DIRITTO E TUTELA 3.0 La nuova legge mette finalmente a disposizione strumenti con i quali le vittime, anche minorenni, di persecuzione telematica possono difendersi. Lo spiega l'avvocato Fulvia Fois

Il bullismo in rete si può contrastare, ecco come

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Per avere risposte sui vostri dubbi in materia legale, potete contattare l’avvocato Fois scrivendo a dirittoetutela3.0@gmail.com



Rovigo - E’ stata finalmente approvata all’unanimità la legge sul cyberbullismo che é tesa a prevenire e contrastare concretamente, benché senza prevedere sanzioni penali, un fenomeno che purtroppo coinvolge drammaticamente un numero sempre maggiore di ragazzi e ragazze in tutta Italia.

Questa legge é stata dedicata a Carolina Picchio (considerata la prima vittima di cyberbullismo in Italia), una ragazza di soli 14 anni, di Novara che, dopo aver subito violenza sessuale da parte del “branco” ed essere stata insultata e derisa sul web a seguito della pubblicazione del video della sua aggressione, ha deciso di farla finita (La fonte: Il Fatto Quotidiano) 

Ma com’é definito il bullismo telematico nella nuova legge?
Per bullismo telematico si intende ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata sul web contro i minori. Ma quali sono le principali novità di questa legge?

Il minore di almeno 14 anni d’ora in poi potrà, anche senza l’intervento di un adulto, chiedere: di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete dal gestore del sito web o dai social network; in caso di mancata rimozione/cancellazione entro 48 ore,  potrà ricorrere al garante della privacy che, entro le successive 48 ore, dovrà intervenire; l’ammonimento da parte del Questore: in questo caso l’autore della condotta (minorenne ma con età superiore ai 14 anni) verrà convocato insieme ai genitori dal Questore che, se sussisteranno i presupposti, lo ammonirà per  il suo comportamento (provvedimento analogo a quello anti-stalking) invitandolo quindi a tenere una condotta conforme alla legge. In ogni caso gli effetti dell’ammonimento cesseranno al compimento dei diciotto anni.

Altra novità importante consiste nell’aver previsto per le scuole, riconoscendo quindi il loro ruolo preminente, la formazione specifica degli insegnanti (corsi di formazione nella prevenzione e nel contrasto del cyberbullismo) con l’individuazione di un referente che possa relazionarsi anche con le forze dell’ordine e le associazioni sul territorio.

Quali le caratteristiche principali del Cyberbullismo?
Essenzialmente le seguenti. Accessibilità illimitata: il cyberbullo può raggiungere la sua vittima in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo considerati i dispositivi mobili oggi nella disponibilità dei ragazzi; spettatori infiniti: la diffusione in rete di contenuti e immagini diffamatorie e/o denigratorie del cyberbullo é pressoché illimitata; assenza di feed back emotivo: il cyber bullo non percepisce la reazione emotiva negativa (es. paura, vergogna..) della sua vittima e perde il senso della gravità del suo comportamento; replicazione dei cyberbulli: molti diventano cyberbulli condividendo i contenuti e le immagini del cyber bullo.

Come i genitori posso aiutare i propri figli a difendersi dal Cyberbullismo?
Innanzitutto creando con i propri figli un dialogo quotidiano accogliente e disponibile all’ascolto, dimostrativo dell’interesse concreto verso la loro esperienza di vita. Così facendo i genitori saranno in grado di accorgersi anche dei piccoli ma grandi cambiamenti del comportamento dei propri figli (come per esempio inappetenza, difficoltà al riposo, scarsa concentrazione, isolamento …) che potranno essere più facilmente intesi quali importanti campanelli di allarme che qualcosa nella loro vita non va come dovrebbe. Fondamentale poi conoscere anche le loro abitudini, frequentazioni ed utilizzo dei dispositivi elettronici.

I genitori non possono più nascondersi dietro al fatto che non sanno usare il pc, non conoscono Facebook né gli altri dispositivi o disinteressarsi di come i propri figli li utilizzano. L’adolescenza dei propri figli nel contesto delle mutate abitudini sociali non debbono trasformarsi anche in una libertà assoluta degli stessi che, senza regole e tutele concrete da parte degli adulti, rischiano oggi di farsi ancor più male che nel passato. 

Per avere risposte sui vostri dubbi in materia legale, potete contattare l’avvocato Fois scrivendo a dirittoetutela3.0@gmail.com

11 giugno 2017
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