LA PROTESTA ROVIGO Il Comitato Ambiente di Mardimago, Boara, Sarzano e Rovigo insorge contro il Comune per le promesse mai mantenute. “Ora cominciamo con le maniere forti”

Non si sa che fine ha fatto la strada promessa a Boara Polesine 

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Sempre disposti al dialogo e ad ascoltare e credere alle parole date. Ma ora il vaso sta per traboccare. Il Comitato Ambiente di Mardimago, Boara, Sarzano e Rovigo perde la pazienza e dopo mesi in attesa di una risposta dall’amministrazione promette di passare alle maniere forti. “È forse questo il vostro modo per dimostrare che oltre alla condivisione dei progetti esiste anche un interessamento reale?”



Rovigo – Un incontro, una lettera, una promessa di risposta, e poi nulla. Il Comitato Ambiente di Mardimago, Boara, Sarzano e Rovigo ha atteso invano che l’amministrazione comunale venisse incontro alle loro richieste senza ottenere più neppure un cenno. “Dopo un incontro ed un sopralluogo con gli assessori competenti, che servivano a condividere la necessità della costruzione di una strada di collegamento, che ovviasse al traffico pesante e anomalo, che produce sia l’azienda Nuova Amit con sede in via Curtatone a Boara Polesine, e sia le aziende e attività produttive circostanti, in data 14 marzo 2017, abbiamo ritenuto opportuno sollecitare i rappresentanti del Comune di Rovigo per avere risposta, ed è stato fatto con una lettera scritta, alla quale ci sia aspettava per dovere una risposta altrettanto puntuale. Da allora sono passati tre mesi, ma dagli assessori competenti non è stato possibile ottenere un segnale e un incontro, che facesse il punto sul loro promesso interessamento”. 

Sono le parole del coordinatore del Comitato, Carlo Franzoso, che continua: “E dire che la soluzione ipotizzata potrebbe davvero evitare gli inconvenienti che da anni sono oggetto di disagi e di proteste da parte nostra e da parte di altri Comitati sorti successivamente. Ma ci domandiamo se è questa la sensibilità dei nostri rappresentanti comunali? Ci chiediamo se è questo il modo per dimostrare che oltre alla condivisione dei progetti esiste anche un interessamento reale degli uffici competenti? Finora ci siamo sempre comportati come persone che credevano alle parole date come fonte di impegno serio senza far sfociare il nostro disagio in manifestazioni pubbliche di protesta, ma ci rendiamo conto che spesso chi alza la voce e urla il proprio disagio ottiene maggiori attenzioni. Ebbene, è giusto che si sappia che le frazioni interessate dai problemi che abbiamo da tempo evidenziato all’amministrazione comunale non potranno vedersi ignorate solo per avere usato, finora, le buone maniere e rispettato le procedure burocratiche ed istituzionali previste dai protocolli. Vogliamo solo ricordare che in passato per problemi analoghi siamo riusciti a coinvolgere anche l’azione della Procura della Repubblica”.

15 giugno 2017
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