RUGBY ECCELLENZA Non riesce il 13 alla FemiCz Rovigo. Il Patarò Calvisano ha rispettato il pronostico, sulla scorta di una regular season numericamente più efficace, conquistando il sesto scudetto della sua giovane storia vincendo 43 a 29

Il Patarò Calvisano di Brunello e Lucchin è campione d’Italia

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Al Pata Stadium di Calvisano i rossoblù si sono arresi alla capolista della stagione regolare. I Bersaglieri alla finale ci erano arrivati dopo due derby vinti sul Petrarca Padova, ma la squadra di Massimo Brunello (polesano doc), con l’altro rodigino Enrico Lucchin in campo, ha vinto lo scudetto numero 6, conquistando la terza finale (su quattro) contro la FemiCz Rovigo con il punteggio di 43 a 29
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Calvisano (Bs) - Niente da fare per la FemiCz Rovigo. Alla fine nello sport i valori hanno la loro importanza. Il Patarò Calvisano, dopo aver dominato alla grande la regular season, ha confermato anche nella finale di essere la squadra più forte dell'Eccellenza. Il piccolo passo falso nella semifinale d'andata con il Viadana è stato per i bresciani solo un semplice e ininfluente incidente di percorso in un cammino travolgente che sin dall'inizio del torneo ha visto la formazione guidata dall'ex rossoblù Massimo Brunello stare sempre una o due spanne sopra le altre. La FemiCz Rovigo ha fatto il suo dovere arrivando a difendere il suo titolo in finale, come era lecito e doveroso attendersi. 

Le prestazioni dei rossoblù nelle due partite con il Petrarca avevano giustamente alimentato solide speranze di una riconferma dello scudetto conquistato un anno fa al Battaglini. Ma contro questo Patarò Calvisano era difficile ripetere l'impresa. Le sconfitte fanno sempre male, specialmente quando il prezzo da pagare è il titolo di campione d'Italia, ma la stagione della FemiCz Rovigo, sia pure con i suoi alti e bassi, non deve essere archiviata con un bilancio negativo. Arrivare in finale era l'obiettivo di inizio stagione ed è stato centrato. Peccato non essere riusciti a vincerla, però obiettivamente la squadra bresciana ha meritato più di ogni altro questo scudetto per quanto ha dimostrato non solo nell'ultima decisiva partita, ma in tutto il campionato. La FemiCz Rovigo ha provato fino in fondo a tenersi stretto il tricolore che ha portava sulla maglia, ma ha dovuto arrendersi. 

Resta in ogni caso la consapevolezza di una squadra dalle grandi potenzialità che forse ha avuto il torto di ritrovarsi per intero solo nei play off. Probabilmente deve essere servita a qualcosa la strigliata del presidente Francesco Zambelli che ha cercato di dare una scossa alla squadra rinviando a dopo le semifinali il rinnovo dei contratti. Le due partite con il Petrarca e la finale con il Patarò Calvisano hanno, inoltre, ricucito e rinsaldato il rapporto tra la squadra e i suoi tifosi, anche stavolta, loro si, “campioni d'Italia” del tifo e della passione. E' da queste basi, una squadra ancora competitiva e un ambiente unico, che deve ripartire il cammino della FemiCz Rovigo per il futuro. Ci sono delle cose da sistemare, dei dettagli da migliorare, ma la caccia al 13° scudetto è già aperta.

Roberto Roversi

27 maggio 2017
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