TRAGEDIA DI PORTO VIRO (ROVIGO) La donna di 83 anni beve candeggina appena rientrata a casa, agli arresti, dopo essere stata sentita dai carabinieri. Si salverà

Tenta di uccidersi dopo avere accoltellato l'anziano marito

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Avrebbe tentato di togliersi la vita bevendo candeggina, la donna di 83 anni di Porto Viro, agli arresti nella propria abitazione con l'accusa di avere cercato di uccidere il marito di 81 anni, non sentendosi più in grado di accudirlo, in quanto in parte invalido (LEGGI ARTICOLO)

Porto Viro (Ro) - Avrebbe tentato di uccidersi bevendo candeggina, appena riaccompagnata a casa, dopo l'arresto per tentato omicidio ed essere stata sentita dai carabinieri. Sarebbe stata poi lei stessa a dirlo, consentendo i soccorsi che le hanno salvato la vita.

A tragedia si aggiunge tragedia, in un dramma umano sconfinato. Protagonista, la donna di 83 anni, residente in via Marangona a Porto Viro, che poco dopo le 7 del mattino di mercoledì 17 maggio avrebbe cercato di uccidere il marito, di 81 anni, in parte invalido, mentre era a letto, con una coltellata in gola.

Proseguono intanto gli accertamenti e le indagini dei carabinieri, per ricostruire chiaramente quanto accaduto. Secondo i primi riscontri, non si hanno notizie di una pregressa situazione di conflittualità, o di litigi che possano avere spinto a questo tragico epilogo. Colpisce anche il comportamento della donna che, ovviamente secondo i primi riscontri, avrebbe agito pochi minuti prima dell'arrivo del figlio, che ogni mattina passava prima del lavoro per aiutare l'anziana madre a prendersi cura del genitore.

Per quale motivo la donna ha agito proprio a ridosso del momento in cui, prevedibilmente, il campanello avrebbe suonato? Lei stessa, poi, all'arrivo del figlio avrebbe sostanzialmente ammesso quanto commesso. L'ipotesi di reato a suo carico allo stato, formulata dal sostituto procuratore Monica Bombana, parla di tentato omicidio, aggravato dal fatto che la vittima sia un congiunto e che le condizioni di quest'ultimo non consentissero una piena difesa. Non viene invece menzionata una eventuale premeditazione, particolare questo assolutamente non secondario.

Non pare, comunque, ci siano ancora grossi misteri da scoprire, sul fronte della dinamica dei fatti, piuttosto consolidata, secondo investigatori e Procura. Migliorano intanto le condizioni dell'anziano, operato d'urgenza e ora stabilizzato, per quanto sempre in prognosi riservata.

Per quanto riguarda, invece, la situazione della donna, dopo l'arresto in semi flagranza era stato deciso di tenerla a casa, non in carcere, alla luce dell'età. Poi, il tentato suicidio. L'arresto dovrà comunque essere convalidato dal giudice per le indagini preliminari e, in quella sede, si deciderà anche su eventuali altre misure.
18 maggio 2017
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