FONDAZIONE CULTURA ROVIGO I consiglieri del Pd Andrea Borgato e Giorgia Businaro intervengono sulle dimissioni del presidente Giampiero Beltotto

Un’altra sconfitta, “ma quale capitale della cultura”

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Sulle clamorose dimissioni del presidente della Fondazione Cultura, Giampiero Beltotto, dovute come lui stesso scrive nella lettera che accompagna la rinuncia dell’incarico (LEGGI ARTICOLO), alla burocrazia comunale e ai dirigenti che hanno bloccato qualunque suo tentativo di “cominciare”, intervengono i consiglieri del Partito Democratico Andrea Borgato e Giorgia Businaro. I due segnalano l’ennesima sconfitta dell’amministrazione Bergamin, tra l’altro sulla cultura, proprio a pochi giorni dall’annuncio della candidatura di Rovigo a capitale della cultura 



Rovigo - “Sarà anche vero che la macchina burocratica comunale possa aver giocato un ruolo in questo epilogo della vicenda ma ciò che appare ancora più evidente è la sconfitta, anche sul versante della cultura, dell'amministrazione Massimo Bergamin”. Sono le parole dei consigliere comunali del Partito democratico Andrea Borgato e Giorgia Businaro che intervengono in merito alle dimissioni del presidente della Fondazione Cultura, Giampiero Beltotto.

“Per troppi mesi si sono tenute nei cassetti le idee e i progetti attorno alla Fondazione e al suo potenziale e futuro ruolo rispetto al Teatro Sociale, al Museo dei Grandi Fiumi e alle iniziative culturali della città – continuano i consiglieri di opposizione – Mai se ne è parlato alla luce del sole, in consiglio comunale ad esempio, la sede più autorevole e democratica in cui la politica può far valere le sue ragioni e i suoi indirizzi anche sulle regole e i meccanismi della dirigenza e degli uffici. Se tutto si è impantanato due possono essere, a nostro avviso, le ragioni: o non c'era alcun progetto (ed è la scatola vuota che nessuno ha riempito in questi mesi) oppure il progetto che la giunta comunale aveva in testa non era chiaro”.

“Beltotto, uomo forte di Luca Zaia, se ne va da Rovigo stanco di aver aspettato per nulla. Ma è la politica di ‘piccolo cabotaggio’ anche stavolta, ad aver fallito. Non si può pensare a candidare la città a capitale della cultura con un semplice annuncio e a distanza di un paio di settimane assistere al naufragio della Fondazione che avrebbe dovuto, almeno dalle parole dell’assessore Andrea Donzelli, assumere un ruolo determinante sui temi e le strutture della cultura in città. Ancora una volta restiamo ai margini del territorio regionale e nazionale, rischiando di perdere risorse preziose per le prossime stagioni, per i progetti culturali e per i lavoratori che sono ad essi collegati, mentre questa amministrazione continua a governare senza idee assumendosi responsabilità enormi sul futuro della città”.

13 giugno 2017
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