SERVIZI CRESPINO (ROVIGO) La minoranza comunale punta il dito contro quanto sta accadendo alla casa di riposo del paese e presenta una interrogazione alla maggioranza

"Aumenti salati e posti letto vuoti: che succede?"

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Una percentuale non banale di posti letto non occupati, alcuni dipendenti che lasciano il posto di lavoro, con i problemi che ne conseguono, ma anche un aumento delle tariffe e la cancellazione di quelle "protette": sono i problemi lamentati dalla minoranza in consiglio comunale a Crespino che, guidata dal consigliere Luca Crepaldi, pone una interrogazione a sindaco e maggioranza



Crespino (Ro) - La minoranza del Comune di Crespino vuole vederci chiaro sul funzionamento della casa di riposo “San Gaetano” e scrive al sindaco presentando un’interrogazione con la quale chiede contestualmente di inserire l’argomento all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.

"Ci risulta - scrive la minoranza, guidata dal consigliere Luca Crepaldi - che alcuni dipendenti del raggruppamento temporaneo di imprese affidatario dei servizi socio-assistenziali, sanitari ed alberghieri a favore degli ospiti della Casa di riposo comunale di Crespino non svolgono più la loro attività lavorativa presso la struttura; più in particolare ci riferiamo ai servizi di lavanderia; da nostre informazioni, sono in corso trattative, presumiamo tra le organizzazioni sindacali e i responsabili del Rti, per la riduzione del monte ore lavorativo, giustificata da un presunto deficit".

"Pur a fronte di una capacità di accoglienza accreditata per 50 ospiti non autosufficienti, oltre a  n30 persone autosufficienti, il numero degli ospiti, come affermato dal Comune, da almeno due anni a questa parte risulta di poco superiore a sessanta; con delibera della Giunta del 13 aprile scorso, sono state incrementate per la seconda volta in tre anni le tariffe, con percentuali di incremento nel periodo assolutamente non in linea con il livello del costo della vita riferito dalle statistiche Istat e conseguenti importanti oneri a carico degli ospiti e delle loro famiglie".

 

"Per esempio - prosegue la minoranza - nel 2014 un ospite non autosufficiente pagava mensilmente un importo di circa 1700 euro, mentre con le nuove tariffe si sfiorano i 2mila euro al mese: circa il 16% in più in due anni. Sempre nella medesima delibera, sono state 'cancellate' le tariffe sociali per quelle categorie di ospiti aventi come unico ed esclusivo reddito la pensione sociale Inps".

"A questo proposito la minoranza vuole capire se corrisponde al vero quanto riferibile al personale impegnato in struttura (trasferimenti e riduzione di orario) e che fondamento trova il presunto deficit, visto che, nella già richiamata delibera del 13/04 scorso, la copertura della spesa è di fatto completa e le Cooperative hanno accettato alle medesime condizioni iniziali dal novembre 2015 e fino al prossimo 30 giugno, sei proroghe dell’affidamento".

"Per quali motivi - prosegue l'interrogazione - il numero degli ospiti risulta costante nel tempo con una percentuale pari all’80% della capacità ricettiva della struttura, rinunciando in tal modo ad entrate significative che, porterebbero ad incrementare l’offerta lavorativa in struttura.  Infine quali motivazioni hanno portato agli incrementi tariffari decisi dalla giunta ed alla connessa cancellazione delle tariffe agevolate, pur a fronte di una struttura con costi ed un numero di ospiti entrambi costanti nel tempo?".

16 maggio 2017
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