COMUNE VILLADOSE (ROVIGO) La minoranza guidata da Antonio Gardin evidenzia la mancata realizzazione del programma elettorale e la non curanza dei rapporti all’interno del consiglio comunale 

“Proposto un tavolo di studio per la fusione con Ceregnano. Ignorato"

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Viene curata la normale amministrazione senza fare progetti per il futuro del paese: questa la constatazione da parte della minoranza di Villadose che non si sente coinvolta nell’attività comunale, dimostrazione ne è il fatto che la maggioranza non ha accettato la richiesta di rinviare la seduta di consiglio nella quale si discuteva della fusione del comune con quello di Ceregnano 



Villadose (Ro) - Arriva la prima presa di posizione del gruppo di minoranza guidata da Antonio Gardin nei confronti dell’amministrazione di Gino Alessio. Un risultato questo che arriva da varie esperienze deludenti e frustranti sia per quanto riguarda la realizzazione del programma elettorale a suo tempo presentato, sia per quanto concerne le gestione dei rapporti all’interno del consiglio comunale tra le forze rappresentate.

Il riferimento a quest’ultimo è il consiglio comunale dell’8 maggio scorso. “La consigliere Paola Berti non ha mai ricevuto l’invito al consiglio comunale secondo le modalità previste dal Regolamento vigente - afferma - Avrebbe potuto non presentarsi e comunicare al Sindaco le motivazioni con una mail invalidando di fatto la riunione consigliare ma, per il consueto spirito di collaborazione, si è presentata ugualmente”. 

La richiesta della minoranza - composta dagli stessi Gardin, Berti, oltre a Francesco Stocco e Matteo Barbieri - di rinviare la seduta non è stata accolta dalla maggioranza e quindi per protesta i consiglieri hanno deciso di abbandonare la seduta. Sono molteplici le motivazioni che hanno spinto i consiglieri a fare questa scelta: la prima è la questione della partecipazione e della trasparenza nei processi decisionali del consiglio comunale “dove abbiamo presentato alcune interrogazioni su questioni importanti su sollecitazione di molti cittadini ed abbiamo richiesto che l’amministrazione vigilasse e mantenesse informato tutto il consiglio oltre ad  organizzare iniziative per il coinvolgimento diretto di tutta la cittadinanza. Una cosa che non è avvenuta”. Sulla proposta della fusione tra Comuni, la minoranza ha chiesto che venisse creato un tavolo allargato per lo studio della situazione e la preparazione del progetto coinvolgendo e preparando la popolazione ad una scelta così importante ed anche qui la richiesta non è stata accolta. Infine la convocazione delle riunioni consigliari che “vengono effettuate solitamente all’ultimo minuto sul filo del quinto giorno precedente previsto dal regolamento”.

Secondo la minoranza quindi questa amministrazione cura la normale amministrazione (necessaria al funzionamento della macchina amministrativa e per la quale bastano gli uffici e i loro impiegati) ma non sembra interessata a progettare e realizzare qualcosa per il futuro del paese tale da renderlo più vivibile: “tra le situazioni critiche ci sono lo stato di degrado in cui versa il centro del paese per l’incuria e l’abbandono (palizzata lungo la via ciclo-pedonale, la presenza di nutrie proprio sulle rive nei pressi della scuola materna, i paracarri che rischiano di cadere), nonostante le interrogazioni della minoranza sulle emissioni inquinanti delle fabbriche della zona industriale, e le segnalazioni allarmate dei cittadini e degli operai, si continuano a sentire cattivi odori; le fognature ancora da realizzare su via Verdi (tratti di vie centrali) per le quali non si prospetta alcuna soluzione (porte chiuse); le piste ciclabili da completare (quella appena iniziata e già interrotta su via zona industriale tratto incrocio metano/Alì) e quelle mai iniziate”.

18 maggio 2017
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