COMUNE CRESPINO (ROVIGO) Il consiglio comunale vota lo scioglimento dell’Unione dell’Eridano nata nel 2001. La minoranza con Luca Crepaldi vota contro e ritiene che questa sia una scelta che non porterà ad un miglioramento dei servizi offerti, “salto al b

L’Eridano si scioglie, l’opposizione di Crespino amareggiata

Sagra della rana 02 - 21agosto - 03 settembre 2017

L'Eridano si scioglie. L'unione di Comuni che raggruppava alcuni servizi comunali di Polesella, Bosaro, Guarda Veneta e Crespino chiuderà i battenti a partire dal primo gennaio 2018. Ancora sei mesi, quindi, poi l'unica Unione di Comuni polesani diventerà un ricordo.  A causarne la morte sono gli eccessivi costi di gestione, nel senso che la sostenibilità di questa aggregazione di funzioni è diventata troppo esosa per le casse dei quattro Comuni. I singoli comuni quindi fanno passare in consiglio comunale lo scioglimento, come quello di Crespino. La minoranza con il consigliere Luca Crepaldi si è espressa in modo contrario rispetto alla maggioranza ritenendola una scelta fatta al buio senza nessun raffronto tra i costi che attualmente l’Eridano assorbe ed i costi che dovranno necessariamente essere sostenuti



Crespino (Ro) - Una scelta che va contro quanto detto in campagna elettorale. Il consiglio comunale di Crespino nell’ultimo consiglio comunale, ha deliberato lo scioglimento dell’Unione dell’Eridano nata nel 2001. 

A renderlo noto è il consigliere di minoranza Luca Crepaldi che ricorda come “il Sindaco in campagna elettorale aveva detto di credere a questa Unione. Cosa che ad oggi non ha trovato fondamento in quanto proprio a partire dal 2014 a distanza di tre anni si è constatato il contrario visto che l’Unione viene chiusa dopo una lenta agonia. I dati alla mano confermano quanto si afferma, in quanto il Sindaco ancorché assessore dell’Eridano, ha partecipato solo a poco più del 50% delle riunioni di giunta, per il 2016 in particolare ha partecipato al 38%, con gli altri sindaci che hanno avuto la media di presenze superiori al 90%. Non possiamo accettare una generica giustificazione ‘ho partecipato alle giunte a seconda dell’importanza degli argomenti trattati’. Questo atteggiamento dimostra che la sua volontà a rafforzare, rilanciare o semplicemente migliorare l’Eridano è stata latente se non nulla”.

Il consigliere evidenzia come ben presto “sono stati fatti cadere percorsi già iniziati per far confluire funzioni e personale in Unione e non è stata presa in considerazione l’ipotesi già concretamente avviata di ampliare l’Unione ad altri comuni limitrofi e di far rientrare in Unione il comune di Pontecchio, che dopo un paio di incontri in tale senso, non ha avuto alcun seguito nonostante l’interesse e le ripetute telefonate che non hanno avuto risposta. - commenta - Con questa scelta, sono venuti meno tutti i validi ed importanti obiettivi programmatici di cui all’art.3 della statuto dell’Unione per questo la minoranza ha espresso voto contrario alla delibera di Consiglio”. 

Secondo la minoranza lo scioglimento dell’Unione non porterà ad un miglioramento dei servizi offerti ora dall’Unione, ma farà mancare ad esempio ai cittadini un ufficio tributi invidiato da tante amministrazioni, “grazie al quale nostri concittadini ricevono alle scadenze previste mod. F24 già prestampati, con gli importi già definiti; vedremo se in futuro si potrà contare su un servizio così o se ci si dovrà attrezzare per andare su un simulatore in internet, - afferma Crepaldi - compilare da soli il modello di pagamento o recarsi da un commercialista o da un patronato per adempiere agli obblighi tributari, con costi prima inesistenti; a questo si aggiungono il trasporto scolastico, seppur utilizzato da pochi, ma svolto con efficienza ed economicità, la biblioteca che garantisce un prezioso servizio alla collettività”.

Non c’è la minima traccia di cosa questa amministrazione comunale abbia intenzione di fare per garantire i servizi ora offerti dall’Eridano, da qui alla fine dell’anno mancano sette mesi ed in questo periodo ristretto si dovrà stabilire come continuare ad offrire uno standard minimo di servizi - afferma - che per un piccolo comune, con bilanci già ridotti al minimo, non potranno che essere di qualità e quantità inferiore rispetto alla situazione attuale, è quasi una certezza. Quello che andrà finire è ormai cosa certa, l'’Eridano, quello che ci tornerà a livello di servizi è del tutto indefinito. Questa è una scelta fatta al buio, senza nessun raffronto tra i costi che attualmente l’Eridano assorbe ed i costi che dovranno necessariamente essere sostenuti, anche nella infausta ipotesi di tagliare servizi ritenuti non più necessari; non si è riflettuto sul fatto che un comune da solo e di piccole dimensioni perde peso nei confronti della Provincia rispetto ad una Unione rappresentata da 7/8 migliaia di cittadini”.

12 giugno 2017
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