PERSONALE COMUNE ROVIGO I lavoratori non mollano la presa sulle conseguenze dell’ispezione del Mef del 2012 ovvero il blocco del loro salario accessorio da ben 5 anni

I dipendenti chiedono le dimissioni dell’assessore e lo spostamento del dirigente 

La protesta dei dipendenti a Palazzo Nodari e in alto l'assessore Saccardin con il dirigente Cavaliere
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Erano circa un centinaio i lavoratori in assemblea durante la mattinata di mercoledì 21 giugno. Il tema: punto della situazione sulla delibera di ricostruzione del salario accessorio dei dipendenti che subisce l’ennesimo stop (LEGGI ARTICOLO). E la rabbia cresce tra i lavoratori stanchi di promesse non mantenute e di una politica non in grado di intervenire in loro favore. Chiedono dunque le dimissioni dell’assessore al personale Antonio Saccardin per il fallimento nella gestione della questione e lo spostamento di un interlocutore, principale autore del blocco della delibera, il dirigente Alfonso Cavaliere


Rovigo – Arrabbiati, esasperati, ma non rassegnati: è questo l’umore dei dipendenti del Comune di Rovigo che nella mattinata di mercoledì 21 hanno partecipato all’assemblea dei lavoratori, davvero numerosi, per condividere coi i sindacati lo stato dell’arte sulla fantomatica delibera di ricostituzione del fondo del salario accessorio. Dopo quella che i sindacati definiscono “una clamorosa retromarcia del sindaco”, un comportamento schizofrenico di una amministrazione che avrebbe promesso di intervenire per poi lasciare carta bianca ai dirigenti, i dipendenti sono ancora più arrabbiati. Per loro, la ricostruzione del fondo del salario accessorio sarà probabilmente una briciola rispetto al passato e così sarà anche per gli anni futuri se passerà la bozza di delibera scritta dal dirigente.

Il personale, però, a differenza della politica di Palazzo Nodari, non molla la presa e chiede le immediate dimissioni dell’assessore Antonio Saccardin ed il trasferimento delle mansioni da Alfonso Cavaliere ad un altro dirigente, anzi lo spostamento proprio di dirigente e funzionario (Daniela Scippioni) in altri ruoli, non certo più al personale. “Il personale chiede le dimissioni di Saccardin vista l’incapacità nella gestione di questa vicenda – spiega Paolo Zanini, Cgil – magari ammettendo anche il suo fallimento. E chiedono anche lo spostamento del dirigente visto che con questa struttura non si riesce a comunicare, vogliono altri interlocutori”. Due richieste che sono state inviate al sindaco in forma di lettera deliberata dall’assemblea dei dipendenti. In attesa di risposta, i lavoratori si organizzeranno in piccoli gruppi per presidiare tutti i giorni il Salone d’Onore di Palazzo Nodari con striscioni e cartelli per tenere accesa l’attenzione sulla questione.

“Un passo indietro della politica davvero clamoroso – aggiunge Cristina Garbin, Uil – Lasciano fare tutto alla dirigenza che si è potuta tranquillamente inserire nel buco vuoto lasciato dalla mancanza di prese di posizione dell’amministrazione. Se il sindaco ha fatto un passo indietro sarà sicuramente stata la giunta a dirgli di lasciare perdere. Che qualcuno abbia il coraggio di metterci la faccia e intanto almeno che se ne torni a casa Saccardin, dopo tutte le promesse non mantenute”.

 

 

21 giugno 2017
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