PROVINCIA ROVIGO Da anni la crescita numerica del colombo in Polesine è tenuta sotto controllo, ma i metodi tradizionali non sarebbero risultati sufficienti a limitarne la proliferazione

Troppi piccioni: saranno liberati i falchi 

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Si tratterà di azioni controllate e limitate nel tempo e, soprattutto, i falchi non saranno liberati nei cieli per uccidere i piccioni. Serviranno solamente a tenerli lontani. Nel nuovo piano di controllo del colombo redatto dalla Provincia di Rovigo, tra i metodi “innovativi” per tenere a bada i colombi ci sono anche i falchi, che potrebbero sostituire altri metodi “ecologici” che negli ultimi anni non avrebbero dato risultati positivi contro una specie in continuo aumento


Rovigo – Reti e sagome non avrebbero raggiunto lo scopo di tenere i piccioni lontani e così si prova con un deterrente con gli artigli: i falchi. La Provincia di Rovigo ha approvato il nuovo piano di controllo del colombo di città che avrà valenza fino al 2022, un piano che introduce elementi “innovativi”. Come l’utilizzo di falchi per tenere lontani i piccioni. Sebbene tra  metodi per “liberarsi” dei piccioni ci sia anche l’abbattimento, non è questo il caso. Il falco, infatti, servirà solo a spaventarli, non ad ucciderli. Gli artigli del rapace, infatti, dovranno essere coperti dal falconiere per impedire che il falco ferisca il piccione in caso di cattura.

Negli anni i colombi sono diventati sempre di più facendo registrare, nelle aree rurali moltissimi danni alle produzioni agricole, agli allevamenti, ai depositi di granaglie e alle attività produttive industriali. Ma anche le città, chiaramente, non sono immuni dal piccione, anzi. I problemi in città sono di altra natura: come il decoro urbano e la trasmissione di malattie. 

La Provincia di Rovigo dal 2009 ha realizzato svariati interventi di controllo numerico dei piccioni utilizzando piani di abbattimento diretto sul territorio ma anche i così detti metodi ecologici. Con questo termine, si considerano una serie di strumenti “deterrenti” per i piccioni che avrebbero il compito di tenerli lontani dalle produzioni agricole, dagli impianti di raccolta, lavorazione e deposito grano o simili. Nello specifico parliamo di effetti sonori, sagome gonfiabili, reti anti-intrusione, posa di barriere anche elettrificate e repellenti nelle semine. Ma, come scrive la Provincia nella delibera di adozione del “Piano di controllo del colombo in città e nel territorio della provincia di Rovigo 2017-2022”, i metodi ecologici si sono dimostrati di “limitata efficacia temporale e tecnicamente ed economicamente non estendibile a tutte le situazioni di danno che si sono verificate e che si stanno verificando sull’intero territorio provinciale”.

Ecco quindi che la Provincia, nel valutare i risultati del piano anti-piccione 2012-2016, ha deciso di riproporre un piano di controllo che oltre alle attività di contenimento che negli anni hanno dato esito positivo, introduce alcuni “elementi innovativi” come l’utilizzo del falco a scopo dissuasivo e l’utilizzo di trappole di cattura in ambienti di lavoro. Non immaginiamoci di vedere decine di falchi sorvolare le nostre città. Si tratterà di azioni limitate e controllate che verranno direttamente gestite dalla Provincia nelle zone rurali ed in collaborazione con i Comuni che per le città decideranno in autonomia che metodi utilizzare, rispettando però quelli previsti dal piano.

 

 

17 maggio 2017




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