RUGBY ECCELLENZA Piazza Vittorio Emanuele II tutta per Stefan Basson, un arrivederci al sudafricano che per dieci anni ha illuminato il Battaglini e la FemiCz Rovigo

Grazie di tutto Stefan

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Con i suoi 1.438 punti realizzati in campionato l'estremo sudafricano occupa attualmente il terzo posto nella classifica dei migliori marcatori di tutta la storia del Rovigo alle spalle di Andrea Scanavacca e un certo Naas Botha, doveroso un saluto nel salotto buono della città prima del suo addio-arrivederci. 

L’assessore allo Sport Luigi Paulon ha consegnato, a nome del sindaco, una pergamena e lo stemma della città, tante le testimonianze portate di persona da ex compagni di squadra, o attraverso video messaggi.  Finale in lacrime per Stefan Basson


Rovigo - Stefan Basson ha disputato dieci stagioni con la maglia rossoblù. Tra i giocatori stranieri che hanno militato con il Rovigo è quello che ha messo insieme il maggior numero di presenze in campionato, quasi 200. Un numero impressionante considerato che dalla stagione del suo esordio, il 2007/08, ha mancato appena 12 partite tra quelle giocate dalla squadra rodigina nel massimo torneo del rugby italiano. Tra i record accumulati da Basson con la maglia rossoblù c'è anche quello dei punti segnati. Con i suoi 1.438 punti realizzati in campionato (34 mete, 259 calci piazzati, 29 drop e 202 trasformazioni)  l'estremo sudafricano occupa attualmente il terzo posto nella classifica dei migliori marcatori di tutta la storia del Rovigo alle spalle di Andrea Scanavacca (2.938)  e di Naas Botha (1.724).  Ha esordito il 13 ottobre 2007, 1° giornata, Parma-Rovigo 34 – 7. La prima meta in rossoblù l’ha segnata il 19 aprile 2008 alla 14° giornata, Rovigo-Viadana 25-14. L’ultima partita è stata la finale di Calvisano persa dalla FemiCz Rovigo per 43 – 29 con 15 punti segnati da lui. La sua miglior stagione come realizzatore è stata quella del 2012/13 (campionato a 12 squadre) con 269 punti segnati in 22 presenze.

Sono numeri più che sufficienti per spiegare la festa d’addio, anzi, un arrivederci, a un grande campione quale Stefan Basson. Arrivato giovanissimo a Rovigo, nazionale Seven del Sud Africa, va a Firenze alla corte de I Medicei. Con il tecnico Pasquale Presutti ha già un buon feeling, qualche hanno fa a Rovigo gli disse “Un giorno mi piacerebbe poter dire di essere stato un tuo allenatore”, Stefan Basson gli offrirà molto di più, non solo la sua preziosa prestazione da atleta, ma allenerà anche i tre-quarti per i prossimi due anni. A salutarlo in piazza Vittorio Emanuele II c’era la Rovigo ovale, un venerdì 9 giugno che gli appassionati ricorderanno a lungo, una festa voluta dal vice presidente della Rugby Rovigo Delta, Nicola Azzi. C’erano quasi tutti, e per chi non c’era forse è stata una scelta. Per il Comune presente l’assessore allo Sport Luigi Paulon che ha sposato subito l’iniziativa, concedendo il salotto buono della città per l’evento. Per Stefan Basson una pergamena consegnata a nome del sindaco Massimo Bergamin, e lo stemma della città di Rovigo. Ma soprattutto sono intervenuti i suoi amici, colleghi, allenatori. Una serata magistralmente orchestrata da Andrea Trombini con la collaborazione di Alberto Gambato con foto, video, interviste e contributi.

Sul palco subito coach Flaviano Brizzante suo tecnico nella stagione 2007-2008 con Massimo Brunello, insieme a lui Mauro Favaron (il suo primo amico a Rovigo) e Paolo Brizzante, il ds dell’epoca. A seguire l’amico ed ex compagno di squadra Andrea Bacchetti, ora alle Fiamme Oro, con Silvia Nalin. Nel viaggio, e nel ripercorrere le tappe della carriera in rossoblù poi e toccato a Marco Barion e Tommaso Reato (2010-2013). Sul palco anche Jeff Montauriol, suo ex compagno di squadra in rossoblù, e nel prossimo futuro a Firenze con I Medicei. Al fianco della seconda linea francese Moreno Biscuolo de “Gli Amici di Boara”, dove Stefan Basson si è fatto casa. Si è poi arrivati ciclo Pippo Frati, sul palco Edo Lubian e Joe Van Niekerk (qui uno dei momenti più toccanti), poi il momento del fisio Yarno Celeghin. Serata intervallata da video messaggi degli allenatori che a Rovigo ha avuto, da Umberto Casellato (in maglia rigorosamente rossoblù), Polla Roux e Pippo Frati, oltre all’attuale ds Stefano Bettarello e a l'ex preparatore atletico Tommaso Boldrini. 

Tanti i giocatori che hanno voluto inviare il proprio saluto: Aaron Persico, Abram Immelmann, Hendro Scholtz, Marco Frati, Juanci Legora, German Buston, Rayno Gerber, Norman Di Maura, Carlyn Ayala, Max Ravalle, il cugino Morne Steyne, e Luke Mahoney accolto da piazza Vittorio Emanuele II con un fragoroso applauso. Molti quelli presenti in piazza Vittorio Emanuele II, da Bibi Quaglio (ora al Benetton Treviso), Matteo Ferro, Peter Pavanello, Andrea De Marchi, Lorenzo ‘killer’ Lubian.

Poi la consegna di maglie speciali, con il numero 15 in rossoblù per Luca, un giovane tifoso speciale che gli aveva scritto una lettera qualche giorno fa, Enrico Calcherutti (fratello della compagna Laura), Moreno Biscuolo, Franco ed Elena (persone insostituibili in viale Alfieri), e Silvia Stievano (addetta stampa della Rugby Rovigo Delta). Altro momento ricco di emozioni quella della consegna della maglia della Nazionale sudafricana indossata da Stefan, a riceverla Carolina Zambelli in lacrime. Saluti finali della famiglia Basson al completo con la compagna Laura Calcherutti e il figlio Noah “Ci siamo, E’ arrivato il momento che volevo non arrivasse mai, nei giorni scorsi ho letto tantissime cose su di me, ho ricevuto tantissimi messaggi e credo di non aver mai pianto tanto. Per dieci anni ho dato tutto me stesso dentro e fuori dal campo, e vorrei fare ancora tanto per dieci anni ancora. Non potevo e non volevo sapere che la mia ultima partita con la maglia rossoblù sarebbe stata due settimane fa nella finale di Calvisano, ad un passo dalle 200 presenze. Lo scudetto vinto qui mi ha dato un figlio, Noah. Lo guardo negli occhi tutti i giorni. Grazie Rovigo”.

Giorgio Achilli
Roberto Roversi

9 giugno 2017
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