ROVIGO CULTURA Maggio è concluso, il passaggio di consegne di teatro e museo non è ancora cominciato. I sindacati: “Manca il primo step”

Per il trasferimento del Sociale alla Fondazione manca ancora lo studio di fattibilità

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Il presidente della Fondazione Cultura, Giampiero Beltotto, aveva minacciato le dimissioni qualora non si fosse sbloccato l’iter di cessione della gestione del Teatro Sociale e del Museo dei grandi fiumi dal Comune alla Fondazione, entro maggio (LEGGI ARTICOLO). Ma da quanto è emerso in una riunione tra sindacati, rsu del Comune e assessori Andrea Donzelli e Antonio Saccardin nella mattinata dell’1 giugno, manca ancora il primo passo di questa cessione, uno studio di fattibilità, del quale si dovrebbe occupare proprio la Fondazione. Paolo Zanini: “Solo dichiarazioni sui giornali ma manca ancora il primo step”



Rovigo – Le accuse erano velate, ma neanche troppo, a qualche dirigente del Comune incolpato di ostacolare l’iter di cessione, fatte dal presidente della Fondazione Cultura Giampiero Beltotto (LEGGI ARTICOLO). Nella mattinata del primo giugno, gli assessori Antonio Saccardin e Andrea Donzelli hanno incontrato i sindacati e le rsu del Comune per parlare del passaggio della gestione del Teatro Sociale e del Museo dei Grandi Fiumi da Palazzo Nodari alla Fondazione Cultura, nata proprio per questo scopo. Ma da quanto sarebbe emerso dalla riunione, nonostante il presidente Beltotto avesse promesso di andare a casa qualora l’iter non fosse stato sbloccato entro la fine di maggio, sarebbe la Fondazione che lui presiede la responsabile del blocco e della mancata avanzata dei lavori.

“Sono usciti sulla stampa accusando qualcuno di rallentare questo iter – spiega il sindacalista della Cgil, Paolo Zanini – promettendo scenari apocalittici, come le dimissioni e la chiusura della Fondazione, attualmente un contenitore vuoto. Cercavano di accelerare e ci hanno chiamati per parlare del futuro del personale. Ma quello che è emerso è che, nonostante le loro stesse promesse di fare tutto passo per passo, manca ancora il primo step, lo studio di fattibilità. Insomma, un documento che dovrebbe dare avvio a tutta la procedura di cessione. Un documento che dovrebbe dimostrare i vantaggi della cessione. E ora ci dicono che verrà presentato entro giugno”. Insomma, maggio è passato e manca ancora l’atto preliminare per cominciare. “È chiaro che la questione del personale è centrale – conclude Zanini – Ma prima di tutto lo è l’interesse della collettività. È a questo che serve lo studio di fattibilità. A dirci che ci conviene cedere la gestione. Parliamo di un bene pubblico importante”.

Ma per l’assessore Andrea Donzelli la macchina è partita solo che, trattandosi di una faccenda molto complessa, non sarà facile e veloce da risolvere: “È ottimista il presidente quando dice che entro giugno lo studio di fattibilità sarà pronto. Credo ci vorrà di più. Ma la volontà è quella di andare avanti come più volte dichiarato, perché crediamo in questo progetto, e piano piano lo stiamo facendo”.

6 giugno 2017




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