SERVIZI ROVIGO Pesante attacco della consigliera regionale Patrizia Bartelle, dopo il caso della mamma che, al pronto soccorso con la figlia, ha dovuto attendere sei ore un esame

"Cacciamo chi non fa funzionare la sanità pubblica"

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Se nelle strutture sanitarie private vengono cacciati quei direttori che non fanno funzionare al meglio, perché non si può fare lo stesso nel pubblico? La domanda, non certo scevra da implicazioni, viene posta dalla consigliera comunale dei 5 Stelle Patrizia Bartelle, polesana di Corbola



Rovigo - "Nei giorni scorsi ho letto sui giornali che una mamma di Grignano Polesine, con la propria figlia, ha dovuto passare molte ore in attesa di una visita al pronto soccorso di Rovigo: entrata alle 17.30 ne usciva poco prima di mezzanotte". Lo spiega la consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Patrizia Bartelle, di Corbola.

"Un'analisi di sabato 13 maggio - prosegue - evidenziava impietosamente la situazione dei pronto soccorso in provincia che risultano agli ultimi posti in Veneto per la durata dei tempi di risposta nei confronti dei pazienti. I dati emergono da uno studio dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) che ha calcolato il numero di accessi e i tempi di permanenza nel reparto ospedaliero in attesa degli esami".

"A queste situazioni aggiungiamo le mie precedenti segnalazioni a cui, puntualmente, il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana Antonio Compostella non risponde dimenticando (o facendo finta di dimenticare) che la sottoscritta si esprime sempre nel proprio ruolo istituzionale di consigliera regionale votata dai cittadini di quel comprensorio che vede proprio Compostella nella poltrona che occupa".

"A fare da contraltare a questa situazione, direi vergognosa, è la splendida posizione regionale delle strutture private. Forse la differenza di qualità dei servizi sta nel fatto che nelle strutture private se il direttore generale non funziona viene cacciato via e sostituito. Quindi qualcosa non funziona nella nuova Ulss 5 polesana e credo sia il caso di affrontare seriamente e definitivamente la questione davanti a un tavolo in regione con l'assessore, ed il direttore generale della sanità".

"La sanità pubblica, difesa dalla Costituzione, è il bene primario collettivo per eccellenza. Chi non lo amministra al meglio va messo in discussione, prima, e cacciato poi e non remunerato con premi aggiuntivi di fine anno. Con questo appello mi rivolgo direttamente ai vertici regionali perchè facciano le valutazioni del caso".

16 maggio 2017
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