanzo ritiene che lo studio di fattibilità finalizzato alla fusione del Comune di Ceregnano con quello di Villadose debba essere effettuato, per arrivare preparati all’ipotesi, che può aprire la mente a nuove prospettive di azioni locali più incisive e sostanziose sia in termini economici che di servizi a cui si potrà accedere



Ceregnano (Ro) - Pieno appoggio dalla capogruppo della lista Cambiaceregnano Cinzia Dilavanzo per lo schema di convenzione per la realizzazione di uno studio di fattibilità finalizzato alla fusione del Comune con quello di Villadose. Un voto in controtendenza rispetto a quello invece che hanno espresso i colleghi di lista Andrea Baldo e Filippo Silvestri, contrari alla decisone dell’amministrazione guidata da Ivan Dall’Ara (LEGGI ARTICOLO). 

“Partendo dall’analisi e dalle esperienze delle realtà locali che già hanno provveduto ad organizzare un esempio di fusione fallito per problemi di campanilismo - esordisce Dilavanzo - quello che ci chiediamo è di far chiarezza nell’organizzazione del lavoro al fine di capire quanto saremo costretti altrimenti ad approvare per legge per arrivare ad uno stato di Fusione imposto. A questo obbiettivo intendiamo arrivarci con anticipo per poter godere dei benefici che la Regione Veneto concede in termini di finanziamento fino all’80% delle spese sostenute per l’elaborazione dei progetti”.

Dilavanzo non nasconde che è chiaro che quando si parla di fusione scattano automaticamente nel pensiero della gente una serie di paure e di domande su cosa accadrà e quale sarà il destino del Comune, “pensando erroneamente di diventare la periferia di un centro lontano da noi: dove sarà la sede del municipio, dei vigili urbani o di quell’ufficio specifico; come si chiamerà il nuovo Comune o addirittura quale sarà il Santo patrono e lo stemma comunale - commenta - Una serie di cose, e ce ne sono tante altre, che inevitabilmente rappresentano il 'primo pensiero' di tanti 'abituati' a trovare soddisfazione nelle piccole cose e “disabituati” a cimentarsi nella costruzione di prospettive migliori".

"Pertanto è necessario costruire un percorso che spieghi con chiarezza, ma nel dettaglio, i pro e i contro dei benefici che può portare una Fusione in termini di risorse e welfare, in quanto saranno poi loro con referendum a decidere il destino del proprio territorio. Ecco perché sono importanti gli studi di fattibilità per l’analisi in primis del territorio limitrofe, di una fattibilità tecnico-organizzativa della fusione, di una fattibilità economico finanziaria e di una fattibilità politico – istituzionale, proprio per far luce e arrivare preparati, all’ipotesi di una fusione che non deve spaventare ma aprire la mente a nuove prospettive di azioni locali più incisive e sostanziose sia in termini economici che di servizi a cui si potrà accedere”. 

Dilavanzo evidenzia come la fusione non solo consente il cambiamento di una condizione amministrativa ma soprattutto “consente la nascita di un nuovo e più forte soggetto che ha la sua originalità per il fatto che “fonde” due o più realtà già inglobate per urbanistica, tradizioni, relazioni economiche, sociali e familiari. In altre parole, si tratta di pensare alla fusione tra i Comuni di Ceregnano e Villadose poiché  si certifica una fusione già in essere e costituitasi per i comportamenti sociali, economici e urbanistici che hanno eluso i confini e i limiti amministrativi e già realizzato, di fatto, la fusione.

Riteniamo importante quindi che il Sindaco riprenda in considerazione la costituzione di un gruppo di lavoro che coinvolga tutti gli attori locali al fine di lavorare sul tema Fusione visto che già nel 2013 era stato creato un tavolo di lavoro intercomunale in un ipotesi di Unione ma che a distanza ormai di 4 anni non ha più avuto seguito. Il mio augurio e quello del gruppo Cambiaceregnano è che questa volta non sia ancora solo uno specchietto per far credere di voler attuare politiche di modernizzazione e di sviluppo in un territorio da troppo tempo colpevolmente abbandonato, anche dalle ultime amministrazioni, ad un declino repentino, senza in realtà avere la volontà politica di fare un salto di qualità che permetta un concreto sviluppo e miglioramento del welfare locale”.

15 maggio 2017
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