IL CASO DEI LAMPIONI IN VIA SINESIO CAPPELLO (ROVIGO) L’osservatorio di Sant’Apollinare incontra il Comune e fa una proposta

"Mettere pure i lampioni ma dateci un interruttore per spegnerli"

Fondazione Cariparo Nuove Generazioni

Un incontro che ha smorzato le preoccupazioni dell’Osservatorio astronomico di Sant’Apollinare che avevano sollevato dubbi rispetto all’ipotesi dell’amministrazione comunale di posizionare dei lampioni proprio nella via adiacente alla sede, in via Sinesio Cappello (LEGGI ARTICOLO). Gli osservatori sono per legge tutelati dall’inquinamento luminoso e piazzare delle luci proprio a lato dei telescopi creerebbe problemi decisamente notevoli. Ma sembra che il Comune abbia tutta l’intenzione di andare incontro al lavoro dell’osservatorio che chiede a gran voce di non piazzare luci a led. Emerge anche un’altra proposta: la possibilità di mettere un interruttore all’interno dell’osservatorio che spegnerebbe i lampioni solo per qualche ora, nelle notti in cui si fa ricerca



Rovigo – L’idea del Comune aveva fatto drizzare i capelli in testa a tecnici e astrofili che lavorano all’interno dell’Osservatorio astronomico di Sant’Apollinare. L’amministrazione comunale, nel nuovo piano dei punti luce nelle frazione, ha scelto di posizionare dei lampioni proprio nella via dell’Osservatorio Astronomico, via Sinesio Cappello, che per legge è tutelato dall’inquinamento luminoso. Le luci, infatti, creerebbero un riflesso sufficiente a rendere impossibile l’utilizzo dei telescopi. Ma allo stesso tempo i cittadini chiedono all’amministrazione la luce in quella via al buio.

Nel pomeriggio di lunedì 12 giugno il Gruppo astrofili polesani ha incontrato a Palazzo Nodari il sindaco Massimo Bergamin e l’assessore Antonio Saccardin per chiarire la situazione. L’amministrazione ha deciso di andare incontro all’osservatorio, non potendo tra l’altro fare diversamente visto che l’osservatorio è tutelato per legge dall’inquinamento luminoso. “Il problema è che il contratto che il Comune ha con la Consip prevede l’installazione di luci al led, dannosissime per i telescopi – spiega Luca Boaretto, del Gruppo Astrofili Polesani – Quindi abbiamo chiesto al Comune di trovare un accordo con la ditta e mettere luci che siano ambrate o al sodio, in modo da non produrre rifletti che danneggerebbero l’utilizzo dei telescopi. Hanno promesso che lo faranno perché nonostante la ditta abbia assicurato che i led sono a norma, per quanto possano essere bassi, noi sappiamo che creano riflesso e che danneggerebbero il lavoro dell’osservatorio”.

“Abbiamo fatto una proposta al Comune, sulla stregua di un progetto già in corso a Vicenza – continua Boaretto – Mettere un interruttore all’interno dell’osservatorio. In questo modo potremmo spegnere le luci solo nei momenti in cui facciamo ricerca con l’uso dei telescopi (all’incirca tre ore, un paio di volte a settimana). Così il Comune sarebbe libero di mettere quante luci vuole e del tipo che più gli aggrada, i cittadini sarebbero accontentati e noi anche. Hanno detto che ci penseranno”.

13 giugno 2017




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