CASA DI RIPOSO ADRIA (ROVIGO) Costernazione in consiglio comunale: "Già firmato un accordo con Ater per la nuova sede". Bobo: "Nessun segreto e nulla di definitivo". La presidente: "Progetto portato avanti assieme"

Esplode la bomba Csa, "c'è un accordo segreto"

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Il consiglio comunale della serata di giovedì 13 luglio ha regalato una vera e propria "bomba", sotto molti punti di vista, che scoppia su una questione già arroventata: ossia la situazione del Csa, il Centro servizi anziani di Adria, da tempo al centro delle polemiche per svariate questioni



Adria (Ro) - Un "accordo" segreto che spunta in consiglio comunale, col sindaco che alla fine risponde in maniera affermativa alle domande dell'opposizione, venuta a conoscenza dell'esistenza di un documento. Ci sarebbe, quindi, un accordo firmato dal primo cittadino Massimo Barbujani con Ater per realizzare la nuova sede del Csa di Adria in zona Case Rosse, oltre il ponte della Chieppara. Una sorpresa anche per varie parti della maggioranza che, secondo indiscrezioni, dopo un passaggio interno lunedì 10 luglio, aveva indicato come soluzione ottimale la costruzione della nuova sede nell'area dove attualmente si trova l'auditorium, da abbattere, per poi edificare la nuova struttura.

Una questione complessa, per capire appieno la quale è necessario un passo indietro. Una delle questioni delle quali si dibatte da tempo ad Adria, riguardo la situazione del Csa, la casa di riposo cittadina, è la sorte di un finanziamento regionale da 5 milioni per la costruzione della nuova sede. Ottenuto a suo tempo e mai sfruttato. Uno dei motivi per i quali spesso è stata attaccata l'attuale presidente, affidata all'avvocato Sandra Passadore e al suo Cda.

Nel corso della riunione di maggioranza di lunedì 10, il sindaco avrebbe comunicato che il finanziamento c'è ancora. A un patto: presentare un progetto esecutivo entro il 31 agosto. Difficilissimo, alla luce della complessità del lavoro del quale stiamo parlando. Il sindaco, però, assicura che si può fare. Due le alternative tra le quali scegliere. La prima è la costruzione sul terreno dell'auditorium, vicino alla sede attuale. L'altra, quella in zona Case Rosse. In questo caso, allora, Ater, proprietaria del terreno sul quale si andrebbe a edificare, lo cederebbe in cambio della attuale sede in centro.

Una ipotesi che pare non sia piaciuta alla maggioranza, per vari ordini di motivi: in primo luogo, il cambio apparirebbe economicamente svantaggioso per il Comune; poi, la zona sarebbe un po' troppo decentrata. Insomma: in riunione di maggioranza sarebbe stata indicata come alternativa appropriata quella dell'auditorium.

Il colpo di scena arriva, appunto, nel consiglio comunale di giovedì 13 luglio, quando il consigliere comunale del Pd parla di un accordo già firmato dal sindaco con Ater. Il primo cittadino, da parte sua, non smentisce. Anche parte della maggioranza resta interdetta

Ma a ridimensionare l'aura di "segretezza" interviene la presidente del Csa Sandra Passadore, che conferma di come da tempo si stia lavorando a questa ipotesi. "Nessun mistero - spiega - Ne stiamo parlando da tempo e, se forse il sindaco ancora non ne ha parlato ai suoi è perché attendeva di avere il quadro completo".

Ancora più chiaro il sindaco. "Stiamo facendo miracoli per mantenere i cinque milioni del fondo di rotazione per costruire la palazzina da 100 posti. Non dimentichiamo che praticamente solo noi, come amministrazione, lo abbiamo ancora. Quello che ho firmato non è un accordo vincolante, ma un impegno di collaborazione necessario da portare in Regione per mantenere il finanziamento. C'è spazio per il dialogo e per parlare di tutto. Personalmente, però, credo che aprire un cantiere vicino alla casa di riposo, come vorrebbe la soluzione dell'auditorium, sarebbe invasivo per gli ospiti".

Non è stato l'unico punto caldo del consiglio comunale riguardo al caso Csa. E' stata anche posta all'attenzione del consiglio una mozione articolata su tre punti: ribadire la sfiducia all'operato della presidente della casa di riposo e del Cda; non rinnovare l'incarico al direttore; impegnarsi a mantenere il Csa pubblico. Approvazione generale, fatta eccezione per Fabiano Paio e per il sindaco.

Un voto, comunque, sul quale anche la presidente Passadore ha voluto esprimere il suo pensiero, utilizzando la propria bacheca Facebook. "Ieri sera in consiglio comunale è stata votata la terza sfiducia al direttore e ai consiglieri della casa di riposo di Adria. Ma passi che non era buona la prima, ma che non fosse buona la seconda e che ci fosse bisogno di una terza... Qualcosa non deve proprio tornargli".

"Invito tutti a visitare e frequentare la casa di riposo di Adria. Avrete la conferma che si tratta di un luogo caldo ed accogliente. Di recente anche rallegrato dalla presenza di un maggior numero di bambini che apprezzano il nostro giardino centrale e portano allegria e sorrisi agli ospiti".

E riesplode anche il caso delle bandiere sindacali, messe, spostate e risistemate già una volta, con l'accordo trovato davanti al giudice del Lavoro quando pareva si dovesse finire impegnati in un contenzioso per comportamento ansitindacale. "Ho visto che sono state rimosse le bandiere sindacali, un’ulteriore e becera provocazione da chi amministra e dirige la Casa di Riposo in maniera politicamente abusiva e ormai privo di rappresentatività - attacca Spinello - In questi mesi e settimane i lavoratori del Csa sono riusciti a dimostrare che la loro lotta per  mantenere condizioni di lavoro dignitose e per garantire la migliore assistenza possibile agli ospiti era una battaglia per conto di tutta la città".

"L’isolamento in cui si  trovano oggi gli amministratori e il direttore non è solo politico ma è un isolamento largamente condiviso dall’opinione pubblica adriese. Le dimissioni del consiglio d’amministrazione a questo punto diventano  un atto dovuto, viceversa il permanere in funzioni non riconosciute lederebbe pesantemente la dignità umana e politica di ogni singolo componente".

"E’ evidente che non rinunceremo a fare chiarezza sulla vicenda denunciata, nel consiglio di  ieri sera, relativa alla  permuta tra  l’area di verde pubblico del Borgo  Case Rosse di proprietà Ater e una porzione di fabbricato della Casa di Riposo, operazione certificata e garantita dal sindaco, Massimo Barbujani".

 

14 luglio 2017
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