OMICIDIO PORTO VIRO (ROVIGO) Pochi minuti fa i carabinieri hanno arrestato Gino Sarto, 65 anni: sarebbe l'autore dell'omicidio di Miranda Sarto, 83 anni

"L'ha ammazzata il nipote". Svolta nel caso e arresto

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Gli investigatori ritengono di avere risolto l'omicidio di Miranda Sarto, 83 anni, la pensionata residente in via Gorghi a Porto Viro, massacrata a coltellate nel pomeriggio di  mercoledì 9 novembre, tra le 17 e le 18.30 (LEGGI ARTICOLO). Nella mattinata di venerdì 16 giugno i carabinieri hanno arrestato Gino Sarto, 65 anni, residente al piano superiore della villetta che, al piano terra, ospitava anche l'abitazione in cui viveva l'anziana uccisa



Porto Viro (Ro) - Arrestato il presunto omicida di Miranda Sarto, la pensionata di Porto Viro uccisa a coltellate nel pomeriggio di mercoledì 9 novembre scorso. L'allarme venne lanciato dai vicini, quando videro uscire dalla casa volute di fumo. Dopo l'omicidio, infatti, l'autore aveva appiccato le fiamme ad alcuni vestiti, forse con la speranza che il rogo si espandesse. Sul posto accorsero vigili del fuoco e carabinieri, con i primi che trovarono il cadavere.

Per quell'episodio era stato indagato il nipote, Gino Sarto, 65 anni, che vive al piano superiore dell'abitazione di via Gorghi, poco distante dal centro. L'arresto a suo carico è scattato nella mattinata di venerdì 16 giugno, con tre pattuglie dei carabineri che si sono presentate lì, arrestando il nipote, difeso dall'avvocato Marco Casellato di Adria.

I carabinieri, presenti in forze, sono saliti sino all'abitazione di Sarto e lo hanno condotto a bordo, per poi essere portato in carcere e messo a disposizione dell'autorità giudiziaria. A coordinare le indagini, il pubblico ministero Andrea Girlando. L'arresto, su ordinanza, è scattato dopo che la Procura aveva ricevuto i risultati delle analisi condotte dai carabinieri del Ris sulla scena del crimine. Evidentemente, dal punto di vista dell'accusa, era il tassello che mancava prima della mossa definitiva.

A quanto emerso nel periodo successivo all'arresto, il clima in quella abitazione non sarebbe stata sereno, alla luce di tensioni che avrebbero contrapposto soprattutto il nipote all'amico di Miranda, settantenne residente nel Mesolano. Per uno di questi scontri si era arrivati addirittura al processo, per querele incrociate (LEGGI ARTICOLO). Ora, la svolta nel caso. Nelle prossime ore, la difesa, con l'avvocato Marco Casellato, studierà come muoversi.

Nelle settimane successive all'omicidio erano stati sequestrati vari oggetti di Sarto, attrezzi per bricolage e altro. Impressionante il dispiegamento di forze messo in campo, con numerose pattuglie dei carabinieri che, verso le 10, hanno circondato la casa, procedendo all'arresto.

Un risultato che premia l'enorme lavoro investigativo
dei carabinieri del Nucleo investigativo, guidato dal capitano Nicola Di Gesare. e della Compagnia di Adria, guidati dal capitano Rolando Giusti. Il dissapore tra i due sarebbe stato creato da motivi economici, oltre che di vicinato. Sarto, sentito dagli investigatori, avrebbe fornito indicazioni ritenute fuorvianti, sui suoi spostamenti in orari corrispondenti a quelli dell'omicidio.

"Sono state indagini estremamente complesse - ha detto il capitano Di Gesare - a causa di uno scenario contaminato dall'incendio appiccato dal responsabile. Non abbiamo avuto una scena del delitto 'semplice'. Il fatto che nello stesso complesso risiedessero numerosi conoscenti e parenti ha reso necessario chiarire i rapporti reciproci. Anche le assunzioni di testimoni non sono state semplici. Hanno dovuto subire più vaglia, sia da parte dell'autorità giudiziaria che nostra".

"Nei mesi abbiamo cominciato ad avere alcuni punti fermi, alcune crepe nella versione del Sarto, su cui abbiamo lavorato per rafforzare l'ipotesi investigativa. Complesso anche il lavoro consistente nel collocare il Sarto nell'abitazione della vittima in corrispondenza dell'orario dell'omicidio. I nostri uomini hanno setacciato tutta l'area interessata dall'incendio. Cercando tutto quello che poteva essere utile per collocare terze persone in quella casa. Alla fine abbiamo trovato una parte di vestito di Sarto, laddove lui aveva dichiarato che da almeno due anni non frequentava quella casa".

Il procuratore Carmelo Ruberto ha avuto parole di ringraziamento per il suo sostituto Andrea Girlando, oltre che per i carabinieri dell'Investigativo e della Compagnia di Adria. Il tutto, come detto, nel contesto, di una indagine assolutamente non facile. Magistrato e investigatori, la notte successiva alla scoperta dell'omicidio, hanno lavorato fianco a fianco in quella casa tutta la notte, con un primo intervento che ha posto le basi per i successivi sviluppi.

"Sono orgoglioso di dirigere un ufficio composto da magistrati come il sostituto Andrea Girlando e vorrei sottolineare la efficienza, lealta e professionalità dei nostri investigatori". La dinamica dell'omicidio avrebbe visto prima la anziana venire accoltellata, poi finirla con numerose coltellate. Tra i motivi di malumore, oltre al fatto che il nipote si sentiva messo da parte, per i lavori domestici e i soldi che ne derivavano, il fatto che Sarto lamentasse, da parte di Miranda Sarto, l'accensione della stufa che gli provocava problemi. In una occasione la avrebbe pesantemente minacciata proprio per questo.

16 giugno 2017
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