CONFAGRICOLTURA LENDINARA (ROVIGO) Si è tenuto il convegno su turismo e territorio con il presidente nazionale di Agriturist Cosimo Melacca

Luci ed ombre degli agriturismi regionali 

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Più qualità e promozione degli agriturismi, ma meno burocrazia: questo è quello che è emerso dal convegno “A tavola con l’agriturismo d’autore” promosso da Agriturist Veneto dove è emerso che oggi bisogna puntare su qualità, sincerità dei prodotti e capacità di fare squadra



Lendinara (Ro) – “Portate le chiavi degli agriturismi ai politici, e vedremo se sapranno farli funzionare”. È la provocazione lanciata da Cosimo Melacca, presidente nazionale di Agriturist, durante il convegno “Prodotti tipici, cultura, turismo e territorio”, che si è svolto martedì 13 giugno alla biblioteca di Lendinara, in provincia di Rovigo, in apertura dell’evento “A tavola con l’agriturismo d’autore”, promosso da Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura Veneto.

Nel convegno, al quale hanno preso parte molti sindaci del territorio e rappresentanti delle associazioni agrituristiche del Veneto e dell’Emilia Romagna, si è posto l’accento sulla necessità di puntare su qualità, sincerità dei prodotti e capacità di fare squadra per esprimere le grandi potenzialità del turismo rurale regionale. Tutti, però, hanno concordato come sia indispensabile la regia di una politica capace di valorizzare il territorio e le aziende che ne mantengono la bellezza, spingendo il pedale sulla sburocratizzazione degli oneri aziendali, che oggi gravano in maniera pesante sulle tante realtà agrituristiche regionali. 

 

Il Veneto, come ha spiegato Leonardo Granata, presidente regionale di Agriturist, ha una grande attrattività turistica, forte di 53.428 strutture ricettive (alberghiere e extralberghiere) per complessivi 707.406 posti letto. Gli agriturismi sono 1.465, ma solo 931 svolgono il servizio di pernottamento, per un totale di 13.246 posti letto. L'agriturismo rappresenta quindi l'1,74% delle strutture ricettive totali della regione, con un numero di posti letto pari all'1,87 dei posti letto complessivi disponibili. Secondo i dati dell’ufficio statistico regionale, nel 2016, su un totale complessivo di arrivi in Veneto pari a 17.856.567, le aziende agrituristiche hanno registrato 282.932 arrivi, contro 12.203.112 del settore alberghiero, campeggi e villaggi 2.591.640 e 1.896.909 degli alloggi privati.

“Nella nostra regione per attività agrituristica s'intende esclusivamente l'attività di ricezione e ospitalità. – ha osservato Granata - Rimane quindi escluso tutto il vasto settore del turismo rurale che è regolamentato separatamente ancora dalla legge regionale del 2012, al contrario della legge quadro nazionale, che tiene unite in capo all'azienda le diverse possibilità di offerta turistica e la multifunzionalità del settore primario. Riteniamo una priorità per le aziende agricole riportare all'unità questo quadro che si è ora frammentato e la partecipazione a pieno titolo della specificità turistica agricola (agriturismo, turismo rurale, fattorie didattiche, valorizzazione e vendita di prodotti tipici, reti, manutenzione e tutela del territorio) nel più ampio contesto del turismo tradizionale”.

Melacca ha ricordato come sia di difficile applicazione la legge regionale, che al contrario di altre regioni come Toscana ed Emilia Romagna obbliga gli agriturismi con ristorazione a offrire il 65% dei propri prodotti in menù, e come siano penalizzanti i meccanismi burocratici: “Se fai fattoria didattica devi avere ricevuta e fattura, se fai turismo rurale devi avere un’altra ricevuta e un’altra fattura, se fai agriturismo devi averne altre ancora. Ci alziamo alle 5 e mezza a andiamo a letto a mezzanotte, ma quando si tira la riga dei conti non quadra. Le regole devono essere applicabili, perché con la sola fantasia non si va da nessuna parte”.

Matteo Mingardo, organizzatore del Festival delle Basse, ha sottolineato l’importanza degli agriturismi per le manifestazioni che riscoprono il territorio. Un connubio che può lavorare bene quando il prodotto è capace di raccontare una terra e una storia, facendo riscoprire patrimoni culturali ed enogastronomici dimenticati. Un valore aggiunto che va sostenuto, secondo il giornalista enogastronomico Maurizio Drago, “sburocratizzando al massimo la produzione delle piccole aziende agricole e degli agriturismi, anche se è giusto controllare e punire chi sgarra”. Alle molte lagnanze che si sono levate su cavilli e paradossi burocratici come ad esempio “Per vendere una marmellata fatta in casa devo creare un registro di corrispettivi” del polesano David Nicoli), Renato Francescon e Alessandra Scudeller, responsabili per la Regione Veneto del settore agrituristico e dei prodotti tipici, hanno risposto chiarendo che il loro ruolo è quello di far rispettare quello che la politica decide: “Il settore agrituristico ha messo insieme il settore agricolo e quello turistico, prima e seconda industria della Regione. Il Veneto si è impegnato a fare il meglio, ma anche gli agriturismi devono impegnarsi di più e fare squadra”. 

Scudeller ha sottolineato come il turismo stia cercando sempre più il lusso e le produzioni di nicchia: “C’è un crollo degli hotel a 1 e 2 stelle e una crescita dei 4 e 5 stelle, con un balzo del 150 per cento degli agriturismi. Gli italiani restano 2 o 3 giorni, gli stranieri anche una settimana e cercano sapori perduti, come la cozza di Scardovari o l’aglio polesano”.

Paolo Giolo, presidente provinciale di Slow Food, ha confermato l’attività preziosa degli agriturismi, “che svolgono un lavoro prezioso di valorizzazione dei prodotti della terra e di recupero di usanze del passato”. Paola Pedroni, presidente di Agriturist Emilia, ha sottolineato l’importanza di una promozione comune: “Il Delta del Po ha un patrimonio unico e un potenziale turistico incredibile, però non può essere spezzettato in due, ma deve essere visto con un’unitarietà progettuale da Veneto ed Emilia Romagna”.

Al convegno erano presenti Giuseppe Tasso, sindaco di Fratta Polesine, Marco Balbo, sindaco di Urbana, e Giovanni Rossi, sindaco di Badia Polesine, oltre al padrone di casa Luigi Viaro con l’assessore alle attività produttive Sandra Ferrari, che hanno preso parte poi alla degustazione dei prodotti degli agriturismi che si è svolta in conclusione al Caffé Grande: “Il concetto di lavorare in squadra sembra che non riguardi i polesani, ma è un percorso che dobbiamo assolutamente fare. – ha detto Viaro - Il Polesine non può essere sempre terzo o quarto, perché ha tutte le caratteristiche per emergere se si fa un ragionamento comune sul territorio e non ci si ferma a un lavoro occasionale e sporadico. Servono idee, professionisti capaci e capacità di fare rete per valorizzare un patrimonio con potenzialità enormi”.

15 giugno 2017
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