RUGBY ECCELLENZA Ennesimo annuncio della federazione sul protocollo sperimentale che ha scatenato la polemica di gara 1 nel post Viadana - Calvisano. Una sostituzione temporanea ‘irregolare’ su cui la Procura sta lavorando

Un protocollo “senza alcuna rilevanza sui risultati degli incontri”

Lo storico medico della Fir e della Nazionale Vincenzo Ieracitano presente al Battaglini e allo Zaffanella per gara 1 di semifinale come supervisore del protocollo Hia
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A questo punto tutto è ammesso. Basta chiedere al medico della propria squadra di dichiarare la concussion di un atleta infortunato, e come in un pit stop di F1, si può bendare il giocatore nella parte dolorante sostituendo per qualche minuto l’infortunato con uno della panchina. Peccato che in ambito internazionale questa procedura sia irregolare, il trauma cranico o il “sangue” non si possono inventare ad orologeria a seconda della circostanza. Gentlemen's agreement un corno.
 

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Roma – La Fir insiste, ma il caso Paz (Leggi l’articolo sul Caso Paz) in Calvisano - Viadana (gara 1 di semifinale) ha messo in luce una crepa non da poco sul dispositivo messo in atto (Leggi il dispositivo sul caso Paz (Calvisano). Uscire per una sospetta ‘botta in testa’ e rientrare con un bendaggio al ginocchio, non è la stessa cosa.

La Federazione Italiana Rugby informa che “il protocollo sperimentale per la verifica di eventuali traumi cranici (HIA – Head Injury Assessment), già utilizzato nel corso del turno d’andata delle semifinali del Campionato Italiano d’Eccellenza, tornerà ad essere utilizzato come previsto, sempre in via sperimentale e sotto la supervisione della Commissione Medica Federale, anche in occasione delle gara di ritorno in programma sabato 20 e domenica 21 maggio e in occasione della finale”. 

Fir desidera ribadire come il protocollo Hia “costituisca un imprescindibile strumento di tutela per la salute dei giocatori, applicato con successo a livello internazionale, e la sua implementazione sperimentale nelle fasi finali del massimo campionato nazionale rappresenti un nuovo passo avanti nella sensibilizzazione dell’intero sistema rugbistico italiano al tema dei traumi concussivi.

La salute dei propri tesserati è al cuore dell’operato di Fir e della sua Commissione Medica, così come la volontà di ricercare ed offrire un gioco più sicuro ad ogni livello per i propri praticanti”.

Più che lodevole l’iniziativa della Fir, ci mancherebbe, ma l’ultima parte del comunicato che non ci trova in sintonia. “Fir intende sottolineare una volta di più come l’applicazione del protocollo Hia nei cinque incontri della fase finale del Campionato Italiano d’Eccellenza 2016/2017 è avvenuta e avverrà in fase totalmente sperimentale, come strumento di formazione per future implementazioni, senza alcuna rilevanza sui risultati degli incontri”. 

Con questo sistema la presenza del professor Vincenzo Ieracitano è irrilevante, se un medico di una società può decidere se dichiarare il sospetto trauma cranico senza un parere di un professionista super partes, con questa procedura tutta italiana si possono sostituire uno o più giocatori per dieci minuti e senza motivo. Due sono infatti i casi in cui è concessa la sostituzione temporanea: “sangue e concussion”. Ma se nessuno controlla? Infatti allo Zaffanella il 7 maggio per il caso Riccioni il protocollo è stato applicato correttamente, dieci minuti negli spogliatoi, visita oculata, e una serie di moduli infinita da riempire prima dell'ok per il rientro in campo. Diverso il caso di Paz, sostituzione temporanea di qualche minuto, ma zero documentazione sulla presunta concussion, eppure al quarto uomo la sostitizione è stata motivata così. Calvisano ha continuato comunque a giocare in 15 evitando di restare in campo con un uomo in meno per una manciata di minuti. Ma non si può.

Stranezze ovali.

17 maggio 2017
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