PERSONALE COMUNE DI ROVIGO Passa come una riorganizzazione dell’ente, ma di fatto la giunta toglie la gestione delle “risorse umane” al dirigente,Alfonso Cavaliere che si è rifiutato si firmare la delibera sul salario accessorio che Bergamin voleva 

Il sindaco “caccia” chi gli dice no

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Accolta una delle richieste fatte dai lavoratori dell’ente: lo spostamento del dirigente competente per il personale. Parliamo di Alfonso Cavaliere che, nonostante i solleciti del sindaco Massimo Bergamin sulla redazione della delibera di ricostruzione del fondo per il salario accessorio, si era rifiutato di procedere, ritenendo illegittimo l’atto. E così, il sindaco lo sposta. Quella delibera la farà qualcun altro. Nello specifico, la dirigente Nicoletta Cittadin che lascia le competenze sul teatro Sociale e ricevere “in cambio” il personale. L’assessore Antonio Saccardin, invece, per il quale i dipendenti avevano chiesto le dimissioni (LEGGI ARTICOLO), non ha alcuna intenzione di lasciare la poltrona



Rovigo – Se il dirigente si rifiuta di firmare una delibera, il sindaco lo sposta. È quello che è successo in Comune a Rovigo dove, magicamente, all’indomani della richiesta dei sindacati di cambiare interlocutore sulla vicenda del Mef e del rifiuto dello stesso dirigente (oggetto della richiesta di spostamento) di predisporre la delibera su ordine del sindaco Massimo Bergamin, ecco che la giunta approva una modifica all’assetto organizzativo dell’ente. Ovvero, i dirigenti si scambiano le deleghe. In altre parole, se il dirigente Alfonso Cavaliere non firma la delibera sulla ricostituzione del fondo del salario accessorio, la firmerà qualcun altro.

A cambiare l’assetto organizzativo dell’ente, secondo la delibera approvata dalla giunta, sarebbe la necessità di “riformale l’assetto generale tenendo conto delle mutate necessità di governo e delle connesse esigenze operative”. Ma tra le righe, è chiaro che sindaco e giunta, avrebbero deciso di spostare una competenza fondamentale in questo momento, come le risorse umane, alla luce del blocco di quella delibera del salario accessorio che i lavoratori attendono ormai da tempo. A prendere in carico la questione del Mef, dunque, sarà la dirigente Nicoletta Cittadin, che “in cambio” lascia il teatro Sociale a Cavaliere. 

In altre parole, il sindaco avrebbe accolto una delle due richieste dei sindacati: la sostituzione dell’interlocutore nella vicenda del Mef, ovvero lo spostamento del dirigente, che la giunta ha approvato. Niente da fare, invece, per la seconda richiesta, ovvero le dimissioni dell’assessore al personale Antonio Saccardin, che risponde ai lavoratori: “Non ho alcuna intenzione di dimettermi, ho fatto la mia parte”. Ma se un dirigente, che da tempo aveva in mano la questione, si rifiuta di firmare la richiesta del sindaco Massimo Bergamin di inserire altri soldi nella ricostruzione del fondo, giudicandolo illegittimo, un altro dirigente la firmerà?

22 giugno 2017
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