MOTORI ROVIGO Dopo due ritiri consecutivi, nel 2015 e 2016, il pilota adriese Matteo Luise punta a sfatare il tabù personale dell'evento vicentino, sull'onda delle due vittorie siglate quest'anno

Non c’è due senza tre

Matteo Luise
Deltablues 2018

Il 13° Rally Campagnolo, in programma per i prossimi 26 e 27 maggio come terzo atto del Ciras, rappresenta ad oggi un appuntamento particolarmente delicato per il portacolori del Team Bassano che, dal canto suo, può vantare un inizio stagione certamente più incoraggiante delle precedenti.


Adria (Ro)  – Era il 2015 quando Matteo Luise muoveva i primi passi nel campionato Italiano Rally Auto Storiche al Rally Campagnolo, alla guida della Fiat Ritmo 130 gruppo A, collezionando un amaro ritiro per noie tecniche, mentre viaggiava, con la moglie Melissa Ferro al suo fianco, primo di classe e secondo di raggruppamento.

L'anno seguente non fu più fortunato con il cambio a tradire il driver adriese, sulla quinta prova speciale, mentre era decimo assoluto e primo di classe.

Diventa quindi ben chiaro come il 13° Rally Campagnolo, in programma per i prossimi 26 e 27 maggio come terzo atto del Ciras, rappresenti ad oggi un appuntamento particolarmente delicato per il portacolori del Team Bassano che, dal canto suo, può vantare un inizio stagione certamente più incoraggiante delle precedenti: la vittoria assoluta sulle strade amiche dell'Adria a Febbraio ed il primato in classe J2-A/2000, sesto di 4° Raggruppamento e decimo assoluto colto al Valsugana Historic Rally, a fine Aprile, portano in dote la giusta dose di fiducia per tentare di pareggiare il conto con la dea bendata.

“Si potrebbe dire, con una certa ironia, che il Campagnolo è la nostra pecora nera – racconta Luise – in quanto, sia nel 2015 che nel 2016, ci siamo dovuti ritirare per problemi di natura meccanica, sempre attorno a metà gara, quando ci trovavamo al comando della nostra classe e in ottime posizioni di raggruppamento e assolute. Se guardiamo ai detti il non c'è due senza tre non è il massimo delle nostre ambizioni pertanto abbiamo deciso di presentarci al via con tanta voglia di riscattare quanto la sorte ci ha tolto di mano sul più bello. Quest'anno è partito sicuramente con il piede giusto, centrando due vittorie in altrettante uscite, quindi siamo fiduciosi di poter vedere la pedana d'arrivo. Dopo i problemi al Valsugana abbiamo lavorato sulla Ritmo, dedicandoci particolarmente all'assetto per valutare la possibilità di correre con le gomme Pirelli, come possono già fare i nostri avversari.”

Il percorso della tredicesima edizione del Rally Campagnolo ricalca, in linea di massima, quello delle passate stagioni con l'aggiunta di alcune gustose novità che, nonostante i recenti tagli causati dalla concomitanza con il Giro d'Italia di ciclismo, contribuiranno a rendere ancor più tecnico e selettivo il banco di prova.

Si apriranno le danze con la tradizionale “Torreselle” al Venerdì sera, speciale particolarmente congeniale all'equipaggio adriese sempre autore di ottime prestazioni, per una lunghezza di 7,48 chilometri.

Nella giornata di Sabato la gara si articolerà sulle speciali classiche di “Gambugliano” (11,52 km) e “Recoaro 1.000” (13,44 km) alle quali si aggiungono le rispolverate “Pedescala” (8,14 km) e “Valle” (km 6,47) assieme alla nuova versione della “Passo Xomo” lunga (ben 20,61 km).

“Il percorso lo conosciamo abbastanza bene – sottolinea Luise – ma, visti i precedenti, quel che conta davvero è confidare nel fatto che la sfortuna, almeno questa volta, ci lasci in pace.”

 

 

22 maggio 2017
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