PESCA ROVIGO Corsi d’acqua acquisiti dalla Fipsas per l’attività dilettantistica di pescasportiva. Come obiettivi la federazione si pone il controllo delle acque un organismo di sorveglianza

Lotta al bracconaggio più efficace se i canali sono dati in gestione 

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In primis la battaglia al bracconaggio, ma anche il ripopolamento della zona e la formazione di nuove guardie regionali ed interventi alle sponde: ecco cosa farà la Federazione italiana di pesca sportiva con i 110km che la Provincia ha dato in capo per i prossimi cinque anni 



Rovigo - Firmato un documento importante per la tutela dei corsi d’acqua del Polesine: 110 chilometri è il numero di canali ceduti ufficialmente dalla Provincia di Rovigo alla Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee Fipsas, che li avrà in gestione per cinque anni.

Il numero potrebbe sembrare irrisorio, se comparato agli oltre 5000 chilometri di corsi d’acqua che si snodano per tutta la provincia di Rovigo, ma, come ha sottolineato il presidente della Provincia Marco Trombini, questo è “il coronamento di un piccolo sogno cominciato qualche anno fa con lo scopo di rendere il nostro territorio più tutelato e protetto”. Trombini afferma inoltre di “credere fermamente nel raggiungimento di nuovi traguardi, di cui questo è solo una tappa”. 

Questa sottoscrizione nasce principalmente, come ha ricordato il numero uno di Palazzo Celio poiché “le nostre acque sono nelle condizioni di dover essere controllate, tutelate ed aver adeguati ripopolamenti oltre alla necessità di essere regolamentate mettendo dei paletti” ricordando le recenti operazioni contro il bracconaggio ittico condotte dalla Guardia di finanza di Rovigo (LEGGI ARTICOLO), presente all’incontro col comandante provinciale Nicola Sibilia accompagnato dal tenente colonnello Sebastiano Mario Rizzo.

La Guardia di finanza da parte sua non ha mancato di assicurare la sua collaborazione per la lotta al bracconaggio e della difesa del territorio attraverso un continuo scambio di informazioni: “È tutto in divenire, ma siamo sulla giusta strada. - ha detto Sibilia - Questi risultati vengono fuori da una concertazione con Provincia, Prefettura e Procura della Repubblica e questa attività deve proseguire attraverso un continuo di scambio di informazioni”.

Presente all’incontro anche il presidente nazionale di Fipsas Ugo Claudio Matteoli: “Ci impegneremo qui, come in tutta Italia, nella lotta al bracconaggio – spiega – che in questa zona colpisce soprattutto carpe e siluri. Oltre a danneggiare pesantemente l’economia locale, la pesca di frodo mette a rischio la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini”. Altri obiettivi di Fipsas con questa nuova gestione saranno il ripopolamento delle specie locali, il controllo delle acque, la pulizia delle sponde e l’istituzione di scuole di pesca. Inoltre, si è provveduto a istituire corsi di formazione per 30 guardie regionali volontarie, che si occuperanno nello specifico della sorveglianza dei canali ceduti. La loro attività andrà a coadiuvare quella delle già presenti undici guardie provinciali, in numero insufficiente per controllare e proteggere adeguatamente la zona.

Un primo passo dunque verso il Polesine: tutti quelli che usufruiranno di questi 110 chilometri di acqua saranno riconosciuti dalla Fipsas attraverso il tesseramento, diventando parte attiva nella difesa del patrimonio ittico.

19 maggio 2017
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