POLESELLA (ROVIGO) Il circolo Noi di Raccano è andato nel comune terremotato di Arquata del Tronto per consegnare alla parrocchia un assegno di 1000 euro 

Piccola goccia di solidarietà verso chi ha perso tutto

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Una giornata per scoprire la città di Ascoli Piceno e di Arquata per una delegazione del circolo Noi di Raccano di Polesella che hanno visto con i proprio occhi la situazione post terremoto. Prima di ritornare in Polesine hanno donato un assegno alla parrocchia di 100 euro promettendo di preparare una mostra fotografica di quanto hanno potuto vedere per la prossima sagra del circolo Noi 



Polesella (Ro) - Dopo qualche mese dal sisma che ha colpito, nell’autunno del 2016, il centro Italia, il Circolo Noi della piccola frazione di Raccano di Polesella ha voluto esprimere la solidarietà alle famiglie che hanno perso la casa, il lavoro e nei casi più gravi anche qualche famigliare, donando un contributo di 1000 euro nelle mani di don Nazzareno Gaspari, parroco di Arquata del Tronto, di fresca nomina, già assistente spirituale dell’Ascoli Calcio e membro della scuola sacerdotale a Loppiano. 

A rappresentare il circolo Noi, lunedì 29 maggio, sono state due coppie di sposi (Massimo e Moira, Antonio e Maria Grazia), la cuoca (Emilia) e il parroco di Raccano Don Umberto. “Abbiamo potuto visitare anzitutto la graziosa città di Ascoli Piceno ed essere accolti dal Vescovo Giovanni d’Ercole, che ci ha ringraziati per la vicinanza e il sostegno concreto offerto alla gente, - raccontano - quindi ci siamo recati ad Arquata e in alcune delle tredici frazioni che compongono il suo Comune. Don Nazzareno munito del lasciapassare per entrare nella zona rossa, ci ha accompagnato a vedere le tante case crollate, l’impressione avuta è come se il tempo si fosse fermato all’istante e tutti fossero fuggiti, tutto attorno un silenzio assoluto, gli oggetti ancora sulle tavole o nelle credenze che si intravvedevano dalle pareti squarciate, abiti ancora stesi e oggetti della vita quotidiana disseminati qua e là. Anche le chiesette in situazione pietosa, con gli affreschi e gli antichi altari bastonati e sfigurati dalle travi e dai massi di tufo crollati. Negozi e alberghi impraticabili a ricordare il danno economico al lavoro e al turismo, oltre che alle ferite più profonde per la paura che si scatena quando la terra trema sotto i piedi, che come bestia famelica sembra volere ingoiare tutto. Pretare, Spelonga, Pescara e Trisungo le località di alcune centinaia di abitanti che abbiamo visitato, trovando di tanto in tanto gli operai al lavoro per rimuovere montagne di detriti, e poi vigili del fuoco, esercito e carabinieri che sorvegliavano ogni cosa. Scenario di guerra”. 

Il gruppo si è fermato a recitare una preghiera di suffragio davanti a un cippo commemorativo nella casa dove sono morti due ragazzi giovanissimi, dove comparivano una croce e un fiore colorato a tenere viva la speranza cristiana. “A dire il vero siamo stati noi a ricevere molto di più di quanto la modesta realtà di Raccano ha potuto donare” conclude il gruppo che si è promesso di continuare la fratellanza nata in questa circostanza, preparando una mostra fotografica di quanto hanno potuto vedere per la prossima sagra del circolo Noi e continuando a raccogliere piccole gocce di solidarietà umana. 

13 giugno 2017
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