CSA ADRIA (ROVIGO) La casa di riposo sempre più al centro del dibattito politico, con l'avvocato Luca Azzano Cantarutti che risponde all'esposto annunciato dalla presidenza

"Cda e direttore stanno creando problemi alla struttura"

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Si continua a discutere della casa di riposo di Adria, il Csa. In particolare, di quanto sarebbe avvenuto il 23 aprile scorso, quando sarebbe venuto a mancare il servizio in portineria, con la segnalazione anche dell'uscita di alcuni anziani, non abbigliati adeguatamente (LEGGI ARTICOLO)



Adria (Ro) - "L’esposto preannunciato dal consiglio di amministrazione del Csa – Casa di riposo nei miei confronti supera il limite del ridicolo ed è, in tutta evidenza, solo un pretesto per evitare di affrontare i veri temi che affliggono l’Ente e stanno davvero a cuore agli ospiti, ai loro familiari ed ai lavoratori". Lo afferma l'avvocato Luca Azzano Cantarutti, referente di Indipendenza Noi Veneto in consiglio comunale ad Adria, tornando sul "caso" scoppiato il 23 aprile scorso, una domenica, quando secondo le segnalazioni di alcuni familiari di ospiti del Csa, sarebbe venuto a mancare il servizio di portineria, tanto che alcuni ospiti della struttura sarebbero usciti, anche scalzi.

Una circostanza sempre negata dalla presidenza, quest'ultima, mentre si è ammessa una momentanea mancanza di personale in guardiania, sottolineando come comunque non ci siano state ricadute sulla sicurezza. "I fatti accaduti il 23 aprile e da me riferiti - dice Cantarutti - sono confermati da numerosissimi testimoni, alcuni dei quali mi hanno telefonato chiedendomi di intervenire per porre un argine".

"Arrivato insieme al comandante Pierantonio Moretto e a un agente, ascoltato quanto riferitoci dai familiari presenti e verificata la situazione, decidevamo di informare immediatamente il sindaco (“fatto bene, gravissimo”, questo il suo commento nel messaggio) ed essendo lui fuori Città informavo il vicesindaco chiedendogli di venire con noi. Questo Cda, invece, pretende di attribuire colpe a chi denuncia pubblicamente questi problemi, non tenendo conto del fatto che il Consiglio comunale li ha invitati a dimettersi, che i sindacati dei lavoratori hanno proclamato scioperi come non si vedevano da mezzo secolo, che familiari degli ospiti lamentano una serie di disservizi inqualificabili".

"Dinanzi all’intera città che chiede al consiglio di amministrazione di andarsene, l’unica azione che il Cda va a compiere non è quella di progettare il miglioramento dei servizi, ma quella di prospettare un esposto (nemmeno una denuncia, un semplice 'esposto') verso chi alza la voce per sensibilizzare sulla questione della casa di riposo".

"Vogliono discuterne dinanzi ad un giudice? Avremo l’occasione di analizzare dettagliatamente la situazione ed evidenziare alla magistratura come la gestione di questo Cda e del direttore abbia creato una serie di problemi finora sconosciuti ai lavoratori, agli ospiti ed ai loro familiari. Queste sono le questioni che interessano la Città e che richiederebbero un operato convincente a parte del Cda; sul campo concreto, oltre che in Tribunale".

18 maggio 2017
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