PERSONALE COMUNE ROVIGO Incontro definitivo sindaco, assessore, dirigente e sindacati sulla questione del Mef. Il fondo “da restituire” ai lavoratori potrebbe aggirarsi intorno ai 600mila euro

Salario accessorio, “la luce alla fine del tunnel"

Deltablues 2018

Ultimo atto di una vicenda durata 5 anni. Parliamo del caso del Mef. Nella mattinata di lunedì 29 maggio i sindacati hanno incontrato l’amministrazione per l’ultimo tavolo di discussione prima della firma della delibera ufficiale che sbloccherebbe finalmente i soldi per il salario accessorio. L’amministrazione avrebbe accolto la richiesta dei sindacati di inserire 129mila euro all’anno nel fondo, dal 2012 in avanti che il sindaco avrebbe acconsentito ad introdurre in delibera. Alla fine dei conti, ai dipendenti andrebbero in tasca circa 2mila euro lordi per i 5 anni senza salario accessorio. Dopo la delibera, si discute della costituzione del fondo dal 2017 in avanti


Rovigo – Si apre finalmente, forse, l’ultimo capitolo di una vicenda senza fine, durata oltre 5 anni. Parliamo del caso del Mef, di quella famosa verifica del ministero Economia e finanza che aveva trovato irregolarità nell’erogazione del fondo del salario accessorio nel Comune di Rovigo. Forse, dopo cinque anni di salario accessorio bloccato per risanare la scorretta erogazione, dopo una serie di domande e contro domande ad ogni ufficio possibile immaginabile, l’amministrazione potrebbe aver trovato la quadra alla questione. A prendersi il merito, di una linea che potrebbe ora essere finalmente tracciata in fondo a questa storia, sono i sindacati che con una serie di iniziative, scioperi e assemblee hanno tenuto alta l’attenzione sulla questione riuscendo, alla fine, a portare giunta e sindaco ad una conclusione, osteggiata a lungo, secondo loro, dai dirigenti.

Nella mattinata di lunedì 29 maggio, Paolo Zanini per la Cgil fp, Cristina Garbin per la Uil fpl e Francesco Malin per la Cisl, hanno incontrato sindaco, assessore e dirigente competenti per chiudere la questione del Mef. Sul tavolo la bozza di quella famosa delibera che avrebbe finalmente sbloccato i soldi del salario accessorio, quel poco rimasto, ai dipendenti. Soddisfazione ma solo a metà, per i sindacati che avrebbero voluto una gestione diversa della questione e soprattutto che avrebbero chiesto la modifica in più punti di quella delibera, vedendo il sindaco accoglierne uno soltanto, almeno a parole. Veniamo ai numeri, seppure ancora presunti. I soldi rimasti da parte per i lavoratori, di questi 5 anni, sarebbero meno di 200mila euro. Ma i sindacati chiedevano di inserire nella costituzione del fondo 129mila all’anno che dovrebbero restare in pianta stabile nel fondo, una cifra che lo rimpolperebbe bene. Sarebbero infatti 645mila euro (trattasi di soldi derivanti dagli incrementi di dotazione organizza ed istituzione di nuovi servizi dal 2012 al 2016) che sommati ai 200mila rimasti porterebbero ad un totale di 845mila euro. Ai quali sottrarre i 242mila euro da restituire al Mef. 600mila euro, quindi i soldi restanti nel fondo, da dividere per 280 dipendenti. Circa 2mila euro al lordo a testa, per 5 anni.

“Ora il sindaco avrebbe dato mandato agli uffici di ultimare la delibera tenendo in considerazione anche i 129mila euro all’anno che abbiamo richiesto. Ci aspettavamo una gestione diversa, soprattutto da parte della politica – spiega Paolo Zanini – Quindi lo riteniamo un risultato parziale. Sicuramente la testardaggine e le mobilitazioni, il coraggio dei dipendenti hanno tenuto alta l’attenzione e portato alla conclusione la vicenda. Appena sarà approvata la delibera cominceremo a trattare la costituzione del fondo dal 2017 in avanti, un fondo che dovrebbe essere ridotto da 1 milione e 700mila a solo un milione, quasi dimezzato, a causa delle osservazioni del Mef”. “Una azione unitaria che ha dato un risultato – continua Cristina Garbin, Uil fpl – A delibera pronta, chiederemo quando verrà materialmente liquidato il salario accessorio e pretenderemo almeno un acconto subito”. “Se siamo arrivati a questo punto è merito della caparbietà dei lavoratori – conclude Francesco Malin, Cisl Fp – Finalmente vediamo la luce al fine del tunnel”.

29 maggio 2017
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