IL CASO A ROVIGO In giudizio sconfitta l'Inps, che aveva inviato gli addebiti. Una vittoria importante, quella conseguita dagli avvocati Paolo Guidorzi e Sebastiano Casolino

Pensione ridotte perché hanno case in affitto. Ma vincono loro

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Inizia ad incassare colpi giuridici non da poco, l'operazione dell'Inps che aveva visto l'ente previdenziale inviare note di addebito a numerosi professionisti e lavoratori che, dopo la pensione, si erano dedicati ad altro. Secondo Inps, si tratterebbe di attività di impresa che producono reddito e che giustificano il recupero di parte dell'indennità erogata, ma secondo alcuni giudici, no. Una delle prime sentenze in merito riguarda proprio il Polesine


Rovigo - Se, dopo la pensione, si affittano appartamenti, percependo ovviamente somme in denaro, non è un motivo sufficiente perché Inps intervenga con addebiti di parziale recupero dell'indennità pensionistica erogata. Una delle prime sentenze di questo tipo è stata emessa proprio a Rovigo, sancendo una importante vittoria per gli avvocati Paolo Guidorzi e Sebastiano Casolino, col giudice che che ha accolto il loro ricorso, che aveva impugnato gli addebiti di Inps.

Secondo l'ente previdenziale, infatti, i ricorrenti avevano creato una società che, come attività, affittava appartamenti e immobili. Quando bastava per intervenire recuperando parte della pensione versata. Ma i diretti interessati hanno presentato ricorso, ottenendo l'accoglimento delle proprie tesi da parte del giudice del Lavoro, in questo caso quello di Verona, di fronte al quale si era radicata la causa.

A giudizio di quest'ultimo, la pretesa di Inps non era fondata, anche alla luce dei giudizi della Cassazione, secondo la quale "l'attività di mera riscossione dei canoni di un immobile affittato non costituisce di norma attività d'impresa, indipendentemente dal fatto che ad esercitarla sia una attività commerciale"

12 giugno 2017
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