SOCIETA’ PARTECIPATE ROVIGO Asm spa sembra intenzionata a mettere sul mercato le quote della sua Asm onoranze funebri srl. I sindacati delle provincia chiedono un incontro per ulteriori approfondimenti 

Vendere le onoranze funebri? "Non ci sembra opportuno"

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Non intendono saperne che Asm spa vendi Onoranze funebri srl, oltre che un fabbricato in stato di rudere e la sede di via Dante Alighieri, i sindacati della provincia di Rovigo che credono come questa sia una società che possa garantire interessanti utili con una gestione efficace ed efficiente. Senza considerare l'aspetto etico del gestire un settore "troppo spesso in mano a lobby"



Rovigo - Previste due importanti operazioni nella società municipalizzata del comune di Rovigo. Sembra infatti che Asm spa, con l’amministratore unico Alessandro Duò, voglia vendere la società di servizi funebri, attraverso un bando di gara in preparazione, per individuare l’acquirente del 90% delle quote sociali della Asm Onoranze funebri srl, più l'attuale sede di via Dante Alighieri ed un fabbricato in stato di rudere nelle pertinenze dell’ospedale di Rovigo, per un importo che potrebbe essere attorno ai 700mila euro. 

Proprio sul tema delle vendite delle quote le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, rappresentate da Davide Benazzo, Enrico Rigolin e Carlo Ronzino sono a chiedere un incontro per approfondire l'ipotesi di cessione ai privati delle quote, o parte di esse, delle onoranze funebri, come è stato comunicato nell’ultimo incontro con l’azienda. 

“Riteniamo che onoranze funebri, attraverso una gestione efficace ed efficiente come sta avvenendo in questa fase, possa garantire interessanti utili - affermano Benazzo, Rigolin e Ronzini - e conseguentemente si ritiene un grave errore mettere sul mercato e vendere le quote di questa società. Nessuno obbliga a questo passo e tanto meno esistono obblighi legislativi chiari e specifici a farlo”. 

“Questa azienda pubblica è nata con l’intento di garantire eticamente la gestione del settore, che in alcuni casi è in mano a lobby private che tendono a governare i prezzi di mercato con nicchie al loro interno di lavoro nero” spiegano i sindacati che pensano come “sia un dovere, in primis delle forze sociali e politiche, difendere la gestione pubblica di aziende di questo tipo che garantiscono eticità, utili, trasparenza e mantenimento dei livelli occupazionali. - concludono - Non siamo disponibili ad un salto nel buio o ad accordi di trasferimento dei lavoratori che non garantiscano l’occupazione o che la garantiscano a scadenza”. 

30 maggio 2017
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